Quesito
Buongiorno Padre,
spero che abbia passato un santo e felice Natale.
L’ultima domenica del 2025 mi sono trovato a frequentare una Messa in rito romano, con la celebrazione della Sacra Famiglia: durante l’omelia il sacerdote ha affermato che anch’essa aveva i suoi problemi e una sua affermazione mi ha lasciato in dubbio, ossia che probabilmente volò anche qualche ceffone nella famiglia di Gesù.
Il mio dubbio è: se Gesù è senza peccato e lo è anche Maria, lui non avrebbe fatto nulla di tale da meritare uno schiaffo, così come Maria non avrebbe schiaffeggiato il figlio senza una valida ragione. So che il tema del peccato in Giuseppe è spinoso, ho letto una sua precedente risposta in materia, ma non sembra proprio il tipo di persona da schiaffeggiare il figlio così tanto per.
Quindi, l’affermazione del sacerdote è scorretta o è accettabile?
Un caro saluto.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. quell’affermazione è del tutto scorretta e inaccettabile.
A ragione la Chiesa propone la Santa Famiglia come modello delle nostre famiglie.
È impeccabile Gesù a motivo della sua persona divina.
È impeccabile anche la Madonna perché preservata da ogni macchia di peccato fin dal primo istante della sua esistenza. E molto più perché fin dal primo inizio della sua vita è stata colmata di un grado di grazia e di santità superiore a quello più di tutti gli Angeli e i Santi messi insieme.
2. I teologi parlano di una impeccabilità intrinseca da parte di Cristo e di una impeccabilità estrinseca, perché hai ricevuta da Dio, da parte della Madonna.
3. Come giustamente noti, rimarrebbe San Giuseppe.
Ma anche San Giuseppe è stato colmato di un grado di santità molto alto perché Dio non assegna mai un compito senza accompagnarlo dalla grazia necessaria. Ed è per questo che la Chiesa tributa a San Giuseppe il culto di protodulia (il primo tra tutti i Santi), prima ancora che a San Giovanni Battista. Tra parentesi, alla Madonna la Chiesa tributa il culto di iperdulia, superiore a tutti i Santi.
4. È vero che San Giuseppe ha ereditato il peccato originale e l’inclinazione al male, ma a motivo del suo grado di santità molto alto, l’inclinazione al male in lui era inoperante. Vale a dire che non ha commesso alcun peccato anche veniale. Da quando poi ha cominciato ad abitare insieme alla Madonna che portava nel suo grembo Dio fatto carne, questa inclinazione è stata estinta.
5. Forse il sacerdote che hai sentito voleva dire che Gesù faceva i capricci come tutti i bambini, ma neanche questo è ammissibile perché secondo i teologi in Gesù c’erano, sì, vere emozioni, ma erano del tutto soggette alla sua volontà.
Ciò significa che in lui la sua volontà non ne era mai sopraffatta.
Per questo San Girolamo dice che in Cristo le emozioni o passioni erano presenti in maniera diversa. E, per questo, più che chiamarle passioni, le chiama propassioni.
6. Anche San Tommaso è del medesimo parere tanto che scrive: “In Cristo non solo vi furono le passioni rispetto al bene, ma anche rispetto al male: aveva infatti un corpo passibile, e quindi in seguito all’immaginazione di ciò che è nocivo vi potevano essere in lui le passioni del timore e della tristezza e altre del genere… In Cristo vi furono dunque vere passioni, per cui Agostino dice che Cristo “per un ben definito scopo provvidenziale prese questi moti con animo umano quando volle, così come quando volle si fece uomo” (De Civitate Dei, XIV, 9)” (De Veritate, 26, 8).
E: “Bisogna notare che queste passioni si trovavano in Cristo in modo diverso dal nostro sotto tre aspetti.
Primo, per l’oggetto. Perché in noi il più delle volte queste passioni si volgono a cose illecite: ciò che non avveniva in Cristo.
Secondo, per la causa. Perché tali passioni spesso in noi prevengono il giudizio della ragione, mentre in Cristo tutti i movimenti dell’appetito sensitivo nascevano dall’impero della ragione. Dice pertanto S. Agostino che “per la grazia di una sicurissima libertà Cristo assumeva nel suo animo queste passioni quando voleva, come quando ha voluto si è fatto uomo”.
Terzo, per l’effetto. Perché in noi a volte tali passioni non s’arrestano all’appetito sensitivo, ma trascinano la ragione. Ciò non avveniva in Cristo, perché tutti i moti attinenti alla carne umana erano così contenuti per sua volontà nell’appetito sensitivo che la sua ragione non ne veniva minimamente intralciata. Ecco perché San Girolamo scrive che “il Signore per dimostrare la realtà dell’uomo assunto soffrì vera tristezza, ma per escludere un dominio della passione sul suo animo si dice che cominciò a rattristarsi” per una propassione, indicando con la passione ciò che domina l’animo, cioè la ragione, e con il termine propassione il sentimento che si sviluppa entro l’appetito sensitivo, senza sconfinamenti” (Somma teologica III, 15, 4).
7. Per questo nella Santa Famiglia vi fu non solo perfetta armonia, ma anche l’esercizio perfetto di tutte le virtù sia da parte di Nostro Signore, sia da parte della Madonna sia da parte del glorioso San Giuseppe.
Il diavolo non ha potuto fare nulla in quella casa. Anzi, ne stava ben alla larga se il solo San Giuseppe era “il terrore dei demoni”.
Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera,
padre Angelo
