Quesito
Caro Padre Angelo,
questa volta le scrivo per chiederle un suggerimento sulla educazione cristiana di mia figlia, che fra qualche mese compirà 10 anni e farà la prima Comunione.
Oltre a farle frequentare il catechismo in parrocchia, cerco di fare del mio meglio, nel mio piccolo, per darle una buona educazione cristiana. Oltre a insegnarle tante preghiere, incluso il Rosario e a leggerle il Vangelo, cerco, di farle anche io del catechismo spiegandole concetti e istituti che nel corso di preparazione alla Comunione (1 ora settimanale) verrebbero trattati solo fugacemente o del tutto tralasciati. La bambina mi sembra interessata a ciò che le spiego e mi fa tante domande, lei stessa mi chiede di recitare le preghiere insieme la sera.
L’altro giorno tuttavia mia figlia è venuta da me in lacrime dicendomi che non era certa di credere in Gesù, che forse ci credeva ma non ne era sicura. Mia moglie già alcuni mesi fa mi disse che la bambina le aveva confessato (a lei e non a me per non darmi dispiacere) di non credere, a ciò indotta, ne sono convinto, anche dall’ambiente che la circonda, composto quasi totalmente da atei, a cominciare da ciò che sente dire dai suoi compagni di scuola e dai messaggi che arrivano dalla televisione e da internet, che inducono al più arido materialismo.
Come può un genitore trasmettere la fede ai propri figli se questi vivono in un mondo che va in direzione opposta? È una lotta impari! In passato, quando non esistevano i mass media e si aveva più rispetto delle cose sacre doveva essere più semplice.
So bene che la fede non si trasmette solo con l’insegnamento e con l’esempio perché il credere o non credere è un atto di libertà del singolo. Del resto per quanto mi sforzi non potrò mai con le mie parole far capire a mia figlia (è difficile con gli adulti figuriamoci con i bambini) che Dio esiste e la ama. Per credere occorre aver sentito la carezza di Dio, aver fatto nella vita, almeno una volta esperienza di Lui, aver sentito il Suo richiamo, aver provato il desiderio di averlo vicino. Si tratta di esperienze che mia figlia probabilmente ancora non ha fatto, senza le quali i miei modesti insegnamenti rischiano di essere parole vuote. Oltre che pregare il Signore che le tocchi il cuore col suo dito, cosa può suggerirmi?
La ringrazio e ricordo nelle mie preghiere.
Michael
Risposta del sacerdote
Caro Michael,
1 anzitutto ti chiedo scusa per il grande ritardo con cui ti rispondo. La tua mail mi è giunta esattamente tre anni fa. Sepolta da tante altre, finalmente è risuscitata!
2. Venendo direttamente al tuo quesito, non è una lotta impari far comprendere l’esistenza di Dio a qualsiasi persona e in modo particolare ai ragazzi.
Non è necessario partire dalle cinque vie di San Tommaso d’Aquino. Queste vanno bene per i filosofi e per i teologi.
3. Vi sono però due vie molto pratiche e sicure per giungere a Dio.
La prima è costituita dalla contemplazione della natura dove il cielo e la terra, in una parola, tutto rivela e canta la gloria di Dio.
È vero che oggi siamo meno a contatto con la natura di quanto non lo fossero le persone che ci hanno preceduto.
Però in un modo nell’altro ne veniamo sempre a contatto.
Prendiamo ad esempio un frutto di questa stagione: un’arancia.
Se ci si mette a pensare come si è formata prendendo i succhi dalla terra attraverso le radici e come poi questi succhi attraverso il tronco e lo stelo si siano espressi in fiori che sono un incanto e sono più belli di tutti i vestiti di questo mondo e come poi sempre con una sapienza infinita si siano costituiti in frutti, con tanto di buccia, di spicchi, di pellicole, di innervature all’interno degli spicchi…
E così sempre e sempre in tutte le parti del mondo in maniera perfetta, come non si può non rimanere sbalorditi e non uscire con l’espressione del salmista: “Signore nostro Dio come è grande il tuo nome (la tua gloria) su tutta la terra” (Sal 8,2) oppure come dice liturgia della chiesa al momento del Sanctus “i cieli e la terra sono pieni della tua gloria”?
Questo è così evidente che Santa Giuseppina Bakita, bambina di cinque anni e pagana, contemplando la natura, diceva: “Ditemi chi ha fatto tutte queste cose perché possa ringraziarlo!”.
È così evidente e lampante la presenza di Dio attraverso lo spettacolo della natura di giorno e di notte che quelli che dalle opere da lui fatte non riescono a giungere al loro creatore e a dargli gloria “sono senza scusa” (Rm 1,20).
A dire che sono “senza scusa” non sono io, ma è Dio a dirlo. Si trova nella Sacra Scrittura al versetto che ho citato (Rm 1,20).
4. La seconda via, altrettanto semplice è quella di mettere una persona davanti a Gesù, conosciuto evidentemente attraverso i vangeli, e rispondere all’interrogativo perentorio che Egli pone a tutti gli uomini: “Chi di voi può dimostrare che ho peccato?” (Gv 8,46).
Poi soggiunge: “Se dico la verità, perché non mi credete?” (Ib.).
Anche qui è necessario dare la risposta, perché diversamente si è “senza scusa”.
5. Gesù poi prosegue: “Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio” (Gv 8,47).
Chi è aperto alla verità e ha il cuore puro, ascolta la parola di Gesù e sente che in assoluto è la più vera di tutte ed è imperiosamente credibile.
Se il cuore non è puro, è come se ci fosse una nuvola che attutisce lo splendore o, peggio, un muro che lo oscura del tutto.
6. Per tua figlia di 10 anni non c’è l’impurità nel cuore. C’è invece attorno a lei il rumore del mondo e di tanti che parlano e vivono come se Dio non ci fosse.
Tocca a voi conservarle questa sensibilità e farle vedere lo splendore della sapienza di Dio che brilla nella natura e nel Vangelo e ricordarle spesso il motivo per cui siamo in questo mondo.
7. Per sentire attrazione per Gesù Cristo è necessaria ancora un’altra cosa, quella che hai menzionato tu: la carezza di Dio nel cuore. In altre parole, è necessario il tocco della grazia che fa cadere ogni chiusura, simile alle squame che caddero dagli occhi di San Paolo al momento della sua conversione, e lo misero in movimento.
Per questo è necessaria la testimonianza della vostra vita che aiuti a percepire la presenza di Dio in tutto. Così come è altrettanto necessaria la vostra preghiera e anche l’offerta della vostra vita.
Con la bella speranza che vostra figlia sia sempre aperta a Dio e viva in comunione con lui, vi benedico e vi ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
