Quesito

Caro Padre Angelo,
navigando ho scoperto questa possibilità di comunicare con un sacerdote. Ho letto le risposte che ha dato ai quesiti sulla sessualità, e sono veramente sconfortata. E’ da molto tempo che a causa della sessualità non mi confesso e non mi accosto alla comunione.
1) Ho 54 anni, due figli grandi e, ancora fertile, uso il profilattico come contraccettivo.
2) nel rapporto sessuale, per raggiungere il piacere ho bisogno che mio marito mi accarezzi, devo considerare l’atteggiamento come una masturbazione o è ammissibile tra coniugi?
Non avrei vergogna a confessare questi due peccati ogni volta, ma sapendo che poi ricadrei nel peccato mi sento bugiarda.
Tutto questo mi angoscia, ma non riesco a rinunciare alla gioia dell’unione con mio marito. Mi chiedo anche perchè tanta rigidità nei confronti di un atto d’amore?
Grazie


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. sono certo che tu ti lavi tutti i giorni, almeno le mani. E sai che ti risporcherai. Ma per questo non rimani senza lavarti. Ti è necessario.
La stessa cosa avviene anche per la nostra anima.
Pentirsi non significa avere la certezza che non si ricadrà più nel peccato.
Significa invece riconoscere che quello che facciamo dispiace a Dio, che non vorremmo farlo. Ma, stante la nostra fragilità, siamo certi purtroppo che vi ricadremo ancora.
Qui tocchiamo con mano quanto sia grande la misericordia del Signore: che continua a perdonarci generosamente anche se sa che continueremo ad offenderlo.
E poi è troppo preziosa per te la grazia e soprattutto ricevere il Signore nel tuo corpo e nella tua anima, almeno in occasione delle feste.

2. Sarebbe stato meglio che a suo tempo ti fossi impratichita nei metodi naturali. Avresti compreso tutta la bellezza e anche l’intrinseca differenza tra un atto di amore espresso secondo il disegno di Dio e un atto contraccettivo.
Probabilmente ne saresti stata così conquistata che te ne saresti fatta apostola.
Ma ormai sei in una età in cui imparare questo metodo diventa problematico e quasi superato.
Non rimane che il rimpianto di non essersi fidati di Dio e della sua Legge, che non è affatto nemica dell’autentico amore tra i coniugi.

3. Mi dici che fate uso del profilattico.
Può darsi che ormai vi siate così inveterati in questa abitudine (cattiva) che ormai non vi fate più caso. Ma indubbiamente si tratta di uno stravolgimento dell’interiore significato dell’atto coniugale. Al disegno di Dio, sostituite il vostro disegno. Sicché vi comportate non più come ministri, ma come arbitri del vostro corpo.
Secondo la dottrina della Chiesa l’atto coniugale, frustrato della sua finalità procreativa, cessa di essere un atto di autentico amore: perché non ci si dona più in totalità.
Quand’era arcivescovo di Cracovia, Giovanni Paolo II scriveva: “Se si esclude dai rapporti coniugali radicalmente e totalmente l’elemento potenziale di paternità e di maternità, si trasforma perciò stesso la relazione reciproca delle persone. L’unione nell’amore slitta verso un godimento comune, o, per meglio dire, verso quello dei due partner” (K. WOJTYLA, Amore e responsabilità, p. 216). E “violando le leggi della natura, si viola anche la persona, facendone un oggetto di godimento, anziché farne un oggetto di amore. La disposizione alla procreazione, nei rapporti coniugali, protegge l’amore, è la condizione indispensabile di una vera unione delle persone” (Ib., p. 218.).
Da Papa ha detto in una lettera alle famiglie: “la persona non può mai essere considerata un mezzo per raggiungere uno scopo; mai, soprattutto, un mezzo di “godimento”. Essa è e dev’essere solo il fine di ogni atto. Solo allora corrisponde alla vera dignità della persona” (GrS 12).

4. Mi dici anche che hai smesso proprio per questo motivo di accostarti alla Confessione e alla santa Comunione.
Mi viene da dire: vedi che i metodi contraccettivi come ogni altro atto impuro spengono il gusto delle cose di Dio!
Come fai a vivere la tua vita cristiana senza “gustare le meraviglie del mondo futuro?” (Ebr 6,4).
Come fai a vivere senza Confessione che ti da “la pace e la serenità della coscienza insieme a una vivissima consolazione dello spirito” come insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica (n.1468)?
E senza la Comunione eucaristica, nella quale senti che il Signore viene ad occupare il tuo corpo e il tuo Spirito, e ti riempie di ogni dolcezza (Sir 16,20)?

5. Giovanni Paolo II ha detto che nella contraccezione ci si comporta come se Dio non ci fosse e si diventa praticamente atei.
Non ha detto “teoricamente atei” perché sa bene che molti credenti fanno contraccezione e continuano ad essere credenti.
Ha detto che si diventa “praticamente atei”. Il che significa che Dio non parla più, non illumina più, non si gusta più.
La sessualità non tocca qualcosa di periferico della persona, ma il suo intimo nucleo, il suo relazionarsi con Dio, con se stessi, con il prossimo.
Ora nell’impurità di fatto ci si sostituisce a Dio nel determinare quale sia il significato della genitalità. Non si accetta di camminare con lui, mano nella mano, come alleati della sua divina sapienza. Ci si mette al suo posto.
È un’illusione enorme, oltre che un tragico errore, pensare che non si debba dar peso alle cadute in tema di purezza. O che per attirare la gente alla religione o alla Chiesa si debba far finta che il sesto comandamento del Decalogo sia superato o da aggiornare.
Di fatto è vero il contrario.
E questo contrario è basato sul fatto che con l’impurità viene rimosso il riferimento a Dio, e questo nel nucleo più profondo della persona. Se non si pone subito rimedio, Dio viene marginalizzato e diventa ininfluente.
Dio cessa di essere l’alfa e l’omega (e cioè il punto di partenza e il punto di arrivo) della nostra vita affettiva, come se si fosse chiamati alla santità in tutti gli altri ambiti della vita, ma non in questo, che invece è così direttamente collegato con la vocazione all’amore, con la vocazione alla santità.

6. Mi dici che alla fine del rapporto non sei ancora soddisfatta e che hai avverti ancora una necessità.
Questo può avvenire perché il rapporto non viene compiuto secondo natura. Anche quando si usa il profilattico, ad un certo momento, si deve sospendere l’atto per il pericolo che alcuni spermatozoi possano inseminare.
Ora durante l’atto sessuale gli ormoni surrenali secernono l’adrenalina, la quale rende la donna particolarmente tesa soprattutto negli organi genitali.
Anche questo è all’origine dell’insoddisfazione. Infatti il liquido seminale contiene sostanze (come la jaluronidasi) che favoriscono la detumescenza della vagina, e quindi il suo rapido ritorno alla condizione di riposo.

7. Per quanto attiene alla materia di confessione è sufficiente dire: nell’intimità coniugale non mi sono comportata secondo al legge di Dio.
In questo è incluso tutto.
Diverso sarebbe se venissero usati contraccettivi che sono anche abortivi o che l’atto sessuale fosse pervertito nella sua stessa natura.

Sarei molto contento se tu riprendessi la vita sacramentale. Ti sentiresti molto appagata.
Spero di averti portato un pò di luce.
Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo