Quesito

Caro Padre Angelo,
Ho letto diverse sue risposte a quesiti posti da lettori. Quesiti che a volte toccano argomenti estremamente complessi, particolarmente ogni volta che si disquisisce sul problema del male e della sofferenza. Ho perso una figlia per un cancro improvviso e trovo che la migliore risposta, al di là di ogni dottrina teologica, è solo invitare a superare la prova con la fede eroica che ci viene richiesta. Tutto il resto, con il massimo rispetto, non credo che serva. Come non credo che sia comprensibile fino in fondo il mistero della Croce. Dobbiamo abbassare il capo ed accettare.
Cordiali saluti
Piero

 


 

Risposta del sacerdote

1. Ti ringrazio, carissimo Piero, per quanto hai scritto e partecipo vivamente al tuo dolore.
In momenti così tristi, alcuni come te preferiscono il silenzio. E lo comprendo.
Anch’io sarei come te.
Anzi, sentirei il desiderio di ritirarmi da qualche parte, come ha fatto Gesù Cristo quando ha sentito che Giovanni Battista era stato decapitato.

2. Altri invece si interrogano e pongono questa domanda a Dio e di riflesso ai suoi ministri.
Ecco perché tante domande anche su questo argomento da parte dei nostri visitatori.

3. Gesù Cristo ha voluto gettare luce anche sul mistero della morte.
C’è un Vangelo (buona notizia) anche su questo.
Non possiamo dire semplicemente: abbassa il capo.
Anche tu quando tua figlia ti chiedeva spiegazioni per certi comandi, non dicevi semplicemente: abbassa il capo e obbedisci.
Anche se questo in definitiva doveva essere l’esito del tuo comando, tuttavia le davi delle motivazioni.

4. Ho sempre viva l’esperienza di dolore immenso che ho provato quand’ero assistente scout. Era morto un esploratore, un ragazzo di 15 anni nel tentativo di salvare il fratello gemello che stava affogando nel fiume.
Il gemello che stava affogando si è salvato, ma il fratello che si era buttato per salvarlo e che di fatto lo ha salvato è stato trascinato via da un mulinello d’acqua e il suo corpo è stato ritrovato solo il giorno dopo.
La sera quando il corpo non era ancora stato ritrovato e i sommozzatori avevano sospeso la ricerca, io insieme con alcuni capi scout siamo andati dai genitori.
Mentre il padre era con i sommozzatori noi abbiamo parlato con la mamma.
In quel momento io le ho detto di quello che il figlio morto donando la propria vita per il fratello aveva iniziato a vivere.
In poche parole, ho applicato alla vita di quel ragazzo i cinque misteri gloriosi della vita di Cristo.
Ebbene questa donna ne è rimasta così colpita che mi disse: Padre, venga domattina a ripetere a mio figlio quello che ha detto a me.
Il mattino dopo sono andato e ho parlato a tutti.
Come vedi, c’è bisogno anche di consolazione.
Soprattutto c’è bisogno di continuare a vivere una comunione.

5. Sono convinto che anche tu, nel dolore sopportato con una fede così grande avrai consolato molti che erano venuti a piangere con te per la morte di tua figlia.
Forse non avrai detto loro neanche una parola, ma sono certo che la tua fede incrollabile in un momento così drammatico sia stata una predica particolarmente eloquente per tutti.
E così che quelli che erano venuti a consolarti se ne sono tornati a casa a loro volta consolati.

Ti abbraccio fraternamente.
Ti ricordo volentieri nella preghiera.
Insieme con te ricordo anche la tua carissima figlia e tutti i tuoi cari.
Vi benedico.
Padre Angelo