Caro Padre Angelo,
mi presento sono S… una ragazza di 26 anni… vorrei chiederle aiuto Padre perché mi sento in difficoltà…
Io ho perso la fede… ho perso me stessa e sto dentro un circolo vizioso pieno di tentazioni… mi avvicino a DIO e il giorno dopo cado di nuovo, ripetutamente…..mi sono messa troppo in dubbio e in discussione… su altre religioni new age… buddismo… e via dicendo e modi di vivere in relax….bere, ballare, divertirsi… che non capisco ormai più nulla di quale sia la mia strada… se affidarmi… se fidarmi solo di me… troppe delusioni, passioni e guerre interne mi stanno scombussolando la vita… non so perdonarmi… non so più cosa voglio, chi sono e cosa cerco…
ti prego Padre dimmi come posso fare… perchè mi sento sola…..
grazie!


Risposta del sacerdote

Carissima S.,
1. non devi fidarti solo di te stessa perché non sei tu la luce del mondo.
Né devi fidarti di coloro che hanno cercato di introdurre nel mondo una luce qualsiasi.
Solo Gesù Cristo ha detto: “Io sono la luce del mondo, chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12).
Solo Gesù Cristo sa tutto di te e delle tue più profonde esigenze.
Solo Gesù Cristo, in quanto Dio, è il tuo Creatore.
Né Budda, né Maometto né alcun altro uomo sono il tuo Creatore, né sanno tutto di te.

2. Il consiglio che ti do è quello di rimetterti a seguire Cristo, a non camminare più nelle tenebre, e cioè nei peccati, perché questi ti possono fare solo male.
Il peccato, col piacere che presenta, è una seduzione che al massimo ti appaga sul momento, ma poi ti fa sentire nuda, spoglia, vuota, sofferente come si è sentita Eva dopo aver disobbedito a Dio.

3. Inizia a metterti dietro a Cristo accostandoti alle Sacre Scritture, in particolare al Vangelo.
Leggendo il Vangelo ti accorgerai che nella sua persona e nel suo insegnamento tutto è puro, non vi è alcuna ombra o imperfezione. C’è la purezza perfetta.
Cristo stesso, sapendo che molti si sarebbero presentati al mondo come salvatori degli uomini, ha detto: “Chi di voi può dimostrare che ho peccato?” (Gv 8,46).
Nessuno può dire a Gesù Cristo: qui non sei stato perfetto, qui hai messo dei limiti irragionevoli (ad esempio: non bere vino, non mangiare carne di suino…), qui hai proposto qualche cosa di imperfetto, qui non hai visto le mie più profonde esigenze…

4. Poi mettiti concretamente dietro a Cristo confessando i tuoi peccati, e cioè purificando la tua anima da tutto il male con cui finora l’ha ricoperta e ottenebrata.
Ti sentirai allora di nuovo nella luce.
Nessuno può rendere pura la tua anima se non  Gesù Cristo.
Solo il suo Sangue espia i nostri peccati.
Né Maometto né Budda possono purificare la tua anima e portarvi la grazia di Dio, che è uno splendore di ordine soprannaturale!

5. Poi potrai fare la Santa Comunione e sentirai che Dio entra nel tuo cuore per abitarvi, per essere dentro di te la sorgente e la pienezza della vita.

6. Allora ti accorgerai subito perché “bere, ballare, divertirsi (sottinteso peccando)” sono un male: perché ti privano di questa vita interiore, che è la vera vita di una persona.

7. Mi piace riportarti infine il commento di San Tommaso d’Aquino alle parole del Signore «Chi segue me non cammina nelle tenebre».
“E poiché questa è la luce universale, dissipa universalmente tutte le tenebre.
Ora, esistono tre tipi di tenebre, a cominciare dalle tenebre dell’ignoranza, di cui è detto nei Salmi (81,5): «Costoro non sanno e non intendono, e van brancolando nelle tenebre». E queste derivano dalla ragione stessa, che in se stessa si oscura.
C’è poi l’ignoranza della colpa, di cui si parla in Ef 5,8: «Una volta eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore». E queste tenebre colpiscono la ragione umana non per se stessa, ma a motivo della parte affettiva, in quanto, mal disposta per le passioni o per qualche abitudine, desidera come bene ciò che realmente non è bene.
Inoltre ci sono le tenebre della dannazione eterna, di cui si legge (Mt 25,30): «Il servo inutile gettatelo nelle tenebre esteriori».
Ma mentre le due prime si riscontrano in questa vita, le ultime possono riscontrarsi al termine di essa. «Chi dunque segue me non cammina nelle tenebre»: né dell’ignoranza, perché «io sono la verità»; né della colpa, perché «io sono la via»; né quelle della dannazione eterna, perché «io sono la vita» (Commento al Vangelo di Giovanni 8,12).

8. Poi, commentando le parole «ma avrà la luce della vita» san Tommaso scrive: “poiché come chi non vuole smarrirsi nelle tenebre deve seguire chi porta il lume; così chiunque vuoi salvarsi deve seguire Cristo che è luce, credendo a lui e amandolo. Ed è cosí che lo seguirono gli apostoli (vedi Mt 4,20).
Ma poiché la luce corporea può venir meno col tramonto, chi segue la sua guida va incontro alle tenebre.
Questa luce invece, che non conosce tramonto, non verrà mai meno. Perciò chi la segue avrà una luce perenne, ossia la luce della vita.
La luce visibile non dà la vita, pur cooperando alle funzioni della vita corporale; invece questa luce dà la vita, poiché noi viviamo in quanto abbiamo l’intellezione, che è una partecipazione di questa luce.
Quando tale luce potrà irradiare perfettamente, avremo la vita perfetta, secondo le parole del Salmista (35,10): «Presso di te è la sorgente della vita, e nella tua luce vedremo la luce».
Il che equivale a dire: Allora noi avremo perfettamente la vita, quando vedremo direttamente la luce. Ecco perché sta scritto «Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesti Cristo» (Gv 17,3)” (Commento al Vangelo di Giovanni 8,12).

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo