Quesito

Caro Padre Angelo,
le scrivo perché vorrei affrontare insieme a lei un tema molto importante , spigoloso e pieno di contraddizioni al tempo stesso.
Ci hanno insegnato fin da piccoli, in Chiesa, che l’unione fisica con un’altra persona prima del matrimonio…. sia da evitare completamente. Senza se e senza ma, abbiamo accettato quanto detto, poi però si cresce e si inizia ad urtare con una realtà e con delle esigenze che ci portano in alcuni casi a deviare ,diciamo così, da quanto imposto dalla Chiesa.
Come lei ben saprà, ci possono essere vari modi per poter soddisfare un’esigenza ed un piacere fisico….ed ammetto che sono stata forse io la prima ad essere coinvolta, eppure le confesso…che sono caduta nello sconforto più profondo. Sono cosciente e responsabile delle mie azioni, eppure sono così impaurita e così timorosa di Dio , che dopo aver commesso tale peccato carnale….. io non so come esprimere il mio stato d’animo, ho paura, mi chiudo in me stessa…mi rifiuto addirittura di pregare o di guardare le immagini e le statuette dei santi che ho a casa perchè mi ritengo di non essere degna , perchè io, proprio io ho commesso tale gesto.  Inizio ad avere paura, perchè dico…..è ovvio ora Dio mi punirà… ma in cosa consisterà questa punizione? Toccherà solo me? che sono la peccatrice diretta… o Dio mi punirà toccando chi amo? ( intendo i miei genitori e la mia famiglia)… poi la mia mente inizia a lavorare così tanto…che mi inizio a chiedere: sono forse l’unica ad aver compiuto questo gesto? e gli altri? non voglio credere che sulla faccia della terra non ci sia qualcuno che si trovi nella mia situazione… e come fanno ad affrontare la cosa? Vedo persone che pur dichiarandosi cattoliche, hanno comunque rapporti o altre forme di erotismo, mettiamola così, prima del matrimonio… ma è come se per loro fosse una cosa normale.
 Le chiedo aiuto Padre… perchè mi sento così sola e con nessuno con cui parlare, che mi sono rifiutata e mi vergogno anche di andarmi a confessare…


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. il divieto di commettere atti impuri non è imposto dalla Chiesa, come forse ti è sfuggito nello scrivere.
È nei dieci comandamenti, che sono legge di Dio.
Questa legge è stata scritta su tavole di pietra e consegnata da Dio a Mosè.
Ma questa legge era già stata scritta da Dio nel cuore dell’uomo al momento della creazione.

2. Dopo il peccato l’uomo è diventato incapace di leggere dentro il proprio cuore (coscienza) così spesso offuscato dalle macchie di tanti peccati.
Dio allora ha scritto i comandamenti su tavole di pietra perché gli uomini li avessero sempre davanti agli occhi.

3. Il fatto che si tratta di una legge scritta nel nostro cuore è di grande importanza perché derogare dai comandamenti è la stessa cosa che derogare dalla strada della propria felicità.
Il nostro avversario continua a fare con tutti i peccati quello che ha fatto con i nostri progenitori. Seduce dicendo: non vi è nulla di male, sarai contento, lo fanno tutti…
Sebbene gli uomini conoscano questa storia, pensano che valga per gli altri, ma non per loro perché la loro situazione è diversa, perché loro sono consapevoli, hanno capito, ecc…ecc…
E puntualmente tutti si ritrovano come Adamo ed Eva dopo il peccato originale, sebbene questo peccato non sia stato un peccato carnale.

4. Anche tu, dopo il peccato, ti sei sentita inquinata, sporca, defraudata di un bene importante di cui prima non ne apprezzavi il valore.
Senti addirittura di essere meritevole di un castigo, non considerando che la situazione che stai vivendo è già un castigo, una punizione che ti sei data da te stessa.
Tu adesso attendi un’altra punizione: quella divina su te stessa o suoi tuoi cari. E questo ti spaventa.

5. Ebbene, in ordine a questo ti consiglio due cose.
La prima è la confessione sacramentale, mediante la quale sfuggi all’influsso del tuo avversario (il demonio) sotto il quale inavvertitamente ti sei messa.
Così per i meriti di Cristo, che il sacerdote riversa sulla tua anima con le parole e il gesto dell’assoluzione sacramentale, “dove è abbondato il peccato, viene a sovrabbondare la grazia” (cfr. Rm 5,20).
La misericordia e la benevolenza di Dio non troveranno ostacoli nell’essere riversati sulla tua anima.

6. E il castigo meritato?
A questo castigo si è auto sottoposto Gesù Cristo al posto tuo e per amor tuo.
“Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca” (Is 53,5-7).
Quando andiamo a confessarsi dobbiamo sempre tenere lo sguardo fisso su di lui, sul suo amore per noi.
Vedi come è da amare Gesù: nessuno si è sottoposto al castigo al posto nostro come ha fatto Lui!

7. La seconda cosa che ti consiglio: vai dalla Madonna, domandale perdono e dille che ti tenga accanto a Lei.
Perché la Madonna?
Senti che cosa dice il Santo Curato d’Ars: “La Vergine santissima è sempre così buona che ci tratta sempre amorosamente e non ci castiga mai.
Il Figliolo ha la sua giustizia, ma la Madre non ha che l’amore suo” (MONNIN, Vita del beato Curato d’Ars, p. 385).
Quando il Signore ci vede rifugiati da sua Madre, allora anche lui – si direbbe – lascia da parte la giustizia e ci usa misericordia.

8. Domani è la festa della Madonna assunta in cielo.
Se non l’hai ancora fatto, vai subito alla confessione.
Tutto quello che l’umile confessione dei tuoi peccati ti costerà, offrilo alla Madonna, sia il tuo gesto concreto di affetto per Lei.
È bello poter offrire qualcosa alla Madonna.

Ti accompagno con la mia preghiera, ti affido alla Madonna assunta in cielo e ti benedico.
Padre Angelo