Quesito

Caro Padre Angelo,
ho molta confusione riguardo al dopo morte.
Le sarei grato se potesse illuminarmi e farmi capire molto semplicemente gli interrogativi che ancora non mi sono del tutto chiari e comprensibili. La domanda è:
1) Subito dopo la morte, l’anima della persona viene subito giudicata in base a ciò che ha fatto durante la vita. Quindi l’anima va o in Paradiso o all’Inferno subito dopo la morte. Alla fine del mondo, Gesù tornerà, risorgeranno i corpi e applicherà il Giudizio Universale in cui sapremo tutto di tutti e del loro destino eterno.
2) Ma se sono già stato giudicato alla mia morte, non riesco ad afferrare il senso di un nuovo giudizio che non modificherà il primo. Il fatto che nel secondo giudizio sapremo tutto di tutti e anche del loro destino eterno, non credo che a ogni resuscitato possa interessare il giudizio di tutti gli altri anche perché non riesco ad immaginare di poter riconoscere il giudizio di miliardi di resuscitati. Tutto questo a mio giudizio non ha senso.
3) In pratica io vengo giudicato 2 volte? Nel frattempo dopo la morte dove andremo e cosa faremo in attesa della venuta di Cristo.
Spero molto in una risposta che chiarisca i miei interrogativi. La ringrazio con tutto il cuore.
Danilo


Risposta del sacerdote

Caro Danilo,
1. quello che hai scritto nel punto 1 è perfettamente esatto.
Noi verremo giudicati due volte: al momento della morte e al momento della fine del mondo.
Il primo giudizio avviene a tu per tu con Dio ed è particolare, il secondo avviene al cospetto di tutti ed è universale.

2. Il giudizio universale viene fatto dopo la risurrezione dei corpi alla fine del mondo.

3. Il paradiso consiste nel possesso di Dio e delle sue meraviglie, per mezzo delle quali lo ameremo e lo ringrazieremo sempre di più.
Tra le meraviglie di Dio vi sono quelle compiute nella vita degli altri, coi quali costituiremo un solo corpo.
Gli altri non ci saranno più indifferenti, come potrebbe esserlo di qua, ma li ameremo finalmente come noi stessi. Anzi li ameremo con la medesima intensità di amore con cui li ama Cristo, perché da Lui saremo posseduti interamente.
Pertanto l’attuale disinteresse per gli altri scomparirà.

4. A dire il vero con il nostro prossimo, soprattutto battezzato, costituiamo già fin d’ora un solo corpo e influiamo gli uni sugli altri in maniera immensamente più grande di quanto possiamo pensare, proprio come un membro del nostro corpo influisce nel bene e nel male su tutto il resto dell’organismo.
San Tommaso dice che in virtù dello Spirito Santo già fin d’ora i meriti di uno vanno a beneficio di tutti gli altri.
In qualche modo avviene il contrario a motivo del peccato, che ha sempre conseguenze universali e cosmiche.

5. Mi dici che non riesci a capacitarti di come sia possibile la conoscenza intera della vita di tutti.
Ma questo discorso vale prima di tutto per la conoscenza di Dio, il quale è per sua natura infinito.
San Tommaso dice che nella vita eterna la nostra capacità conoscitiva verrà ulteriormente potenziata.
Come di qua viene potenziata dal lume della fede (lumen fidei), che ci dà una conoscenza soprannaturale di Dio, così di là verrà potenziata dal lume della gloria (lumen gloriae).

6. Dopo morte la nostra anima può avere questo triplice destino: inferno per chi muore privo della grazia santificante a motivo del persistente peccato grave; purgatorio per chi muore in grazia ma non è del tutto puro, paradiso per chi è muore nella grazia santificante ed è del tutto puro.

7. Mi chiedi che cosa si fa nel frattempo.
Non si finirebbe mai di descriverlo.
Ma in una parola ti posso dire che quelli che sono in paradiso fanno tutto quello che fa Gesù: non cessano di amare Dio e di amare (vale a dire beneficare) quelli che hanno lasciato di qua.
All’inferno c’è assenza totale di amore: non si viene amati e ci si trova nell’impossibilità di amare. È solitudine interiore senza consolazione alcuna, anzi colma di odio per il proprio passato che ha meritato quella tristissima situazione.
Il purgatorio è gioia per il possesso (sebbene non ancora pieno) di Dio e purificazione dei rimasugli di egoismo.

Nell’attesa di vederci di là, rallegrandoci infinitamente per quello che Dio avrà fatto in te e in me, compiacendoci a vicenda e per sempre per la salvezza ottenuta e per il bene che continueremo a fare, ti saluto cordialmente, ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo