Quesito

Caro Padre Angelo,
volevo sapere che cosa ne pensa di questa questione e se sia conciliabile con l’infallibilità papale.
“Alcuni teologi cattolici e protestanti credono che molte delle persone venerate come Sante di cui si narra la vita in agiografie e prevalentemente il martirio in passiones dei primi secoli del Cristianesimo, non siano mai esistite; per indicare questo fenomeno questi santi vengono chiamati non storici. È difficile stabilire con esattezza quali santi siano effettivamente non storici: infatti è molto più complicato dimostrare la non esistenza di una persona che non la sua esistenza, vista la scarsità di fonti contemporanee o indipendenti.
Un gran numero dei santi cristiani antichi hanno nomi pagani; probabilmente si trattava di convertiti al cristianesimo poi diventati santi. In alcuni casi tuttavia è possibile che avvenisse un trasferimento del culto da divinità pagane a santi cristiani in maniera più o meno diretta. Dato che, dopo i decreti teodosiani, non era più possibile venerare dèi pagani, il culto sarebbe stato cristianizzato dai fedeli in questo modo, ufficialmente sostituendo la venerazione diretta di una divinità con una richiesta di intercessione, mantenendo però la sostanza e le usanze del culto politeista. I miti relativi a queste divinità sarebbero di conseguenza anche stati integrati nel racconto della vita e dei miracoli del Santo: un esempio di questo processo avvenne, secondo queste teorie , con santa Brigida d’Irlanda, il cui culto è del tutto analogo a quello della divinità celtica Brigida. Inoltre altri miti pre-cristiani, quali gli aneddoti e favole riguardanti gli antichi eroi potrebbero anche essersi fusi con le figure di alcuni santi.
Alcuni dei santi che si sarebbero sovrapposti alle divinità pagane: Venere Afrodisia continuò ad essere adorata dalle masse con il nome di Santa Fredisia Apollo Efebo sarebbe divenuto Sant’Efebo; Cerere Flava si sarebbe mutata in Santa Flavia. Le idi del mese si sarebbero impersonificate in Santa Ida. La formula di augurio usata dai Romani Perpeuta felicitas si sarebbe sdoppiata in Santa Perpetua e Santa Felicita. Naturalmente per tutti questi santi si sarebbero inventate vite esemplari, piene di particolari edificanti e si celebrarono i martiri che essi avrebbero subito, già dal XVII sec, per opera della scuola critica dei Gesuiti Bollandisti, cominciò un’accurata revisione delle antiche documentazioni agiografiche con criteri di critica storica; tuttavia i semplici fedeli tendono a rimanere affezionati a familiari figure di santi, e il gesto di Papa Giovanni XXIII che, nell’agosto del 1962, fece cancellare dal calendario Santa Filomena (copia della mitologica Proserpina) e San Giorgio (il dio egizio Horus uccisore del drago) provocò sorpresa e dispiacere.” da Wikipedia
grazie


Risposta del sacerdote

Caro Niccolò,
1. le canonizzazioni in antico non avvenivano come oggi. Erano frutto della vox populi, che quando era universale, era riconosciuta come vox Dei.
Le canonizzazioni con tanto di processo canonico sono apparse nel secondo millennio cristiano.

2. La voce di Wikipedia che mi riporti mostra una grande fantasia da parte dello scrittore.
Intanto inizia dicendo che “alcuni teologi cattolici e protestanti” e non ne se indica alcun nome e nessuna fonte. È credibile un’affermazione del genere?
Verrebbe da dire: “gratis affirmatur, gratis negatur” (gratuitamente viene affermata, gratuitamente viene negata).
I teologi protestanti poi che cosa c’entrano con i santi? Non sono faccende loro, che per principio negano che una persona possa diventare santa.
Per i protestanti l’uomo in seguito al peccato originale si è totalmente corrotto. La fede non lo sana affatto, ma gli fa soltanto sapere che, in virtù dei meriti di Cristo, Dio ha mutato il suo disegno sull’uomo.
L’uomo si salva solo in virtù dei meriti di Cristo e del tutto indipendentemente dalle sue opere.
Anzi Lutero diceva: “pecca fortemente, ma credi ancor più fortemente” (pecca fortiter sed crede fortius).

3. Leggendo la voce che mi hai inviato, viene subito il sospetto che il principio con cui si deve interpretare la storia dei santi sia quello della demitizzazione.
In poche parole questo principio si enuncia così: in mancanza di documenti bisogna supporre che tutto sia stato inventato. Ed ecco la teoria alquanto fantasiosa.
E siccome di molti santi non si possiedono più documenti, bisogna pensare che tutto sia stato creato artificiosamente. Creando e ratificando i santi, la chiesa avrebbe per così dire “battezzate le divinità pagane” alle quali la gente era molto devota.
Ma la mancanza di documenti è basata su altri fatti, caro Niccolò: quanti incendi, quante distruzioni di città messe a ferro e a fuoco, quante invasioni di barbari, quante calamità naturali… hanno fatto piazza pulita di tutto.
Senza dire che a quei tempi non c’era alcuna anagrafe né civile né ecclesiastica che potesse testimoniare la nascita e la morte delle persone. Allora l’assenza di documenti non dice un bel nulla.
Penso in questo momento a santa Caterina Vergine e martire di Alessandria (25 novembre). Di lei non si ha nessun documento. Si può dire che non è mai esistita? In contrario gli ortodossi sul Sinai ne custodiscano gelosamente le spoglie.

4. Wikipedia non sempre è attendibile, anzi. Ne ho avuti diversi riscontri. Ho l’impressione che a monte vi sia il convincimento che la religione sia stata costruita dagli uomini, che hanno mitizzato, imbrogliato…
Ma l’atteggiamento della Chiesa cattolica, come tutti sanno, non è credulone nei confronti degli eventi miracolistici e neanche nei confronti dei santi.
E questo atteggiamento è da sempre. Se tu leggi anche la storiografia antica, vedrai come gli agiografi erano attenti a compiere il dovuto discernimento, sapendo che satana sa trasformarsi in Angelo di luce (2 Cor 11,14).

5. Lo sfoltimento dei santi nel calendario non è dovuto ad un ripensamento della Chiesa (sarebbe incredibile una cosa del genere), ma ad altri criteri liturgici e pastorali.

6. Che attorno ad alcuni santi antichi si siano formate delle leggende non sminuisce che siano esistiti e siano stati veramente santi. Anche di Cristo sono stati scritti tanti Vangeli apocrifi. Ma per questo non dobbiamo mettere in discussione né la sua esistenza né l’autenticità dei 4 vangeli.

In conclusione, a parer mio, ci vuole certamente critica storica.
Ma in mancanza di documenti e, per converso, di fronte ad una tradizione consistente recepita anche nella liturgia della Chiesa è necessaria molta attenzione e atteggiamento di ascolto.

Ti ringrazio per avermi dato l’opportunità di rendere pubbliche queste osservazioni.
Ti prometto una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo