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Quesito

Caro Padre Angelo,
come è possibile coniugare la libertà umana con la prescienza di Dio?
Grazie per la risposta.
La saluto cordialmente, ricordandoLa sempre nella preghiera.
Giovanni


Risposta del sacerdote

Caro Giovanni,
1. La prescienza si combina perfettamente con la libertà umana perché prescienza non significa predeterminazione.
Quante volte si può prevedere perfettamente che cosa succederà dopo che sono state poste certe premesse.
Ma una simile preconoscenza non rende padroni della libertà altrui.

2. Quando noi parliamo di prescienza pensiamo ad una conoscenza che precede l’avvenimento in senso temporale.
Ma Dio è fuori del tempo perché in Lui non vi è né passato né futuro. In Dio vi è solo presente.
Allora per comprendere meglio il rapporto tra prescienza e libertà umana possiamo ricorrere alla conoscenza umana e dire che la prescienza di Dio è paragonabile alla conoscenza concomitante e non di causalità.

3. S. Agostino dice che come la nostra memoria non impone una necessità agli avvenimenti del passato, così la prescienza divina non l’impone a quelli del futuro.

4. Ma infine dobbiamo riconoscere che sul rapporto tra prescienza e libertà umana riusciamo solo a balbettare qualcosa, perché ci sfugge il modo proprio di conoscere di Dio.
Quando noi diciamo che Dio non è nel tempo ma nell’eternità, diciamo ancora molto poco, perché non abbiamo un concetto adeguato di eternità.
Finché siamo nel tempo, immaginiamo l’eternità come assenza di tempo. Ma questo è un concetto più negativo che positivo. In altri termini, è un concetto che dell’eternità dice più quello che non è che quello che è.
San Tommaso diceva che di Dio, fin che siamo di qua, noi conosciamo più quello che non è che quello che è.

Ti ringrazio per il ricordo nella preghiera. Ci tengo.
Ricambio di cuore.
Ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo

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