Quesito

Caro Padre Angelo,
La mia domanda, volutamente provocatoria, è la seguente:
Non sarà che Dio è affezionato a satana?
Perché, dopo la vittoria contro gli angeli ribelli – vittoria che, peraltro, sarebbe dovuta essere abbastanza scontata, con Dio Onnipotente e Creatore schierato dalla parte degli Angeli a lui fedeli – ; perché, dunque, Dio non ha rinchiuso per sempre Lucifero e seguaci all’inferno? Perché ha permesso e permette ancora ai demoni di agire contro la creazione e l’uomo, che già di suo è condannato ad una vita mortale e precaria, piena di dolore e malattia? Allora, è proprio vero: siamo nati per soffrire.
Se la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo, che ha spinto al peccato i nostri progenitori, allora il dolore ed il male derivano anche dalla scelta di Dio di lasciare satana libero, per così dire, di delinquere.
E poi: non è stato uno scontro impari quello tra l’intelletto di Adamo ed Eva e l’intelligenza Angelica e pervertita del serpente tentatore? Infatti, la loro sconfitta – e, di conseguenza, la nostra – mi pare sia stata vergognosamente repentina, senza neanche l’onore delle armi (a proposito, scherzando, dovunque Adamo ed Eva siano ora, mi verrebbe da dire che non so proprio come essi facciano a dormire la notte, con quel disastro, in termini di dolore e morte, che hanno combinato nei confronti dell’intera umanità).
La ringrazio e la saluto cordialmente.
Michele


Risposta del sacerdote

Caro Michele,
1. la presenza di satana nel mondo è certamente misteriosa.
Secondo il nostro modo di ragionare siamo portati a dire: perché Dio non ha chiuso i diavoli nell’inferno?
Ma nascono subito altre domande: l’inferno è un luogo?
Inoltre: quelli che sono creati da Dio per l’immortalità sono inerti?
Oppure continuano nel bene o nel male a vivere e ad operare?
Se la risposta è affermativa, ne segue che anche i demoni continuano a operare.
Ma il loro agire non esula dai limiti fissati dai Dio stesso nell’atto della loro creazione.

2. Mi parli di uno scontro (se di scontro si può parlare) tra satana e Adamo, che fin dall’inizio si sarebbe stato impari, sproporzionato e tutto a favore di satana.
Ma non è così, perché Adamo possedeva la grazia santificante, e con essa una virtù divina.
Satana era un angelo decaduto. Per quanto la sua intelligenza fosse stata superiore a quella di Adamo, tuttavia non possedeva la grazia.
Nella lotta tra i due, era più agguerrito chi possedeva la grazia santificante.
Per San Tommaso col minimo grado di grazia santificante si ha la forza di resistere a qualsiasi concupiscenza o tentazione.

3. Sul pianto di Adamo: fin che erano di qua, Adamo ed Eva hanno certamente pianto per la devastazione da essi sperimentata con il peccato.
Un monaco ortodosso, Silvano di Monte Atos, ha scritto delle pagine molte belle sul pianto di Adamo.
Abbiamo tutti i motivi per pensare che Adamo si sia pentito di quello che ha fatto. E per questo la liturgia della Chiesa nel giorno del sabato santo ricorda la discesa di Gesù agli inferi, dove i giusti dell’Antico Testamento attendevano la venuta del Redentore.
Allora Adamo attualmente non si dispera: lo pensiamo in paradiso e di lì vede la quantità smisurata di beni che si sono riversati sull’umanità in seguito alla sua colpa. Quello che la Chiesa canta: “oh felice colpa che ci hai meritato un così grande Redentore”, è anche il suo cantico perenne.
Dal paradiso vede tutto con uno sguardo diverso: è lo sguardo di Gesù vittorioso.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo