Quesito

Caro Padre Angelo,
sono un’anima dal cuore diviso: ho fatto parte per molti anni della comunità dei neocatecumenali ed ancora credo in quello che mi è stato insegnato, però nella mia vita ho fatto delle scelte che mi hanno diviso in due: mi sono separata da mio marito, da cui ho avuto due figli, credendo di poter sopravvivere dopo il divorzio come una suora. Invece appena ho incontrato un giovane, verso cui mi sentivo attratta, ho abbandonato la strada maestra: ho concepito il terzo figlio con il nuovo amore e me lo son portato in casa ed oggi vivo con lui, anche se questo non condivide con me alcun dei miei ideali. L’unica cosa che ci unisce è il figlio e la mia forte attrazione sessuale per lui, la quale mi da la forza di sopportare un uomo che non mi stima, solo mi usa ed io capisco che lo dovrei allontanare dal mio tetto, ma quando arriva il momento di mandarlo via, non ce la faccio, capisco che mi sto distruggendo il cuore, perchè vorrei essere una buona cristiana, ma mi comporto al contrario.
Avevo due bei figli e potevo vivere come una regina sola con i miei figli, invece il fomite della concupiscenza mi scaraventò in questa tragedia, ho perso la pace, e mi rendo conto che anche i miei primi due figli di 15 e 11 anni l’hanno persa, perché non sopportano questo uomo, lo considerano come un intruso nella nostra casa.
A volte recito l’ufficio delle ore, ma non ho la forza di cambiare vita.
Mio figlio di 11 anni da un paio di mesi ha preso una terribile malattia al fegato, una epatite autoimmune che può portarlo alla cirrosi epatica ed al trapianto di fegato.
Subito ho pensato che il Signore volesse scuotermi con questa malattia, ma ora mi rendo conto che ho il cuore così duro che non riesco a cambiare vita, solo il Signore può cambiarmi questo mio cuore e renderlo docile alla sua voce. Ora mi rendo conto come il diavolo si intrufola nelle nostre vite per distruggerci.
Se potessi tornare indietro non divorzierei mai più da mio marito a costo di soffrire qualsiasi pena, almeno i miei figli non avrebbero provato queste sofferenze. 
Cosa può dirmi per scuotere il cuore?
La ringrazio e la saluto cordialmente.
C.


Risposta del sacerdote

Cara C.,
hai combinato davvero un bel pasticcio.
Innanzitutto hai sbagliato a divorziare da tuo marito. Non entro nel merito dei problemi che non conosco, ma posso dire che se la separazione talvolta è lecita e anche doverosa, non si può dire la stessa cosa per il divorzio.
Inoltre ti sei assunta delle responsabilità enormi nei confronti dei due primi figli, i quali hanno tutte le ragioni per considerare il tuo convivente come un autentico intruso.
Mi chiedo che senso abbia stare con un uomo, che è, sì, padre di un tuo bambino, ma che non ti ama e ti usa soltanto; con un uomo che è causa di enormi sofferenze per gli altri due figli.
Se io fossi quell’uomo, avrei già provvisto ad andarmene di casa, assicurando tuttavia tutto quello che si deve assicurare sotto il profilo economico, giuridico e affettivo all’ultimo nato.
E in questo senso devi convincere il convivente.
Da parte tua devi metterti a posto. Mi parli di attrazione sessuale. Ma mi viene da dirti: ma non ti bastano i figli che hai? Non ti bastano le situazioni gravissime di cui sei responsabile davanti a Dio?
Scrivi: “Subito ho pensato che il Signore volesse scuotermi con questa malattia, ma ora mi rendo conto che ho il cuore così duro che non riesco a cambiare vita, solo il Signore può cambiarmi questo mio cuore e renderlo docile alla sua voce. Ora mi rendo conto come il diavolo si intrufola nelle nostre vite per distruggerci”.
Cara C., non puoi pensare che il Signore ci cambi il cuore nello stesso modo in cui si cambia un pezzo di una macchina. Il Signore ti ha dato la libertà, ti sta dando dei segni enormi, ti dona i suoi aiuti e le sue ispirazioni. Ma infine sei tu che devi deciderti.
Non tutto è ancora perduto, nonostante i gravissimi mali.
Se vuoi vivere da cristiana e da madre di tre figli, il minimo che devi fare in questa situazione di vivere in maniera penitente.
E con questo aggettivo penitente ho detto tutto quello che si deve intendere. Solo così il Signore ti potrà usare misericordia. E in ordine a questo ti benedico.

Mi auguro che queste parole, accompagnate dalla preghiera mia e di tanti altri che leggeranno questo tuo dramma, possano servire a darti l’aiuto interiore per fare i passi dovuti.
Chiedo anche a tutti i nostri visitatori di accompagnare con la preghiera i tuoi figli, soprattutto quello di 11 anni.

Ti ringrazio per esserti rivolta alla nostra rubrica e ti saluto.
Padre Angelo