Quesito

Caro Padre Angelo,
dopo una grande delusione amorosa nata inizialmente da un rapporto di amicizia sincera basata sulla stima reciproca, simpatia e un gran volersi bene senza secondi fini, ho vissuto un periodo di forte frustrazione angoscia e a tratti disperazione.
Durante questo tempo ho cercato aiuto in Dio e nei Santi a me più cari che sempre ho pregato, chiedendogli la grazia di poter essere ricambiato da questa persona dello stesso grande amore che ero pronto a donarle.
Ho sempre pregato in vita mia, tutti i giorni. Dato che da alcuni anni non partecipavo alla Santa messa domenicale, non mi confessavo e non ricevevo quindi l’eucarestia ho pensato fosse giusto riaccostarmi a Dio più da vicino e non solo con la preghiera personale, sperando gli arrivasse meglio la mia disperata richiesta d’aiuto. Ho iniziato anche a recitare per 30 giorni il Sacro Manto in Onore di San Giuseppe del quale anche S. Teresa ha detto e ha lasciato scritto nelle sue memorie: "Qualunque grazia si domanda a S. Giuseppe verrà certamente concessa" e altre preghiere ad altri Santi in molte delle quali è presente la formula “non si è mai udito che alcuno ricorrendo al tuo patrocinio sia stato da te abbandonato” e la recita della Coroncina della Divina Misericordia della quale Gesù stesso dice “Con questa coroncina otterrai qualsiasi grazia, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà”. Forte di queste certezze (del non essere abbandonato e del ricevimento della grazia così come annunciato) ho perseverato nella partecipazione ai sacramenti e alla messa ma da poco ho avuto la conferma che ciò che ho chiesto con tanta perseveranza e speranza non arriverà. So che se Dio non concede una grazia o permette un qualcosa che a noi sembra un male non è che per ricavarne un bene maggiore, ma l’accettazione di questo da parte nostra è difficile. Ho sempre sperato che alla fine di questi mesi d’attesa avrei ottenuto la grazia e avrei usato il mio esempio per far conoscere queste preghiere a chi avesse avuto bisogno di conforto, ma così non potrò dire “prova anche tu per credere” e questo mi dispiace immensamente. Se un domani qualcuno mi chiedesse se la recita del Sacro Manto con me “ha funzionato” cosa devo rispondergli? E come posso interpretare il fatto che la mia richiesta non sia stata accolta senza perdere la fiducia in queste preghiere e nei Santi che ho invocato?
P.S. da quando ho capito che la mia richiesta non verrà accolta ho chiesto l’aiuto di non ricadere nella disperazione e nello sconforto e per ora è tutto tranquillo in oltre continuo a partecipare alla Santa Messa e a ricevere l’eucarestia e di questo sono felice. Sarà forse servito tutto questo dolore per ricevere la grazia più grande, quella di partecipare di nuovo alla vita cristiana più attiva? Complimenti per la rubrica “un sacerdote risponde” la leggo spesso con interesse.
Con affetto e stima
Andrea


Risposta del sacerdote

Caro Andrea,
1. il Signore non ti ha esaudito in ciò che gli hai chiesto.
Eppure avevi anche cercato di rinforzare la tua preghiera riprendendo la strada dei sacramenti che avevi un po’ abbandonato.
Hai trovato diverse preghiere che ti hanno ispirato molta fiducia. Recitando la preghiera di san Bernardo nella quale si legge che nessuno è mai ricorso senza essere stato abbandonato, ti sarai chiesto: “Sarò io il primo ad essere abbandonato?”.
Eri motivato anche da zelo. Dicevi tra te e te: se il Signore mi ascolta, propagherò la fiducia in lui con questa preghiera, con quell’altra preghiera, con i sacramenti. Dirò: fate così, vedrete, funziona, non resterete delusi.
E invece…

2. Tuttavia in tutto questo frangente hai ricevuto due grazie: la prima, quella di non cadere nella disperazione e nello sconforto. La seconda, aver ritrovato la pratica sacramentale e una certa comunione con la vita della Chiesa.
Sono grazie molto grandi, soprattutto la seconda, perché aprono la strada ad altre più numerose e più grandi grazie.
E te ne dico subito il perché.

3. Nel tuo ritrovato rapporto con Dio, intessuto di molta preghiera marcata da grande fiducia, il centro eri tu con i tuoi bisogni immediati.
Di Dio, di Gesù Cristo, della Madonna o dei Santi ti interessava solo il loro aiuto.
Sì, ti interessava il loro aiuto, ma non il loro cuore, non la loro persona, non la loro volontà, non i loro desideri, non ciò che volevano darti di più grande al di là di quanto chiedevi.
Il tuo amore per loro era un amore interessato. Non era una vera amicizia.
Ti rapportavi col Signore solo come un medicante che cerca una grazia da un benefattore generoso.
Ed ecco che sei stato deluso.
Qualcuno avrebbe detto: cose da perdere la fede del tutto.

4. Invece proprio attraverso questa delusione, confortata tuttavia dalle due grazie che comunque hai rimediato, il Signore ti ha voluto dire qualcosa di grande: cerca me e troverai gli obiettivi superiori della tua vita. Lasciati illuminare e nutrire da me: troverai il tuo cuore pieno del bene più grande.
Il bene più grande è la mia presenza, la mia compagnia, senza la quale a tutti gli altri beni o affetti manca ancora la cosa più grande: il loro supporto e il loro scopo.

5. Dio si è rivelato per intrattenersi con gli uomini come con amici. Dice il Concilio Vaticano II nella costituzione Dei Verbum: “Con questa rivelazione infatti Dio invisibile nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici (Es 33,11; Gv 15,14-15) e si intrattiene con essi (Bar 3,38) per invitarli e ammetterli alla comunione con Sé” (DV 2).
Dice lo Spirito Santo per bocca di Paolo in riferimento a Cristo: “Tutto è stato creato per mezzo di Lui e in vista di Lui” (Col 1,16).

6. Allora vedi bene che nel tuo spasmodico correre verso Cristo, la sua persona era in definitiva ancora marginale.
Ma quello che Dio ha detto ad Abramo: “Io sono il tuo scudo, Io sono la tua ricompensa assai grande” (Gn 15,1, versione della Volgata) lo dice anche a te.
Lui è il tuo protettore, il  tuo amico, il tuo compagno. Non solo, ma Lui è anche il tuo bene, la tua ricompensa.

7. Ti do qualche piccolo suggerimento.
Prova a recitare il Rosario. E, dopo aver menzionato il mistero, mentre dici il Padre nostro e le Ave Maria, stai in compagnia col Signore.
Fatti raccontare da Lui o dalla Madonna come si è realizzato quell’evento, perché è stato compiuto, quali i segni o le grazie che l’hanno accompagnato.
Poi ringrazialo di averti reso partecipe di un tratto così bello della sua vita.
E infine domandagli grazie in virtù dei meriti che si è procurato con quell’evento e che adesso misericordiosamente mette nelle tue mani perché siano il prezzo con cui accompagnare la tua vita, le tue preghiere, le tue richieste.

8. Ancora: vai a Messa. E dì a te stesso: adesso vado a partecipare a quanto Cristo ha compiuto sulla croce e che perpetua sui nostri altari.
Vado per nutrirmi della sua parola. Voglio sentire i suoi pensieri, che cosa vuole da me, che cosa vuole che io faccia.
Vado ad offrire il suo sacrificio in espiazione dei peccati miei e di tutto il mondo.
Vado per domandare grazie.
Vado a ricevere il Signore nella Santa Comunione.
Lo vado a ricevere per me, ma anche per quella persona, per quell’altra persona perché Gesù ha detto: “e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo»” (Gv 6,51). Non soltanto per la vita di chi lo riceve, ma anche per la vita del mondo e cioè di tanti altri.
Allora vai a Messa non soltanto per domandare grazie, ma per stare in compagnia col Signore e per fare insieme con Lui un sacco di bene.

9. Penso che avrai compreso il mio messaggio: non cercare Cristo solo perché ti dia una mano.
Cercalo perché ti interessa la sua persona, la sua parola, la sua amicizia, il suo cuore, la sua volontà.
E con questo ti verranno anche tutti gli altri beni, quelli veri, quelli che ti giovano a stare insieme con Lui.

Ti ringrazio per i sentimenti che mi hai espresso e li ricambio cordialmente.
Ti assicuro il mio ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo