Quesito

Caro Padre Angelo,
ho letto con vivo interesse la sua risposta sull’aborto.
Però quando ho pensato ad altre situazioni, ad esempio un bombardamento in guerra, mi sono venuti nuovi dubbi.
Semplicemente, come si può concretamente distinguere un’azione che ricade nel principio del duplice effetto da una che consiste in un male morale. Se non sbaglio, secondo la morale cattolica, è illecito commettere un male perché ne derivi un bene.
Grazie ancora dell’attenzione.


Risposta del sacerdote

carissimo,
1. ti ringrazio di attirare ancora l’attenzione sull’azione a duplice effetto.
L’esempio che ti ho portato l’altra volta, a proposito dell’aborto, era calzante.
Tu giustamente osservi che non è lecito fare il male perché ne venga fuori il bene, e ti domandi se sia legittimo un bombardamento.

2. I criteri morali che regolamentano un’azione a duplice effetto, vale a dire un’azione dalla quale si ha un effetto buono (voluto) e uno cattivo (non voluto, ma solo tollerato, perché non si può fare a meno), sono i seguenti quattro:
– Che l’azione sia buona in se stessa, o almeno indifferente. Perciò non è mai lecito compiere azioni cattive in quanto tali, come ad es. dire o giurare il falso, anche se da esse si possono ricavare ottimi effetti (ad es. la pace in famiglia, nello stato…). Il motivo è che il fine non giustifica i mezzi e non si può mai fare il male per ottenere un bene. Per scoprire se un’azione è buona o almeno indifferente si deve analizzarne l’oggetto, il fine e le circostanze.
– Che l’effetto primo e immediato sia buono, e non sia ottenuto tramite quello cattivo. L’effetto cattivo, anche se previsto, deve essere solo tollerato. Ad esempio, la perdita di coscienza in seguito ad anestesia non è direttamente voluta, ma solo tollerata, come effetto di un’azione buona o per lo meno indifferente, qual è quella di rendere insensibile al dolore in vista di un intervento chirurgico serio.
– Che vi sia proporzione tra l’effetto buono e quello cattivo, di modo che l’effetto cattivo non sia più grande dell’effetto buono. L’effetto cattivo, infatti, anche se non è voluto direttamente, è sempre un male, e non può essere tollerato se non per evitare un male più grande. (Non si può, ad es., vendere stampa pornografica con l’intento buono di ricavare un guadagno, perché gli effetti della pornografia sono più gravi del guadagno derivante dal commercio).
– Che sia l’unica via e cioè che l’azione sia necessaria in quel momento e non sia procrastinabile. In questa condizione è inclusa la volontà di perseguire unicamente l’effetto buono.

3. Circa il bombardamento: il giudizio sui bombardamenti indiscriminati è semplicemente e fortemente negativo. Per cui non si può invocare il volontario indiretto. L’azione di suo è sempre cattiva.
Ecco il giudizio che ne ha dato il magistero della Chiesa nella Gaudium et spes n. 79 (Concilio Vaticano II): “ogni atto di guerra che indiscriminatamente mira alla distruzione di intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti, è delitto contro Dio e contro la stessa umanità e con fermezza e senza esitazione deve essere condannato”.

Ti saluto, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo