Quesito

Caro Fratello Angelo,
Prima di tutto ringrazio infinitamente Lei e il Suo Santo Ordine. La seguo ogni giorno e le devo dire che ogni giorno è una goccia di luce che entra nel mio cuore.
Le espongo di seguito la mia vicenda: quindici anni fa conobbi una ragazza e assieme condividevamo la passione per la poesia, la musica e la "spiritualità"…
Ad un certo punto prendemmo due strade e lei dopo un paio d’anni rimase incinta e sposò civilmente un uomo che non ha mai amato.
Due settimane fa ha deciso di divorziare e ci siamo rivisti.
Lei pensava di ritrovare il giovane ragazzo di 15 anni fa ma non è stato così, sabato sera siamo usciti assieme e il dialogo si è svolto in questo modo: ha iniziato a parlarmi di filosofie tibetane, reincarnazione, poteri mistici ecc…
Io in modo delicato ho cercato di far capire che è molto importante e fondamentale seguire il disegno che Dio (o, come lei chiama, l’essere superiore) ha per ognuno di noi, e non farsi forviare da tutte queste credenze che portano solo alla confusione e allo smarrimento.
Credo si aspettasse da me un altro atteggiamento, magari quello del ribelle solitario che avvolte si diletta a fare sesso con qualche amica o segue strane credenze orientali, ma le persone cambiano e maturano e lei mi dice che il mio problema è che uso poco il mio cuore, ciò mi ha molto rattristato.
Provo ancora un forte sentimento di affetto per lei ma vedo anche che le nostre strade sono lontane. Io ho … anni e ho deciso di lasciare a Dio la scelta di incontrare la persona giusta per me anche se questo non sarà nei Suoi progetti.
Quando, come in questo caso, mi trovo assieme a una donna che mi piace e che stimo da molto tempo questo affidamento viene meno e il mio cuore turbato, e penso a volte che questo mio affidamento sia solo un’illusione.
Ma sento anche nel profondo del mio cuore che io non posso permettermi la responsabilità di fare una scelta che non mi compete, solo Dio conosce il cuore della donna che mi è destinata.
Secondo Lei Gesù cosa vuole dirmi con questa esperienza, con questo incontro, con la solitudine, con questa scelta quotidiana tra fede e mondo?
Grazie di cuore


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. affidarsi a Dio  non è l’equivalente dell’essere rinunciatari.
Dio ci ha creato ad immagine sua e ci ha dato l’intelligenza.
Quest’intelligenza dobbiamo usarla per essere, sempre nella dipendenza da Lui, provvidenza a noi stessi.

2. Questo per dire che affidarsi a Dio non significa essere fatalisti, e cioè abbandonarsi a quello che capita.
Su ogni cosa dobbiamo fare il giusto discernimento.
Dice San Giovanni: “non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo” (1 Gv 4,1).

3. Per quanto riguarda la persona da scegliere in ordine al matrimonio dobbiamo pregare perché il Signore ce la faccia conoscere.
Ma in genere ce la fa conoscere attraverso la nostra intraprendenza, proprio perché ci ha creati ad immagine sua e vuole che siamo provvidenza a noi stessi.

4. Nella Sacra Scrittura è emblematico il caso di Tobia che si mette in cammino per andare alla ricerca della sposa. Suo padre gli aveva detto anche in quale regione andare.
Ma al di là delle indicazioni logistiche, c’è un mettersi in cammino che ognuno di noi deve fare almeno spiritualmente e psicologicamente.

5. Questo cammino è necessario anche perché il nostro avversario non sta inerte, ma il suo cammino lo fa sempre nei nostri confronti.
San Pietro ricorda che “va in giro attorno a noi cercando chi divorare”. Dunque è in cammino colui che è menzognero fin dal principio (Gv 8,44) per ingannarci e portarci all’illusione.

6. Adesso ti sei ritrovato con questa ragazza separata, che nel frattempo ha una figlia di tredici anni.
A parte questo, aprendoti il suo animo, questa ragazza, forse memore di tuoi antichi interessi, ti ha parlato di filosofie tibetane, di reincarnazione, di poteri mistici ecc…
Mi auguro che sia stato solo un espediente per ravvivare ciò che pensava costituire un certo interesse comune.
Ma se fosse andata dietro a queste credenze, ti direi subito che ha lasciato Gesù, cisterna d’acqua viva (e cioè unita alla sorgente perenne) per andare dietro a cisterne screpolate, come si legge in Geremia: “essi hanno abbandonato me, sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne screpolate, che non tengono l’acqua” (Ger 2,13).
Perché la reincarnazione è la negazione di Gesù Cristo e della vita futura come ce l’ha conquistata nostro Signore col suo Sacrificio.

7. Pertanto sei chiamato a fare un vero discernimento per non lasciarti abbagliare dai sentimenti.
Se i sentimenti non vengono guidati dalla ragione, e soprattutto dalla ragione illuminata dalla fede, possono portare fuori strada, dall’illusione alla delusione, da una certa iniziale contentezza ad uno stato di invivibilità.

8. Prega dunque perché il Signore ti illumini su ciò che è più giusto e più santo: “più giusto” secondo le vie umane della prudenza e “più santo” perché ti avvicina e unisce ulteriormente a nostro Signore.

Ti ringrazio per quanto hai scritto sul nostro sito.
È proprio il nostro intendimento.
Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo