Gentile Padre Bellon,
la ringrazio con tutto il cuore per avermi letto e risposto! Non voglio approfittare della sua bontà ma ho un’altra questione da porle se avrà tempo e modo di rispondere.
Spesso, dopo la mia conversione, ho cercato di capire la questione della contraccezione. Non capivo perché il metodo Billings e i metodi naturali in generale sono ammessi dalla Chiesa. (…).
Ho pregato molto affinché fossi illuminata sulla questione.
È successo che l’altro giorno, durante un rapporto bellissimo in cui mi sentivo amata e accolta, mi sono sentita anche pronta per terminare il rapporto in modo naturale ma sapevo che lui avrebbe fatto “retromarcia”.
Ho provato a dirglielo che me la sentivo, che non dovevamo avere paura, che dal nostro amore avrebbe potuto nascere o no qualcosa di bello come un figlio, e che quella scelta non doveva essere nostra ma di Dio, che dovevamo essere aperti alla Vita, che diversamente il nostro rapporto sessuale perdeva senso e sacralità, anche il nostro stesso stare insieme come coppia, perdeva senso se non c’era quel tipo di apertura. Ecco tutte queste cose ho capito e detto..prima che facesse retromarcia e prima che capissi altre cose ancora: che avevamo appena commesso un peccato, che quello che avevamo fatto andava contro Dio, che il suo seme era frutto del nostro amore e non apparteneva più a noi ed era un peccato grave disperderlo, mi sentivo come se avessi abortito e ho promesso a me stessa che non lo avrei mai più fatto perché Dio non lo volevo più offendere anche a costo di perdere il mio compagno.
Ho capito che lui non avendo fede in Dio non può conoscere l’abbandono, l’atteggiamento di apertura alla vita che ne derivano.
Il giorno dopo ho telefonato all’insegnante più vicina di metodo Billings e ho già cominciato il periodo di astinenza dei giorni fertili. E sono contenta.
Sono contenta anche se mi costa fatica e sacrificio abituata come sono ad assecondare ogni mia o sua pulsione. Ma anche se non dormo dall’agitazione, mi sento pulita e questo è impagabile. Lui dice che deve subire le mie decisioni e di questo mi dispiace tanto ma ora che ho visto non sono in grado di fare diversamente.
Grazie Padre Bellon mi dica se queste mie intuizioni sono in linea con gli insegnamenti della Chiesa, mi aiuti con i suoi consigli e la sua preghiera a crescere in Dio.
S.


Carissima,
solo oggi sono giunto alla tua mail e ti domando scusa per il grave ritardo con cui ti rispondo.

1. Tutto quello che mi hai scritto è quanto sperimentano le persone che si uniscono secondo il sapientissimo disegno d’amore di Dio a nostro favore.
Da te stessa hai capito quanto dice l’insegnamento della Chiesa e cioè che la contraccezione cessa di essere un atto di autentico amore.
È un prendere e fuggire. Non è quell’intima comunione per la quale ci si sente accolti e donati fino in fondo. Nella contraccezione manca qualche cosa.

2. Alla luce di quanto mi hai scritto giova riandare all’insegnamento di Giovanni Paolo II nella Familiaris consortio.
Le sue parole sono piene di luce e di autentico amore verso le coppie cristiane.
Ricorda anzitutto che “quando i coniugi, mediante il ricorso alla contraccezione, scindono questi due significati che Dio Creatore ha inscritti nell’essere dell’uomo e della donna e nel dinamismo della loro comunione sessuale, si comportano come «arbitri» del disegno divino e «manipolano» e avviliscono la sessualità umana, e con essa la persona propria e del coniuge, alterandone il valore di donazione «totale» (FC 32).

3. Ciò che è alterato non è più genuino.
Anzi introduce qualche cosa che non è secondo la natura dell’uomo e infine fa star male.
Qui non si tratta anzitutto di male fisico, ma spirituale e morale, anche se talvolta molti non se ne accorgono.
Ecco che cosa dice il santo e grande Papa: “Così, al linguaggio nativo che esprime la reciproca donazione totale dei coniugi, la contraccezione oppone un linguaggio oggettivamente contraddittorio, quello cioè del non donarsi all’altro in totalità: ne deriva, non soltanto il positivo rifiuto all’apertura alla vita, ma anche una falsificazione dell’interiore verità dell’amore coniugale, chiamato a donarsi in totalità personale”.
È proprio quanto hai sperimentato tu.

4. La contraccezione è tutto il contrario di quanto avviene in un rapporto compiuto secondo i disegni di Dio.
Dice il Papa: “Quando invece i coniugi, mediante il ricorso a periodi di infecondità, rispettano la connessione inscindibile dei significati unitivo e procreativo della sessualità umana, si comportano come «ministri» del disegno di Dio ed «usufruiscono» della sessualità secondo l’originario dinamismo della donazione «totale», senza manipolazioni ed alterazioni” (Ib.).
Pare di avvertire la freschezza dell‘originario dinamismo della donazione «totale».
Viene da dire: che cosa c’è di più bello di questo?

5. Giovanni Paolo II prosegue così: “La scelta dei ritmi naturali comporta
l’accettazione del tempo della persona, cioè della donna, e con ciò
l’accettazione anche del dialogo,
del rispetto reciproco,
della comune responsabilità,
del dominio di sé” (Ib.).

6. Ulteriormente specifica: “Accogliere poi il tempo e il dialogo significa riconoscere il carattere insieme spirituale e corporeo della comunione coniugale, come pure vivere l’amore personale nella sua esigenza di fedeltà.
In questo contesto la coppia fa l’esperienza che la comunione coniugale viene arricchita di quei valori di tenerezza e di affettività, i quali costituiscono l’anima profonda della sessualità umana, anche nella sua dimensione fisica” (Ib.).
Com’è bella e significativa quest’espressione: “l’anima profonda della sessualità umana”.
Forse è quanto molti non hanno ancora vissuto.
Ad una coppia che ha sempre fatto contraccezione e che adesso si è dissolta perché lei ha lasciato il marito per andare a vivere da sola mi è venuto spontaneo dire che la donazione totale è sempre stata esclusa e che l’anima profonda della sessualità purtroppo non è mai stata vissuta.

7. Giovanni Paolo II conclude: “In tal modo la sessualità viene rispettata e promossa nella sua dimensione veramente e pienamente umana, non mai invece «usata» come un «oggetto» che, dissolvendo l’unità personale di anima e corpo, colpisce la stessa creazione di Dio nell’intreccio più intimo tra natura e persona” (Ib.).
La contraccezione dissolve l’unità di anima e di corpo perché frustra il di più che c’è rispetto alla sessualità animale: la donazione della persona, che è la vera anima della sessualità umana.
E “colpisce la stessa creazione di Dio nell’intreccio più intimo tra natura e persona” e cioè tra corpo e spirito. Quest’unità rimane ferita.
E ferisce anche l’unione dell’anima con Dio.

Ti ringrazio di cuore per quanto hai scritto.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo