Quesito

Buon giorno padre e BUON ANNO!
Le faccio una domanda: recentemente ho avuto una discussione con un mio collega circa la persona che ha commesso un omicidio o un furto.
Per il mio collega la persona è un assassino, è un ladro.
Per me la persona ha commesso un omicidio, ha commesso un furto, spostando la condanna dalla persona al fatto commesso.
La mia considerazione partiva anche dal fatto che allora la pena carceraria allora non serve a nulla, in quanto la persona rimarrebbe sempre un assassino o un ladro, a vita, anche se ha scontato la sua pena.
Devo ricredermi o sono nel giusto?
Mi faccia sapere, visto che desidero portare una testimonianza cristiana e non altro…ed eventualmente correggere il tiro.
Grazie.
Diego B.


Risposta del sacerdote

Caro Diego,
se la persona che ha ucciso o rubato si è pentita di quanto ha fatto e ha riparato, non deve essere considerata attualmente come un assassino o un ladro.
Possiamo dire: è stato un assassino, è stato un ladro. Ma adesso non lo è più.
Io non insisterei tanto sulla pena carceraria, perché uno può stare in carcere fin che si vuole, ma, se non è pentito, rimane un delinquente in atto.
È solo la conversione che fa cambiare. Se prima uno aveva preso la strada della delinquenza, adesso con la conversione non la percorre più, si è ricreduto, anzi può diventare un santo.
E se uno è addirittura diventato una persona santa, non è un santo assassino o un santo ladro. Ma è un santo che precedentemente è stato un assassino, precedentemente è stato un ladro.

In conclusione non devi correggere… il tiro. Hai detto bene.
Ti prometto una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo