Quesito

Gent.mo P. Angelo,
desideravo chiederLe perché gli evangelici dicono che la presenza reale di Gesù nella loro "Santa Cena" finisce dopo la celebrazione (infatti non hanno tabernacoli) e noi cattolici o ortodossi affermiamo che la Sua presenza rimanga fino al momento di averla consumata?
Nel racconto dei discepoli di Emmaus, Gesù sparisce appena spezza il pane nella cena e la frase:" Io sono con voi tutti i giorni…" sia attribuibile solo ed esclusivamente al fatto che Gesù sia sempre nel nostro cuore e ci guida.
Grazie di cuore
Antonio

 


 

Risposta del sacerdote

Caro Antonio,
1. Gesù ha detto questo è il mio corpo.
Questo lo riconoscono anche gli evangelici.

2. Secondo la logica la presenza del Signore c’è certamente prima ancora della sua consumazione.
Ci si può domandare perché non dovrebbe più esserci nel pane consacrato che non viene consumato!

3. La testimonianza della Chiesa primitiva che portava l’Eucaristia ai malati non è eloquente sulla presenza di Gesù sotto le specie di quel pane?
La celebrazione era finita. Ma quel pane non era ancora consumato e lo si portava a chi non era presente.

4. A Emmaus – supposto come io credo che Gesù abbia celebrato l’Eucaristia – c’era una duplice presenza del Signore: una nella sua realtà fisica (se vogliamo chiamarla così) somigliante a quella di Gesù nell’Ultima cena quando stava con gli Apostoli e l’altra sacramentale.
Al momento della sparizione di Gesù è svanita la prima presenza, ma è rimasta la seconda.

5. Per gli evangelici, coerentemente con i loro errori, il tabernacolo è del tutto inutile perché non consacrano il corpo del Signore.
Non hanno nessuno in mezzo a loro che abbia il potere divino di convertire la sostanza del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue del Signore.
Per loro si tratta solo di simboli.
E per quanto pronunzino le parole consacratorie non consacrano nulla, perché non ne hanno il potere, non fruendo della successione apostolica che trasmette fisicamente ai nostri sacerdoti il potere divino che Cristo ha conferito ai soli Apostoli nell’ultima cena quando ha detto “Fate questo in memoria di me”.

6. Per noi invece si tratta di simboli che nascondono realtà soprannaturali e perciò stesso invisibili.
Ecco perché noi parliamo di misteri e cioè di realtà nascoste sotto le apparenze, sotto i simboli.

7. Ti auguro di gustare sempre ciò che San Tommaso dice a proposito dell’Eucaristia quasi confidando una preziosissima esperienza personale: “Per la potenza di questo sacramento, l’anima è spiritualmente ristorata dal fatto che è spiritualmente gaia e, in un certo modo, inebriata dalla dolcezza della bontà divina, secondo quanto è detto nel Cantico (5,1): Mangiate, miei amici; io vi inebrierò miei prediletti” (Somma teologica, III, 79,1, ad 2).

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo