Quesito

Ciao padre Angelo volevo farti questa domanda.
Sinceramente mi chiedo come tener in piedi  gli articoli 161 e 1260 del catechismo. (Utilizzo il maiuscolo per mettere in evidenza quelle che suonano come contraddizioni)
Il primo dice: “Credere in Gesù Cristo e in colui che l’ha mandato per la nostra salvezza è NECESSARIO per essere salvati,…., NESSUNO può mai essere giustificato senza di essa e nessuno conseguirà la vita eterna”.
Il secondo: “Ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce PUO’ essere salvato”.
Domanda: La fede in Cristo è necessaria per il conseguimento della salvezza?
Evidentemente la risposta è sì.
Se un uomo, ignorando il Vangelo, fa il bene però viene salvato. Allora come può essere la precedente una condizione necessaria?
Se la salvezza viene da una storia particolare (incarnazione passione morte e resurrezione) o si partecipa a quella storia o non si è salvi. Chiaramente pensare la salvezza in questi termini conduce alla visione “extra ecclesiam nulla salus”.
Eppure la Chiesa non condivide più quest’ultima affermazione.
Per quale motivo allora si sostiene che la salvezza dipenda da una storia particolare?
Grazie
Luca

 


 

Risposta del sacerdote

Caro Luca,
1. per la salvezza di coloro che non conoscono Gesù Cristo è illuminante l’affermazione dell’Autore della lettera agli ebrei: “Chi infatti si accosta a Dio deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano” (accedentem ad Deum oportet credere quia est, et, inquirentibus se, remunerator est, Eb 11,6), nella quale vengono indicate alcune verità da credere esplicitamente.

2. Si tratta di quelle verità prime e fondamentali che non possono essere racchiuse in nessun altra verità superiore o più generale e pertanto contengono implicitamente tutte le altre.
Per questo loro carattere non si da via di scampo: o sono credute in modo diretto ed esplicito o non sono credute in nessuna maniera.

3. Tutti gli uomini, per salvarsi, devono possedere almeno questo minimo di fede.
Ed ecco la ragione portata da S. Tommaso: “Perché nell’essere divino (Deus est) sono incluse tutte le cose che crediamo esistere eternamente in Dio e nelle quali consisterà la nostra beatitudine; e nella fede nella provvidenza (remunerator est) sono inclusi tutti i mezzi di cui Dio si serve nel tempo per la salvezza degli uomini” (Somma teologica, II-II, 1, 7).
Le altre verità non si è tenuti a crederle in maniera esplicita, essendo sufficiente crederle implicitamente con la disposizione dell’animo (in dispositione animi).

4. Con ciò rimane intatta la fede della Chiesa.
La quale Chiesa non è fatta solo da coloro che hanno ricevuto il Battesimo, ma anche da tutti coloro che vivono in Grazia, sebbene non battezzati.
In passato, ma anche oggi, si dice che tutti coloro che vivono in grazia,  pur non battezzati, fanno parte dell’anima della Chiesa sebbene non facciano parte del suo corpo.
Per la salvezza è necessario essere in grazia, far parte almeno dell’anima della Chiesa.
E con questo rimane sempre valida l’affermazione che fuori della Chiesa (della sua anima) non c’è salvezza.

5. Ugualmente non giova alla salvezza far parte solo del corpo della Chiesa (essere battezzati) se non si fa parte della sua anima, perché si vive privi della grazia.
Come vedi la dottrina è intatta.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo