Salve Padre Angelo,
spero mi risponderà perché sono in una situazione che inizia a pesare e, non avendo un padre spirituale, non ho nessuna guida con chi confrontarmi.
Ho 26 anni, sono cattolico praticante, sono single e cerco di vivere nella castità. Gli amici che frequento hanno come scopo primario l’approccio con le ragazze ed il sesso. Ormai inizio a sentirmi fuori luogo, anche semplicemente quando esco per bere una birra, perché ho sempre paura che la serata prenda una brutta strada (ottima per gli altri).
Le assicuro che i miei amici me ne raccontano di tutti i colori, tanto che a volte resto senza parole per la facilità con cui le persone finiscano nel letto insieme.
Pertanto, molte volte sono portato a declinare inviti per evitare di trovarmi in situazioni da cui non riesca a venirne più fuori e mi sto accorgendo per questo di isolarmi sempre più.
Vivo fuori casa per lavoro per cui sono in una città nuova e purtroppo trovo difficoltà anche a conoscere giovani cattolici.
Ho provato a partecipare ad alcuni incontri con dei gruppi, ma da un lato non è facile inserirsi in questi ambienti e dall’altro non sono fatto per i gruppi religiosi (non mi sono mai piaciute le loro attività e il tipo di ambiente).
Quanto a conoscere ragazze per un eventuale futuro la situazione è complicata, in quanto vorrei conoscere ragazze cattoliche che abbiano i miei stessi ideali ma non so come.
In più (forse sbagliando) sto evitando di conoscere ragazze in maniera “classica” perché sono lontane da ciò che cerco. Mi trovo quindi in una situazione di stallo e non so come uscirne!
So bene di dover confidare nel Signore ed è infatti l’unica cosa che mi conforta.
Ho già messo in conto di restare single a vita e non mi preoccupa, quanto invece il fatto di dover continuare a sfuggire agli amici e alle vicende che mi capitano per evitare di trovarmi in situazioni spiacevoli.
Spero in una sua illuminazione.
La abbraccio,
Michele


Caro Michele,
1. gli amici che frequenti hanno come scopo primario l’approccio con le ragazze ed il sesso e ormai inizi a sentirti fuori posto.
Mi dici che hai provato a frequentare gruppi religiosi e non ti sei ritrovato nella loro spiritualità.
Io ti dico di frequentare l’Amico per eccellenza, Gesù.

2. Sai che cosa ti dice Gesù?
Non cessa di ripeterti quanto ha detto in Gv 8,12: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”.

3. Comincia a frequentarlo tutti i giorni là dove ti aspetta: a Messa.
Se farai così ti accorgerai che in ogni caso non sei condannato a “restare single a vita” perché lo sentirai vicino e più prossimo di quanto non lo siano i tuoi attuali amici.

4. Inoltre, sono certo che Gesù ti farà conoscere le persone giuste, quelle che ha preparato per te e che non appartengono a nessun gruppo religioso.
Potrebbe succedere che in un primo momento tu trovi solo delle persone con le quali, al di là della comune partecipazione all’Eucaristia, non ha da condividere nient’altro.
Ma sono certo che il Signore non ti lascerà solo. Prima o poi si aggiungerà qualcuno o qualcuna con cui potrai iniziare un’amicizia vera, ben diversa da quella deludente che stai vivendo attualmente.

5. San Francesco d’Assisi “Riteneva grave segno di disprezzo non ascoltare ogni giorno la Messa, anche se unica, se il tempo lo permetteva” (Fonti francescane 789).
In riferimento al tuo problema mi piace sottolineare che San Francesco dopo la conversione non è andato a cercarsi gli amici. Glieli ha mandati tutti il Signore.
Questi, a differenza dei precedenti con i quali non si trovava più a proprio agio e si sentiva fuori posto, erano veri amici. Li ha ricevuti tutti  come un dono meraviglioso dalle mani del Signore.

6. Sono certo che il Signore farà con te la stessa cosa, sebbene forse non chiami né te né gli altri amici a seguire la via della povertà di San Francesco.
Fidati di Gesù e delle sue parole: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12).

7. Mi piace riportare il commento di san Tommaso a queste parole di Gesù, che in ogni caso dovranno illuminare tutta la tua vita:
“Dice: «Chi segue me»; poiché come chi non vuole smarrirsi nelle tenebre deve seguire chi porta il lume; così chiunque vuol salvarsi deve seguire Cristo che è luce, credendo a lui e amandolo.
Ed è così che lo seguirono gli apostoli (vedi Mt 4, 20).
Ma poiché la luce corporea può venir meno col tramonto, chi segue la sua guida va incontro alle tenebre.
Questa luce invece, che non conosce tramonto, non verrà mai meno.
Perciò chi la segue avrà una luce perenne, ossia la luce della vita.
La luce visibile non dà la vita, pur cooperando alle funzioni della vita corporale; invece questa luce dà la vita, poiché noi viviamo in quanto abbiamo l’intellezione, che è una partecipazione di questa luce”.

8. La luce di Cristo illumina sempre, anzi riempie sempre la nostra vita conferendole un senso di sazietà.
La riempie anche facendo fiorire accanto a noi tutto ciò di cui abbiamo bisogno nel medesimo modo in cui la luce del sole fa germogliare tutto il creato che si dispone ad accoglierla.

Ti accompagno fiducioso con la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo