Caro Padre Angelo,
ritengo che Dio giudichi solo i nostri aspetti spirituali e non psicologici. Io faccio molta fatica a socializzare con il prossimo, eppure Dio non ci giudicherà su quanto siamo svegli, spigliati o inezie varie, questi falsi valori se li sono inventati gli uomini. Invece mi preoccupano altri aspetti della mia vita, come il periodo di forte ateismo che ho attraversato dai 18 anni fino ad un anno fa (adesso ho 22 anni) e la mia ricerca di consolazione in argomenti di natura esoterica oppure l’interesse nei confronti di pratiche orientali, come la meditazione. Un anno fa sono arrivato al punto di volermi suicidare perchè la vita non aveva nessun significato per me, fino a che ho pensato che la vita non può andare a finire nel nulla, deve pur tendere a QUALCOSA o QUALCUNO. Così ho ricominciato a credere in Dio e Gesù Cristo e ho ricominciato a partecipare alla Santa Messa. Io sto pregando il Signore di concedermi la grazia di andare a confessarmi e comunicarmi, poichè ancora non riesco a sentirmi peccatore, nè riesco a provare disgusto per i miei peccati, nè sento il bisogno di cambiare. Può esistere una masturbazione involontaria, cioè fantasie sessuali incontrollate che fanno provare eccitazione, ma senza manipolazione dei genitali o fuoriuscita dello sperma maschile? Prego il Signore di liberarmi da queste fantasie.


Carissimo,
1. essere svegli e spigliati è una bella dote. Senza dubbio si tratta di una buona risorsa.
Ma non c’è nessun merito in questi tratti del nostro comportamento.
Per questo dici bene che il Signore non ci giudicherà sui nostri tratti psicologici, ma sulle nostre azioni e sul nostro percorso.
Solo ciò che è frutto della nostra deliberazione ci è imputabile. Solo di questo ne siamo responsabili.

2. Intanto mi compiaccio perché il Signore ti ha tirato via dal baratro dell’insignificanza della vita.
Se la nostra vita è destinata a dissolversi nel nulla a che cosa serve?
Che significa vivere, essere creativi, amare, soffrire se tutto è destinato al nulla?
Anche Raissa e Jacques Maritain avevano deciso di suicidarsi se non fossero giunti a scoprire il senso della vita.
Per grazia di Dio ne furono avviati alla comprensione dalla lettura della recensione di un libro intitolato La femme pauvre di Léon Bloy.
Approdarono poi al pensiero di San Tommaso e compresero quanto tempo avevano perso andando dietro alle filosofie del tempo.
Attraverso San Tommaso conobbero Cristo. Si fecero battezzare. Raissa divenne una grande mistica e Jacques uno dei più significativi pensatori cristiani del XX secolo. A lui Paolo VI, al termine del Concilio, consegnò il messaggio agli intellettuali da parte della Chiesa.

3. Ma adesso vengo all’affermazione più importante della tua mail: “la vita non può andare a finire nel nulla, deve pur tendere a QUALCOSA o QUALCUNO”.
Di fatto constatiamo questo: che ogni realtà è ordinata a servire a qualche cosa.
Possibile che solo la vita umana, che è la manifestazione più alta della vita del cosmo, non abbia un obiettivo?

4. Ogni uomo si pone la domanda dell’obiettivo della vita.
Le varie religioni sono la risposta dell’uomo a tale domanda.

5. Il cristianesimo è diverso dalle altre religioni.
E sotto un certo aspetto non è neanche una religione, se per religione s’intende la via dell’uomo che conduce a Dio.
Il cristianesimo infatti non è la via dell’uomo, ma è la via di Dio per andare a Dio.

6. È la via di Dio anzitutto perché si tratta di Dio che va verso l’uomo e lo chiama alla comunione con Sé.
Ed è la via di Dio perché è Dio stesso che l’ha rivelata dal momento che Cristo non è un uomo come tutti gli altri mortali, ma è Dio che si è fatto carne e ne ha dato prove schiaccianti tanto da poter dire: “Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre” (Gv 10,37-38).

7. L’obiettivo della vita dell’uomo poi non può essere qualche cosa.
Le cose per quanto preziose non saziano il cuore dell’uomo.
Solo una persona, anzi solo una Persona divina, può saziare il cuore dell’uomo.
E questa persona divina è Cristo.

8. Solo l’incontro con Lui sazia.
Solo la comunione di vita con Lui sazia.
Solo le sue Parole saziano, perché non sono parole umane, ma parole divine che comunicano vita eterna.
Solo la sua Persona, l’unica che può entrare in questo momento dentro il tuo cuore, sazia.

9. Ti esorto a vivere questa comunione.
Da un po’ di tempo a questa parte il Signore sta bussando al tuo cuore.
Tu nei hai sentito la voce e gli hai aperto la porta.
Gesù è “il Signore, il Maestro, la chiave, il centro e il fine” della tua vita e di tutta la storia umana (Gaudium et spes, 10).
Ti esorto ad incontrarlo quotidianamente soprattutto nella sacra Scrittura, nella preghiera, nella celebrazione dei Sacramenti, anche se per ora non puoi fare la Santa Comunione perché non ti sei confessato.

10. La comunione con Lui ti illuminerà e ti farà comprendere ciò che ti aiuta ad unirti a Lui e ciò che ti allontana (il peccato).
Allora, con l’illuminazione dello Spirito Santo, capirai che cos’è il peccato, te ne addolorerai, sarai contento di rimuoverlo dalla tua anima per mezzo del Sangue di Cristo versato sulla tua anima dal sacerdote andando a confessarti.

Ti auguro un buon cammino, ti ricorderò volentieri al Signore e intanto ti benedico.
Padre Angelo