Quesito

Caro Padre Angelo,
Sono L. una ragazza di 30 anni ed ho molti dubbi in materia di purezza.
Ho perso la verginità con una persona che non è il mio attuale fidanzato e sono molto pentita di essermi lasciata prendere dalla passione abbandonando completamente il mio rapporto con Dio
Ho capito il mio errore e ho chiesto perdono varie volte, anche se non mi sento in pace con me stessa e ho una forte paura che il Signore non mi abbia perdonato mai del tutto.
Attualmente sono fidanzata con un ragazzo che diventerà mio marito tra 7 mesi e sono felicissima di questo. Lui non è molto praticante e, le poche volte che viene a Messa la domenica è perché glielo chiedo io. 
Abbiamo avuto rapporti prematrimoniali e, pur confessandomi sempre (mi confesso ogni 2 settimane di solito) mi rendo conto in coscienza di non aver mai voluto sul serio fuggire le occasioni prossime di peccato, per questo motivo, anche dopo la confessione, non ho mai fatto la comunione perché ho sempre avuto il dubbio che le mie confessioni non fossero valide perché mancava il proposito di non commettere mai più il peccato.
Finalmente la scorsa settimana sono riuscita a parlarne con lui e chiedergli di vivere la continenza per questi 7 mesi che ci separano dal matrimonio, lui mi ha promesso che ci proverà e per me è un grande passo avanti nel rapporto.
Ho però un dubbio riguardo a tutto ciò che riguarda la purezza: come devo comportarmi ad esempio riguardo a manifestazioni di affetto come il bacio o le carezze?
Il criterio che sto cercando di seguire è cercare di limitare anche il contatto tra i corpi, ma sul bacio non so proprio come comportarmi. 
Inoltre il mio dubbio è quanto sono responsabile del peccato del mio ragazzo? Se lui in questi 7 mesi, per colmare il suo bisogno fisico, ricorre ad altri modi (masturbazione o pensieri impuri) sono responsabile? 
Se dovessi ricadere nel peccato per debolezza, mi verrebbe perdonato anche se il proposito non è stato messo in pratica? Ho paura che, dovendo combattere da sola, di non farcela……anche se sto chiedendo aiuto alla Madonna e cerco di addormentarmi recitando il santo Rosario, per evitare pensieri impuri che durante la sera sono più facili da avere.
La mia paura è data dal fatto che mi rendo conto che è un peccato che, una volta compiuto, è molto difficile da combattere, perché ti si appiccica addosso……
Mi dia qualche consiglio pratico per vivere bene la sessualità con il mio fidanzato, anche e soprattutto nelle piccole cose, perché desidero fortemente arrivare il più possibile pura (anche se non lo sarò mai perché non lo sono stata in passato) davanti all’altare il giorno del mio matrimonio 

Spero che mi risponda presto
La ringrazio in anticipo per il suo servizio utilissimo
Con affetto
L.


Risposta del sacerdote

Carissima L.,
1. come capita a molti, adesso che hai perso la verginità ne capisci la preziosità.
Non era giusto che tu donassi il sigillo fisico del dono totale di te a uno che non sarebbe diventato tuo marito, che ne avrebbe fatto semplicemente occasione di godimento per se stesso e sarebbe sparito dalla tua vita.

2. Adesso capisci meglio. E capisci anche come sarebbe giusto vivere il fidanzamento nella purezza per imparare a dominare se stessi e anche perché il gesto dell’intimità coniugale sia un vero atto di amore.
Avete deciso troppo tardi a vivere in continenza. Sarebbe stato meglio farlo dall’inizio.

3. Mi parli del “bisogno fisico” del tuo futuro marito.
In questa espressione è racchiusa la sua immaturità.
L’impulso sessuale non è costrittivo come altri “bisogni” del corpo.
Se così fosse, non si potrebbe parlare di vero amore e di dono di sé.
Per gli animali il sesso è un “bisogno” legato ad alcuni cicli della loro vita. Per loro si tratta semplicemente di un istinto. Accoppiarsi con un animale o con un altro della stessa specie è la stessa cosa. Sono guidati dagli istinti.

4. Per l’uomo invece non è così perché non si accontenta del primo che passa per la strada. Si interessa solo di una persona che di cui le preme primariamente il cuore e la mente.
Il resto passa in subordine. E a tal punto che finché quest’intesa non è sigillata con il patto nuziale, sente che manca ancora qualcosa di fondamentale.
Manca infatti il sì definitivo. Manca quell’esproprio di se stesso per  dedicarsi alla persona amata nella buona e nella cattiva sorte e che nel frattempo è diventata anche padre o madre dei suoi figli.

5. Parlare di “bisogno” dell’autoerotismo è sintomo di egoismo. Qualcuno ha detto che è sintomo di egoismo allo stato puro.
Probabilmente è il tuo fidanzato che ti ha messo dinanzi questo suo timore.
Ma è proprio per questo che sei chiamata ad aiutarlo ad amare, a dominare se stesso, ad aprigli altri orizzonti.
Purtroppo acconsentendo finora ai suoi “bisogni” non l’hai aiutato ad amare.
E probabilmente anche per questo ha continuato ad essere chiuso alla dimensione religiosa e soprannaturale della vita.
Su questo punto non ha fatto alcun passo.
Viene a Messa come una persona forzata, trainata, perché l’incontro con Cristo vita e luce della sua vita non è ancora avvenuto.
Quest’esperienza non l’ha ancora fatta.
È ancora chiuso in se stesso.
E questa chiusura l’ha sigillata più e più volte con una condotta che l’ha reso schiavo della sensualità e gli ha impedito di volare in alto e di incontrare Dio.

6. Mancano sette mesi al vostro matrimonio.
Il tempo è poco. Non so se riuscirà a schiudersi nel frattempo.
Ma anche per questo è necessario bandire ogni remora ed essere persuasi che il concedersi tanto o poco con il pretesto del suo “bisogno fisico” sarà sempre un passo falso, che fa regredire nella capacità di amare e allontana la possibilità dell’incontro con Dio.

7. Aiutalo invece a prepararsi ad una buona confessione.
Aiutalo a pregare insieme con te.
Stimola in lui qualche riflessione sul Vangelo ascoltato a Messa.
Partendo dalla tua esperienza, insegnagli a fare qualcosa per mettere in pratica il Vangelo ascoltato.

8. Per essere casti è necessario avere altro nella mente e nel cuore.
Per questo senza la grazia e l’aiuto di Dio non può farcela.
Abitualo alla confessione ogni due settimane.
In questa maniera incontrerà Cristo e comincerà vivere in Cristo. L’incontro con il Signore ben presto diventerà il bisogno primario della sua vita.

9. Se riuscirà a fare questo passo sono certo che si innamorerà ancor più di te.
Sentirà che se sei la persona che gli hai voluto bene più di tutti gli altri perché gli hai dato il bene più grande: Gesù Cristo che abita in lui.

Ti assicuro anche per questo la mia preghiera, che sarà più intensa in questo periodo prenatalizio. Sono certo che non mancherà la tua.
Benedico te e insieme con te benedico anche lui.
Padre Angelo