Quesito

Caro Padre Angelo,
Sono sposato da 20 anni e ho tre figli. Il mio problema è semplice, fin dall’inizio del matrimonio mia moglie mi ha negato sempre più frequentemente i rapporti fino a renderli talmente sporadici da non avvenire per anni. Ora, se provo sfogo sessuale da solo o con donne, pecco gravemente?. Essendo mia moglie affetta da docp riscontrato e non volendo nessuna cura, essendo la sindrome precedente al matrimonio ma mai confessata, del resto non è per nulla facile accorgersi, come faccio a separarmi perdendo con molta facilità o al contrario accendendo una lotta furibonda per figli e casa, che lei del resto non sa gestire, se poi i miei affetti naufragano tutti e i figli li lascio a una donna malata ed incapace. Non so cosa fare sono distrutto, a volte disperato, ma credo che accettando il male minore e cioè rapporti occasionali finche’ i miei figli almeno non siano sufficientemente maturi, faccio il meno peggio.
Saluti


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. la possibilità di non aver rapporti coniugali è un motivo sufficiente per separarsi quando hai tre figli a carico?
Ti sarai chiesto più volte se i rapporti sessuali debbano essere una manifestazione d’amore o uno sfogo del proprio corpo, fatto con la moglie, piuttosto che da solo o con altre donne.

2. Capisco che tra le finalità del matrimonio c’è anche quella che la teologia cattolica definisce come “rimediativa della concupiscenza”.
Ma questa finalità è giustificata solo se è accompagnata da un atto di autentico amore.

3. Può succedere in tanti matrimoni che per mille motivi (lontananza da casa per motivo di lavoro, infermità permanente di uno dei due coniugi …) si sia costretti ad una astinenza continua.
Ma non si può sfasciare il matrimonio per questo.

4. È necessario ricordare quanto si è promesso nel  giorno delle nozze: “prometto di esserti fedele nella buona e nella cattiva sorte”.
Allora quando arriva  la cattiva sorte bisogna mettersi di buona volontà e rimanere fedeli ai patti.
È così che l’amore vero si manifesta e cresce.

5. In questa situazione sei chiamato a ravvivare la motivazione ultima non solo del tuo matrimonio ma della tua stessa esistenza: la santità, l’unione con Signore.
Sposarsi è la stessa cosa che mettersi insieme per compiere nella dedizione vicendevole e ai propri figli un itinerario di santificazione che ci conformi sempre più ai sentimenti di Nostro Signore.

6. Un documento  del Magistero della Chiesa riconosce che “di fatto capitano in un modo o nell’altro per periodi di più breve o di più lunga durata, delle situazioni in cui siano indispensabili atti eroici di virtù” (pontificio consiglio per la famiglia, Sessualità umana: verità e significato, , 19).
Per te questo momento è arrivato.

7. Pensare di avere rapporti occasionali non degno di una persona umana.
Se i tuoi figli venissero a sapere di questi gesti sarebbero contenti di avere un padre che si comporta così?

8. In questo momento di sofferenza intensifica il tuo rapporto col Signore: nella preghiera, nella confessione frequente e regolare, nella partecipazione alla S. Messa con la Comunione.
Chiedi al Signore e alla Madonna la grazia di essere casto, di non essere in preda a voglie libidinose per sentirti interiormente libero, capace di donarti fino alla fine anche senza la soddisfazione carnale e di elevarti sempre più in alto.
Se chiedi questa grazia, il Cielo non rimarrà sordo, ma si farà sentire.

Assicuro volentieri la mia preghiera per te, per tua moglie e per i tuoi tre carissimi figli. E ad uno ad uno vi benedico.
Padre Angelo