Quesito
Caro padre Angelo,
dando per scontato quanto dobbiamo a nostro Signore secondo i comandamenti che Egli ci ha dato, desidero sapere quali sono le priorità per un ragazzo cristiano, mio figlio, che è in età ancora scolastica, già cresimato, e che segue anche un cammino di fede per adulti, in aggiunta ad impegni della vita ordinaria da ragazzo (sport, ripetizioni, tempo libero…).
Nell’ambito di questo cammino di fede tuttavia capita di tanto in tanto, al di fuori dello schema routinario fatto di liturgie e ritiri domenicali, che vi siano appuntamenti di preghiera ed evangelizzazione che rappresentano senz’ altro occasione di vita attiva di un cristiano, chiamato in virtù del Battesimo ad annunciare Nostro Signore a chi non lo conosce o ne è lontano.
Da mamma però mi viene da pensare che, a fronte di difficoltà nello studio, mio figlio dovrebbe prima di tutto attendere ai doveri di studente e poi, finito di studiare, partecipare ad iniziative di evangelizzazione nella parrocchia… non è questo un “di più” rispetto ai doveri base del cristiano?
Non abbiamo ogni giorno l’opportunità di annunciare Gesù Cristo nella vita ordinaria con gli amici, i compagni di scuola, i colleghi lavoro ecc?
In definitiva ritengo sia questo il corretto ordine di priorità:
1) obbedire ai precetti della Chiesa
2) non disertare le riunioni “routinarie” nell’ ambito del cammino di fede
3) attendere ai doveri di studente/lavoratore/genitore
4) rispettare eventuali altri impegni (iniziative “extra” di fede, sport, tempo libero…)
La prego di illuminarmi e di correggermi,
Dio la benedica!
Le chiedo una preghiera e una benedizione per tutta la nostra famiglia.
AM
Risposta del sacerdote
Carissima,
1. per mezzo del sacramento della cresima viene perfezionato il nostro inserimento all’interno della Chiesa tanto da diventarne protagonisti attivi e non soltanto passivi.
È essenziale la partecipazione ai sacramenti, soprattutto alla Santa Messa nelle domeniche e nelle feste di precetto. Ma non si esaurisce qui il nostro impegno cristiano.
2. La vita cristiana vissuta secondo tre direttive: nella comunione, nel servizio e nella testimonianza.
Si cresce meglio se si cresce insieme nella presenza e nella comunione vicendevole.
È l’unione che fa la forza.
Il confronto con gli altri è necessario per stimolarsi vicendevolmente, per farsi animo, per prendere iniziative.
3. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica si legge: “III. Gli effetti della Confermazione. (…)
“Risulta dalla celebrazione che l’effetto del sacramento della Confermazione è la speciale effusione dello Spirito Santo, come già fu concessa agli Apostoli il giorno di Pentecoste” (CCC 1302).
“Ne deriva che la Confermazione apporta una crescita e un approfondimento della grazia battesimale:
– ci radica più profondamente nella filiazione divina grazie alla quale diciamo: « Abbà, Padre » (Rm 8,15);
– ci unisce più saldamente a Cristo;
– aumenta in noi i doni dello Spirito Santo;
– rende più perfetto il nostro legame con la Chiesa;
– ci accorda «una speciale forza dello Spirito Santo» per «diffondere e difendere con la parola e con l’azione la fede, come veri testimoni di Cristo», per «confessare coraggiosamente il nome di Cristo» e per non vergognarsi mai della sua croce” (CCC 1303)
4. Va ricordato che non apparteniamo soltanto alla famiglia, ma anche alla Chiesa e che è necessario crescere insieme con la Chiesa e per la Chiesa, per il Regno di Dio in noi e negli altri.
Non è un optional per un ragazzo o per un giovane partecipare alla vita della comunità cristiana. È un dovere.
5. Certo, non è l’unico dovere. Insieme a questo ne ha molti altri, come tutti quelli che tu hai menzionato.
In concreto è necessario mantenere un certo equilibrio tra questi doveri. Vi possono essere dei momenti in cui alcuni doveri esigono una certa priorità.
Inoltre è necessario tenere presente le particolari necessità dei singoli. In qualcuno, ad esempio, sarà necessario che privilegi il dovere studio, senza tuttavia sminuire l’importanza degli altri.
6. Pier Giorgio Frassati, che verrà canonizzato il 3 agosto prossimo, era impegnatissimo nella Chiesa.
Adolescente, si era già assunto l’impegno della Santa Comunione quotidiana.
Era presente ad ogni riunione a livello locale e diocesano.
Ma nell’ultimo anno della sua vita volendo concludere con luglio il suo itinerario universitario e laurearsi, decise di sospendere tutti gli altri impegni e dare priorità assoluta allo studio. Mantenne, oltre alla partecipazione ai sacramenti, solo la partecipazione alla conferenza di San Vincenzo de Paoli per aiutare i poveri. Era un’incombenza che gli avrebbe preso un’ora la settimana. Era certo che dando, avrebbe ricevuto, perché diceva che “Dio ricompensa al mille per uno”.
7. In alcune comunità cristiane molto vive vengono presentate varie iniziative a favore della formazione dei giovani. Non è necessario dare l’adesione a tutte, ma sentirsi protagonisti attivi della comunità ecclesiale è importante sia per il singolo sia per la ita della comunità.
Con l’augurio di saper trovare per tuo figlio il giusto equilibrio fra tutti i suoi doveri, volentieri benedico te e la tua famiglia e vi ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
