Caro Padre Angelo,
Il mio nome è …, ho 54 anni sono separato da ormai 10 anni e padre di due figli (rispettivamente uno maggiorenne e l’altro minorenne).
Ho scoperto da poco tempo il sito “Amici Domenicani” e la Sua rubrica di risposte ai quesiti che ci dilaniano la coscienza.
Mi accosto a Lei come se fossi nel confessionale per esporLe quanto mi tormenta e non da poco tempo.
Dopo che purtroppo il mio matrimonio è naufragato, dopo parecchi anni rivissuti con i genitori ho conosciuto una donna ed abbiamo instaurato un periodo insieme durato circa 7 anni.
Debbo dire che mi è stata sempre vicino; mi incoraggiava nel rapporto con i miei figli mi consigliava su come comportarmi insomma mi ha aiutato molto.
Nel frattempo purtroppo ho perso mio padre e mia madre è ricoverata in una struttura sanitaria a lunga degenza.
Ad un certo punto, forse per cose banali e comunque di poco conto, ha cominciato ad accusarmi di dedicare poco tempo ai figli, poi di dedicarne troppo, di averla trascurata (!!) insomma mi ha messo alla porta proprio nel giorno del mio compleanno ( passato ormai da quasi 5 mesi ).
Ho cercato di contattarLa ma s’è dimostrata irremovibile addebitandomi anche cose non vere.
Sono credente e praticante anche se per i miei trascorsi purtroppo non sono un “buon esempio”; Le chiedo cosa posso fare? Come debbo comportarmi?
E’ giusto se invoco la S. Vergine Maria chiedendoLe la Grazia di poter ricomporre questa unione?
Senza ricorrere al banale o a sentimenti del tipo “prendi e dai ” posso offrire alla Madonna un mio voto personale come devo fare?
La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicare alla mia mail e La saluto affettuosamente.


Carissimo,
1. il matrimonio che tu hai fatto, sebbene agli occhi degli uomini sia naufragato, di fatto davanti a Dio sussiste, almeno fino a prova contraria.
Tu sei sposato con tua moglie, anche se di fatto vivi da lei separato.

2. Quando ti sei sposato ti sei preso l’impegno davanti a tutti di amarla nella fedeltà “come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei per renderla santa” (Ef 5,25-26).
Questo impegno te lo sei assunto per la buona e la cattiva sorte.
È questo l’itinerario di santificazione nel quale ti sei incamminato e nel quale il Signore ti chiamava.

3. Capisco che nello stato di solitudine in cui ti sei trovato è stato facile trovare conforto in una donna che non era tua moglie.
Ma adesso che questa donna vuole andare per la sua strada e sembra che non intenda costruire niente con te devi cogliere di nuovo la chiamata del Signore alla santificazione.
Quello che ti sembra una disgrazia in realtà è una grazia.

4. Per non perdere questa donna saresti disposto anche a fare un voto al Signore o alla Madonna.
Ma il Cielo non ti può aiutare per continuare a percorrere una strada nella quale sei determinato a crocifiggere di nuovo Gesù nel tuo cuore (Eb 6,6).

5. I tuoi figli non sono più piccoli, ma ugualmente hanno bisogno di vedere in te un padre esemplare, un padre che nella cattiva sorte è fedele al suo impegno di santificazione.
È una delle più belle lezioni di vita che puoi loro offrire e sarà per loro di grande aiuto quando si troveranno a vivere situazioni analoghe, perché nella vita di ciascuno prima o poi compare la croce.

6. Non posso dimenticare poi che relazionarti con una donna che non è tua moglie ti mette in una situazione di peccato grave che ti impedisce la confessione, il perdono dei peccati e l’accesso alla santa Comunione.
Non dimenticare che la grazia di Dio vale più della vita (Sal 63,4) e che custodire la grazia a prezzo anche di qualunque rinuncia è il segno più bello del nostro amore per il Signore, perché senza di Lui ci manca tutto.

7. Come vedi, ti ho presentato le motivazioni più alte della nostra vita.
Chi non crede prende forse per disumano quanto ti ho scritto anche perché non può capire la storia di amore che proprio nelle prove della vita passa tra una persona e Gesù Cristo.
In queste prove e in queste sofferenze sopportate per amor suo Cristo non si lascia vincere in generosità.
Al tuo amore per Lui Egli corrisponde tangibilmente con un amore sempre più grande portandoti talvolta fino alle lacrime per la commozione.
È quest’amore, quest’affetto, queste consolazioni che il Signore ti vuole donare in questo momento.
Forse ne avrai già fatto l’esperienza.

Ti accompagno con la mia preghiera, ti ricorderò nella Santa Messa che tra breve celebrerà e ti benedico.
Padre Angelo