Quesito
È corretto dire che la caratteristica del cristiano è amare il nemico?
È ciò che lo distingue dagli altri.
Perché più volte ho sentito dire che ciò che distingue un cristiano da un non cristiano è l’amore al nemico.
Grazie!
Risposta del sacerdote
Carissima,
1. nel Vangelo della quinta domenica di Pasqua (anno c) abbiamo sentito il comandamento nuovo che il Signore ci ha dato nell’ultima cena: “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13,34).
La novità del comandamento sta in queste parole: “Come io ho amato voi”. E cioè con un amore soprannaturale e divino.
2. Ci si può domandare come si possa amare con un amore soprannaturale e divino dal momento che siamo semplici creature umane.
Nessuno può farlo da se stesso.
A questo provvede Dio perché egli stesso ha detto per bocca di Paolo che “l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5).
Pertanto, Dio stesso infonde il suo amore nei nostri cuori e ci dona la possibilità di amare in maniera soprannaturale e divina, che abbraccia anche i nemici, ma non si risolve solo in questo.
3. Intanto va notato che gli scrittori sacri quando parlano di questo amore soprannaturale e divino, gli danno un nome nuovo perché è diverso dal nostro.
Praticamente coniano una parola nuova: agàpe. Il latino è stato tradotto con il termine caritas. In italiano: carità.
Ora la carità non si identifica semplicemente con l’elemosina, come spesso si intende.
Ben piuttosto la si definisce come “il modo di amare tipico di Dio, e il modo di amare di coloro che sono stati gratificati di questo dono da parte di Dio (Rm 5,5; 1 Gv 4,7)” (C. Spicq, Théologie morale du Nouveau Testament, II, p. 482).
4. Questo medesimo grande biblista dice che questa nuova parola comprende in sé quattro significati:
La prima consiste in un amore di predilezione, preferenziale, “tenere qualcuno in maggiore considerazione che un altro”.
Ciò significa che Dio ama ciascuno di noi come il prediletto.
Così cerca di fare anche il cristiano. In segno di questo Santa Teresa d’Avila, se sentiva che qualcuno parlava male di lei, lo teneva subito presente nelle sue preghiere. L’amore preferenziale si esprime anche così.
5. La seconda caratteristica di questo amore consiste nel fatto che non nasce da simpatia naturale o da attrazione istintuale, perché talvolta nel nostro prossimo non ci può essere nulla di attraente.
Tuttavia lo si ama perché lo si vuole amare, aldilà dei meriti o dei demeriti, dell’attrazione o della repulsione, della antipatia o della simpatia.
Secondo C. Spicq, agàpe designa un amore di profondo rispetto (1 Pt 2,17), che spesso si combina con l’ammirazione e culmina nell’adorazione.
6. Una terza caratteristica consiste nel fatto che si tratta di un amore che non si contenta di essere nel cuore, ma che tende ad esprimersi con parole e gesti convenienti.
All’agàpe è essenziale il manifestarsi, il mostrarsi, il fornire prove, l’esibirsi.
L’amore di Dio per noi si manifesta anzitutto nella creazione. Ogni creatura è un dono che ha preparato per ciascuno di noi.
Infinitamente di più l’amore di Dio per noi si concretizza nella Divina Rivelazione e in particolare nella sua stessa incarnazione e nella sua passione e morte.
Il medesimo padre Spicq dice che questo è così vero che nel Nuovo Testamento bisognerebbe quasi sempre tradurre agàpe con ‘manifestazione di amore’.
Nella nuova Alleanza l’osservanza dei comandamenti ha valore solo come prova d’amore (Gv 14,15.21).
7. Infine, trattandosi di un amore divino che proviene dal cielo (Rm 5,5), agàpe indica un sentimento gioioso, che quasi pregusta la beatitudine.
Si esprime nei confronti di tutti in acclamazioni, plauso, segni di rispetto, felicitazioni, lodi e perfino venerazione.
In questo senso in Ap 1,5-6 si legge: “A Colui che ci ama… a lui la gloria e il potere nei secoli dei secoli” (cfr. c. spicq, op. cit., pp. 55-58).
Come, vedi l’amore cristiano ha una portata sopra naturale e divina. Abbraccia anche i nemici, ma non si distingue semplicemente per questo.
Con l’augurio che anche noi possiamo amare con il cuore stesso di Cristo, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
