Quesito

caro padre Angelo
sono capitato per caso nel vostro sito.
Volevo porle alcune domande su cose che mi stanno facendo riscoprire il valore della fede. Ho 36 anni sono sposato ed ho un figlio.
Non sono mai stato nella mia vita molto praticante, diciamo pure che vado a messa solo quando c’è un’ insistenza da parte di mia moglie, ma qualcosa l’altro giorno è cambiato in me.
Sento una forte angoscia dentro. Ho una voglia di piangere che non le dico, ma mi trattengo. Durante la beatificazione di Giovanni Paolo II è scoccato qualcosa dentro me, ma non la so spiegare.
Forse è il rimorso di non aver mai seguito gli insegnamenti che dava questo papa. Adesso mi manca, non le dico quanto!
Sarà perché ero abituato a vederlo la domenica in tv o magari perché adesso sono più maturo da quando sono diventato padre.
La mia domanda è: cosa mi sta accadendo? È la fede che sta riaffiorando o un senso di colpa?
Giusto ieri sera sono andato in cimitero a salutare mio suocero che è mancato cinque anni fa. Li mi è venuto il desiderio di portare un bacio ed una preghiera a tutte quelle tombe di bambini "dimenticati" senza foto né fiori.
Cosa mi sta accadendo padre?
In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente.
Enrich


Risposta del sacerdote

Caro Enrich,
1. quello che ti è successo è senza dubbio una grazia che il Signore ti ha concesso attraverso l’amabile figura di Giovanni Paolo II.
Ti è venuto il rimorso di non averlo ascoltato quando parlava.

2. Ma questo rimorso è un’eco di un altro rimpianto: quello che devi provare per Gesù che da tento tempo desiderava che tu ascoltassi la sua voce salvifica.
Come saprai, Gesù avvicinandosi a Gerusalemme, ha pianto su quella città dicendo: "«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi" (Lc 19,42). 

3. Grazie a Dio la via di Cristo non è stata nascosta ai tuoi occhi.
Anzi ti è stata di nuovo mostrata.

4. Mi chiedi se la commozione fino al pianto sia solo un senso di colpa o anche effetto della fede che sta riaffiorando.
Credo che siano avvenute tutte e due le cose.
Giovanni Paolo II è stato molto operoso quand’era quaggiù. Adesso che è lassù è ancor più operoso.
I nostri santi ci sono più di aiuto di là che quand’erano di qua.
Penso a san Domenico che morente dice ai suoi frati: “Non piangete. Io vi sarò più utile dopo la mia morte e vi aiuterò più efficacemente di quando ero in vita”.
Giovanni Paolo II che diceva “Aprite, anzi spalancate la porta della vostra vita a Cristo. Apritela alla sua azione salvifica” questa volta ha gridato per te.
Tu hai sentito la sua voce, eco di quella di Cristo, e gli hai aperto.

5. Sono contento di quello che hai fatto andando in cimitero. Cristo l’ha ritenuto fatto a Sé.
Anche in questo modo il tuo cuore ha continuato a rimanere aperto all’azione della grazia.

6. Forse nella tua vita, proprio attraverso la beatificazione di Giovanni Paolo II sta avvenendo quello che un tempo è avvenuto in sant’Agostino, quando decise la conversione e di andare dietro al Signore: "Mi hai chiamato, hai gridato e hai vinto la mia sordità. Hai mandato bagliori, hai brillato, e hai dissipato la mia cecità. Hai diffuso la tua fragranza, io l’ho respirata, e ora anelo a te".

Ti assicuro la mia preghiera perché il tuo cammino progredisca sempre di più insieme con tuo figlio e tua moglie.
Vi benedico tutti cordialmente.
Padre Angelo