Due visitatori manifestano la loro indignazione per il comportamento di alcuni parlamentari cattolici a proposito delle unioni di fatto

////Due visitatori manifestano la loro indignazione per il comportamento di alcuni parlamentari cattolici a proposito delle unioni di fatto

Due visitatori manifestano la loro indignazione per il comportamento di alcuni parlamentari cattolici a proposito delle unioni di fatto

Quesito

Caro Padre Angelo,
io sono veramente preoccupata, scandalizzata e schifata dal comportamento di molti parlamentari che si ritengono cattolici "adulti", e che presto contribuiranno a creare una legge che legalizzi i matrimoni omosessuali: già poiché è a questo che mirano.
E’ già successo in Spagna ed i cattolici andarono a fare una manifestazione di protesta con due milioni di partecipanti, ma ci andarono dopo che la legge era stata approvata.
Io vorrei tanto che si levasse un alto grido, che ci fosse una mobilitazione generale, una protesta altissima da parte di chi ancora crede nella famiglia vera. Vorrei tanto che questi governanti si vergognassero del loro comportamento e fossero costretti ad inchinarsi alla volontà di un popolo di Dio, che c’è ancora, ma secondo me, ha perso la bussola e vive in uno stato confusionale.
Oggi ci vorrebbero tanti Tommaso Moro…e non cattolici adulti che si divertono a distruggere il bene più prezioso della società: la vera Famiglia.
Grazie per l’attenzione
Mariapia


Caro Padre Angelo,
dopo quasi un anno di vita del nuovo governo – guidato dall’autodefinitosi “cattolico adulto” Romano Prodi – non posso che esprimere tutta la mia delusione, il mio disappunto e – mi lasci dire – tutta la mia forte irritazione per tutti quegli onorevoli e senatori cattolici, facenti parte dell’attuale maggioranza, che in varie occasioni hanno preferito mettere al primo posto il compromesso politico e la “governabilità” anzichè i valori ed i principi morali ai quali – a parole – dicevano di riferirsi .
A parte il ritiro in sede europea (l’estate scorsa), da parte del governo italiano, del veto al programma di sperimentazioni biotecnologiche che prevedono anche la distruzione di embrioni (in aperto contrasto con la legge 40); a parte i disegni di legge che mirano ad innalzare la quantità di droga detenibile senza incorrere nel reato (il che tende a diffonder ancor di più questo tragico fenomeno nella società); a parte le varie aperture sul testamento biologico, primo passo verso la legalizzazione dell’eutanasia ; ciò che mi irrita  e che non riesco proprio a tollerare è l’ostinazione riguardo alla legge per il riconoscimento delle coppie di fatto (anche omosessuali), vero grimaldello per attaccare e sfasciare la famiglia e l’ordine sociale che su di essa si basa.
Che si chiamino “pacs” , o “dico” o “vattelapesca”, trovo semplicemente scandaloso (nel senso anche evangelico del termine) che politici cattolici che vantano anche una militanza in associazioni laicali importanti come l’Azione Cattolica (vedi il ministro Bindi, ex vice-presidente nazionale) e che venivano proposti a modello, in campagna elettorale, da non pochi media cattolici, si siano potuti comportare in modo così squallido e riprovevole.
Me la prendo in particolare con il ministro Bindi, col presidente del Senato Marini, col presidente del consiglio Prodi, con la senatrice Binetti (appartenente all’Opus Dei ) che ha definito la legge “un male minore” , nonché con tutti gli altri cattolici della Margherita (e di altri partiti) disposti ad accettare e votare la legge (onore al merito invece all’Udeur ed al ministro Mastella, capaci di dire chiaramente “no” ) .
Come è possibile una tale ostinazione dopo i continui e ripetuti appelli del Papa, della CEI, del Card. Ruini, di molti vescovi e dei quotidiani “Avvenire” ed “Osservatore Romano”? Come è possibile comportarsi in modo così spudorato, senza tenere in alcun conto il magistero della Chiesa (ricordo nello specifico, per es., il documento “Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica” del 2002)? Come ci si può vantare (autoesaltandosi come “adulti” e paladini della vera “laicità”) di una ribellione così sfrontata e clamorosa nei confronti della Chiesa ?
Scusi lo sfogo, Padre, ma non riesco proprio a darmi pace, e in particolare le chiedo:
–  a livello morale, quali conseguenze implica un comportamento di questo tipo da parte di un politico cattolico? Potrebbero, lorsignori, vedersi negare l’assoluzione (e di conseguenza la S. Comunione) dal sacerdote, data l’ostinazione ed il mancato riconoscimento dell’errore?
Non trova che questa pubblica disobbedienza si possa configurare come un vero scandalo nei confronti dei fedeli e degli elettori cattolici, aggravando così ulteriormente la loro posizione dal punto di vista morale?
– più in generale, le chiedo: può un politico cattolico, in nome di un malinteso concetto di laicità (confuso col laicismo) e di uno strumentale riferimento alla “propria coscienza” (evidentemente non così ben formata), ignorare completamente gli insegnamenti del Papa e del magistero della Chiesa?

Mi scusi lo sfogo, Padre Angelo, ed anche il tono acceso, ma non riesco proprio a tollerare  che venga così tradita e presa in giro la buona fede di tanti elettori cattolici, da parte di politici dissennati che si ricordano della propria fede  solo quando conviene loro .
Ringraziandola anticipatamente per la sua preziosa risposta, le porgo i miei più cordiali saluti in Cristo Re.
Pietro D.


Risposta del sacerdote

Cari Mariapia e Pietro,
1. avete esternato a me la vostra indignazione e vi ringrazio.
Ma è necessario che voi esterniate la vostra indignazione anzitutto alle persone interessate, nei confronti delle quali fareste un vero atto di carità.
Il nostro sito ha pubblicato il chiaro e preciso articolo del Vescovo di Piacenza che, con quanto ha scritto, manifesta una autentica paternità nei confronti dei figli e dei figli dei figli. Chi lo legge, non può non sentire che si sta facendo qualcosa di molto grave all’interno della società italiana.
Il Vescovo di Piacenza non si è posto dall’angolatura della fede, che potrebbe prestarsi all’obiezione di voler imporre la nostra morale a chi non ha la nostra fede, ma si è posto sul piano politico, del futuro della nostra società.
Ma per un cattolico c’è anche qualche altra ragione in più, come ad esempio la necessità di rendere visibile la nostra fede come ha detto il Papa a Verona il 19 ottobre 2006.
Certo stupisce e addolora l’atteggiamento di alcuni parlamentari cattolici di fronte ai ripetuti e gravi interventi del Vescovi e del Papa.
Quando ero piccolo mi insegnavano a comportarmi così: chiediti sempre se i tuoi pensieri, le tue parole, le tue azioni possano essere assunti da Gesù e fatte proprie da Lui.
Il motivo è semplice: noi dobbiamo trarre da Cristo la linfa ispiratrice e vivificatrice per i pensieri, per i sentimenti, per le azioni. Lui è la vite e noi i tralci. In tutto dobbiamo essere con Gesù Cristo una cosa sola.
E poiché il pericolo di deformare il volto di Cristo è sempre costante, il Signore ci ha lasciato un criterio ben preciso: ascoltare i Vescovi e molto più il Papa. E ha detto: “Chi ascolta voi, ascolta me, chi disprezza voi, disprezza me”.
Di fronte ad un pronunciamento così costante, fermo e autorevole del Vicario di Cristo e dei successori degli Apostoli a proposito della famiglia perché non si dia quadro giuridico a forme ad essa alternative, io, se fossi stato un parlamentare cattolico, mi sarei fermato. E penso che ogni cristiano debba pensare così.
Intanto su questo punto attendiamo la nota annunciata dal Card. Ruini.

2. Pietro domanda se si possa negare l’assoluzione (e di conseguenza la S. Comunione) ai deputati cattolici che hanno varato questo disegno di legge, data l’ostinazione ed il mancato riconoscimento dell’errore.
Il problema è proprio qui: qualcuno di questi deputati ha affermato di essere “sereno, molto sereno”. C’è da presumere che sia in buona fede.
Ciò significa che non gli passa neanche per l’anticamera del cervello il problema della confessione.
Per quanto riguarda la Comunione: il ministro (che può essere anche un laico in quanto ministro straordinario) non può sapere se il soggetto che gli domanda la Comunione sia soggettivamente colpevole, se si sia confessato, se gli sia stata negata l’assoluzione.
In ogni caso la legge non è ancora stata approvata e pertanto il problema non sussiste ancora.
Vedremo come si evolverà tutta la questione.
Intanto non facciamo mancare la nostra preghiera per l’Italia e per i suoi governanti.

Vi saluto, vi auguro una buona battaglia e vi benedico.
Padre Angelo