Quesito

Caro Padre Angelo.
mi chiedo: dopo Adamo e fino alla rivelazione esplicita Dio si è rivelato in altri modi.
Ma i contenuti di questa rivelazioni non sono giunti a noi perché non c’era la scrittura oppure perché Dio ha lasciato che l’uomo seguisse le proprie inclinazioni, praticando il politeismo e l’idolatria?
Inoltre volevo sapere se prima di Cristo c’erano ragioni per riconoscere che la vera religione era l’ebraismo rispetto per esempio alle religioni di quel momento?
Come sempre grazie.
Luca


Risposta del sacerdote

Caro Luca,
– La lettera agli ebrei comincia così: “Dio, che aveva gia parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti” (Eb 1,1).
Come Dio si sia rivelato prima di Abramo non lo sappiamo.
San Giovanni Crisostomo dice che Dio, prima di rivelarsi, ha voluto che gli uomini imparassero a conoscerlo attraverso le opere da lui fatte e cioè attraverso il linguaggio della creazione.
Anche sant’Antonio Abate, a un filosofo che gli chiedeva come poteva vivere senza la consolazione di un libro, rispose:: “Il mio libro, caro filosofo, è la natura, e così posso leggere a mio talento il linguaggio di Dio”.
Dio dunque, almeno attraverso linguaggio della creazione, ha sempre parlato. Ma è anche vero quanto dici tu: permettendo che gli uomini cadessero nell’idolatria e del politeismo, ha voluto far vedere dove si precipita quando si fa a meno del suo aiuto e della sua luce.

– La seconda domanda, sotto certi aspetti, è anacronistica. Perché, soprattutto prima della venuta di Cristo, si pensava che ognuno avesse la propria divinità. Si trattava per lo più di divinità locali.
Tuttavia, senza portare motivi apologetici, gli ebrei erano convinti che Jawhé è l’unico vero Dio e che mostra la sua onnipotenza e la sua sapienza attraverso i grandi prodigi che compie e la sublime legislazione che da al suo popolo.
Anche i grandi re stranieri talvolta sono costretti a riconoscerlo, come ad esempio Nabucodònosor.
Si legge infatti nel libro di Daniele: “Allora il re Nabucodònosor piegò la faccia a terra, si prostrò davanti a Daniele e ordinò che gli si offrissero sacrifici e incensi. Quindi rivolto a Daniele gli disse: «Certo, il vostro Dio è il Dio degli dei, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai potuto svelare questo mistero»” (Dan 2,46-47).
Ancora: “Nabucodònosor prese a dire: «Benedetto il Dio di Sadràch, Mesàch e Abdènego, il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i servi che hanno confidato in lui; hanno trasgredito il comando del re e hanno esposto i loro corpi per non servire e per non adorare alcun altro dio che il loro Dio.
Perciò io decreto che chiunque, a qualsiasi popolo, nazione o lingua appartenga, proferirà offesa contro il Dio di Sadràch, Mesàch e Abdènego, sia tagliato a pezzi e la sua casa sia ridotta a un mucchio di rovine, poiché nessun altro dio può in tal maniera liberare»” (Dan 3,95-96).
E: “Nabucodònosor a tutti i popoli, nazioni e lingue, che abitano in tutta la terra: Pace e prosperità!
M’è parso opportuno rendervi noti i prodigi e le meraviglie che il Dio altissimo ha fatto per me. Quanto sono grandi i suoi prodigi e quanto straordinarie le sue meraviglie! Il suo regno è un regno eterno e il suo dominio di generazione in generazione” (Dan 3,98-100).
A proposito della sapienza di Jawhè si legge nel Deuteronomio: “Infatti qual grande nazione ha la divinità così vicina a sé, come il Signore nostro Dio è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E qual grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi espongo?” (Dt 4,7-8).
E: “Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, ma la tua legge non ha confini” (Sal 119,96).

Ti saluto, ti ringrazio e ti benedico.
Padre Angelo