Questo articolo è disponibile in: Italiano

Quesito

caro padre
la ringrazio per tutte le risposte date ai tanti che a lei si rivolgono.
Sono tutte interessantissime e mi stanno aiutando su molti aspetti.
La domanda che le pongo è questa: dopo che nostro Signore Gesù morì e quindi terminò solo momentaneamente la lotta contro i seguaci del “nazzareno”, mi domando che fine abbia fatto Pilato. Mi interesserebbe sapere questo e poi la domanda più importante: Maria è da ritenersi l’unico essere umano a non essere stato redento, al momento della morte del suo Figlio Redentore?
la saluto con simpatia ed affetto anche se non ci conosciamo. Pregherò per Lei.
Ildebrando


Risposta del sacerdote

Caro Ildebrando,
1. ti riporto dalla Vita di Gesù scritta dal noto biblista Giuseppe Ricciotti quanto viene riferito su Pilato:
§ 27. Alla fine Pilato fu vittima del suo modo di governare. Nel 35 un falso profeta, che aveva acquistato gran nome in Samaria, promise ai suoi seguaci di mostrare gli arredi sacri dei tempi di Mosè che si credevano nascosti nel monte Garizim, vicino a Samaria. Ma, il giorno fissato, Pilato fece occupare dai soldati la sommità del monte: egli infatti voleva impedire l’assembramento, non tanto perché desse importanza alla vana promessa del falso profeta, quanto perché sapeva che i Samaritani erano stanchi delle oppressioni del procuratore e sospettava in essi propositi di rivolta. Formatosi ugualmente un numeroso assembramento, i soldati lo assalirono: molti Samaritani rimasero uccisi, molti furono fatti prigionieri, e i più insigni di costoro furono poi messi a morte da Pilato. Di questa irragionevole strage la comunità dei Samaritani presentò formale accusa contro Pilato presso Vitellio, ch’era legato di Siria e munito di pieni poteri in Oriente; l’accusa fu accolta con premura, perché i Samaritani erano noti per la loro fedeltà a Roma, e Vitellio senz’altro destituì Pilato e l’inviò a Roma a rispondere del suo operato davanti all’imperatore. Era lo scorcio dell’anno 36.
Quando Pilato giunse a Roma, trovò che Tiberio era morto (16 marzo del 37). In che maniera finisse il condannatore di Gesù, non è noto alla vera storia: è invece noto alla leggenda, che gli attribuì mirabili avventure in questo e nell’altro mondo, e lo destinò talvolta al fondo dell’inferno e talvolta invece al paradiso come vero santo”.
Fin qui il Ricciotti, il quale alla fine dice che alcuni lo venerano come Santo. Ed è vero, soprattutto per la chiesa copta che lo venera come tale insieme a sua moglie Claudia Procula.

2. La seconda domanda che mi poni contiene in se stessa un errore grave. Perché ritiene come scontato che la Madonna sia stata l’unica creatura non redenta. E invece anche la Madonna è stata redenta, come afferma in maniera molto chiara il magistero della Chiesa.
Pio XII, Fulgens corona, pubblicata nel centenario della proclamazione del dogma dell’Immacolata (1954) dice: “Se infatti consideriamo a fondo e diligentemente la cosa, è facile vedere come Cristo Signore abbia in verità redento la divina sua Madre in un modo più perfetto essendo ella stata da Dio preservata immune da qualsiasi macchia ereditaria di peccato, in previsione dei meriti di lui. Perciò l’infinita dignità di Gesù Cristo e l’universalità della sua Redenzione non viene attenuata o diminuita da questo punto di dottrina, ma anzi accresciuta in sommo grado”.
In questa linea si esprime anche il Vaticano II: “Redenta in modo sublime in vista dei meriti del Figlio suo” (Lumen gentium 53); “La Santa Chiesa… in Maria ammira ed esalta il frutto più eccelso della Redenzione” (Sacrosanctum Concilium 103).
Paolo VI, nel Credo del popolo di Dio, dirà: “Noi crediamo che Maria è la Madre, rimasta sempre vergine, del Verbo Incarnato, nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo, e che, a motivo di questa singolare elezione ella, in considerazione dei meriti di suo Figlio, è stata redenta in modo più eminente, preservata da ogni macchia del peccato originale e colmata del dono della grazia più che tutte le altre creature”.

Ti ringrazio per le domande, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

Questo articolo è disponibile in: Italiano