Quesito

Caro Padre Angelo,
1. Mi è stato detto che tra gli ortodossi ci si può sposare fino a tre volte, si possono avere fino a tre mogli. A me sembrano stranezze quasi comiche. È vero che al massimo si possono maritare fino a tre volte? Da dove lo deducono o lo traggono?
2. Supponiamo che un credente si sposi con un non credente e che ad un certo punto il non credente se ne vada o abbandoni il coniuge credente. Quest’ultimo, il credente abbandonato, può chiedere il riconoscimento di nullità del matrimonio? Non può appellarsi a ragioni del piffero solo perché vuole sistemare legalmente di fronte alla Chiesa la sua situazione per potersi risposare sacramentalmente? Mi sbaglio?


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. purtroppo è vero che gli ortodossi ammettono le seconde nozze e adesso anche le terze.
Tuttavia queste nozze non ricevono la benedizione del sacerdote. Hanno un tono dimesso.
Inoltre non è vero che possano tenere le tre mogli contemporaneamente come se praticassero la poligamia.

2. Il matrimonio tra un credente e un non credente è, come tutti i matrimoni, indissolubile. Ed è indissolubile in forza del diritto naturale.
Nel caso da te presentato, il coniuge credente potrebbe presentare una causa per ottenere la dichiarazione di nullità solo se al momento del matrimonio c’erano elementi che impedivano di contrarre un vero matrimonio.
Ma il solo fatto di essere stato abbandonato dal coniuge non credente non è motivo sufficiente per ottenere una dichiarazione di nullità.

3. Se poi presenta motivi del tutto infondati e ottiene la dichiarazione di nullità, potrà certo ingannare i giudici, ingannare la Chiesa e passare a nuove nozze, ma non può ingannare Dio, al quale dovrà rendere conto del suo operato.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico
Padre Angelo