Quesito

Caro Padre Angelo,
le scrivo di nuovo dopo tanto tempo, per porle una questione… spinosa. E’ un caso di coscienza piuttosto difficile, credo. Arrivo al dunque: si tratta di un caso capitato non a me. La domanda che le pongo è generica:
nel caso di una gravidanza extrauterina, la dottrina della Chiesa come chiede di comportarsi? Si tratterebbe di una creatura che, disgraziatamente, si è annidata nelle tube invece che nell’utero, e che, per quanto ne so, sicuramente morirà, mettendo in grave pericolo anche la vita della mamma. In questo caso in cui la creatura non ha possibilità di salvezza, è consentito un intervento a suo danno, per salvare la vita della mamma? Cioè è consentito un aborto per salvare la mamma, dal momento che l’embrione sicuramente non potrà svilupparsi? Oppure  bisognerebbe… far cosa? In ogni caso la scelta sarebbe terribile!
Ho guardato nel catechismo della Chiesa Cattolica, ma non se ne parla.
Ho chiesto a lei perchè so che può darmi una risposta corretta e ortodossa con la dottrina della Chiesa Cattolica.
Buona notte e grazie
Rosaria


Risposta del sacerdote

Cara Rosaria,
1. l’aborto, in quanto uccisione di un essere umano innocente e indifeso , non è mai lecito. Nessuno di noi è padrone della vita di un altro.

2. Nel caso della gravidanza extrauterina in genere si procedeva così. Quando veniva scoperta, non c’era già più nulla da fare. E allora si toglieva l’ovaio al cui interno in feto si era annidato oppure si tagliavano le tube per ricongiungerle successivamente.
L’intervento si configurava come un intervento al corpo della donna, sebbene ne andasse di mezzo il bambino. La sua morte non era voluta, ma solo tollerata.
Questo tipo di intervento è considerato lecito, come è lecito intervenire per un tumore alla testa di una donna incinta, anche se come conseguenza si prevede la perdita del bambino.
La perdita del bambino non è direttamente voluta, ma è solo prevista e tollerata.

3. Oggi, con i mezzi diagnostici che possediamo, si riesce a vedere fin dall’inizio se il bambino è nell’utero o no. E allora si procede all’aborto.
Si tratta però di un aborto diretto, mai lecito.
La soluzione indicata nel n. 2 si configura come un aborto indiretto.

4. Esiste ancora un’altra soluzione: quella di portare avanti la gravidanza più che si può, soprattutto se il feto si è annidato in parti maggiormente elastiche, e poi procedere ad un parto anticipato (al sesto mese di gravidanza, i bambini sopravvivono).

5. La gravidanza extrauterina, in cui ne va di mezzo un feto ectopico (fuori posto), costituisce certo un caso drammatico già nelle sue previsioni.
Bisogna però lasciarsi guidare dal principio che nessuno può disporre della vita di un altro e che quel bambino non può essere considerato in nessuna maniera come ingiusto aggressore. Non ne ha infatti la volontà e non è lì di propria volontà.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo