Quesito

Caro Padre Angelo,
le scrivo per sottoporre alcuni miei dubbi relativi alla morale sessuale.
ho letto alcune risposte pubblicate su internet e non sono riuscito a capire se tra i coniugi sono possibili atti sessuali non destinati alla procreazione ma aventi altri intento come quello di soddisfazione affettiva o destinati ad incrementare l’affetto vicendevole o volti a sopire la concupiscenza. Mi è sembrato di capire che i coniugi che compiono un atto sessuale con intento diverso da quello procreativo compiono un peccato grave.
Se ciò è vero che senso ha parlare di maternità e paternità consapevole?
E che senso hanno i metodi naturali, che lei stesso definisce sicuri al 100%?
Essi vengono normalmente usati per individuare i giorni non fecondi e quindi per compiere atti che non hanno potenziale procreativo.
Perché compiere un atto sessuale in un giorno non fecondo?
Quindi sono da “vietare” al pari dei metodi contraccettivi. Anzi poiché vi sono sistemi contraccettivi che sono meno sicuri (e quindi con maggiore possibilità procreativa) per assurdo dovrebbero essere più leciti. Non le sembra ad esempio che il coito interrotto, prevedendo sempre la possibilità di perdita seminale sia quello più insicuro ? Nei metodi naturali vedo una sottile ipocrisia …. si vuole procreare sapendo che ciò è impossibile. L’utilizzo dei metodi naturali ad onestà di ragionamento dovrebbero essere usati solo per individuare i giorni fecondi e per limitare a questi giorni l’espletamento dell’atto sessuale e non viceversa.
Ma la santità del matrimonio non rende per così dire “diversi “gli atti sessuali non procreativi e gli atti impuri compiuti tra i coniugi rispetto a quelli compiuti al di fuori del matrimonio? La chiesa familiare non rende santo tutto ciò che avviene nel matrimonio ?
La ringrazio in anticipo per la sue risposte
Massimiliano


Risposta del sacerdote

Caro Massimiliano,
rispondo per punti alla tue domande che riporto in corsivo.

1. “se tra i coniugi sono possibili atti sessuali non destinati alla procreazione ma aventi altri intento come quello di soddisfazione affettiva o destinati ad incrementare l’affetto vicendevole o volti a sopire la concupiscenza”.

La risposta è affermativa, ma ad un patto: che non si faccia contraccezione.
Infatti proprio perché il gesto coniugale è un atto di amore totale, i coniugi si donano vicendevolmente senza riserve. Se facessero delle riserve, il loro atto cesserebbe di essere un atto di autentico amore.
Giovanni Paolo II dice: “Così al linguaggio nativo che esprime la reciproca donazione totale dei coniugi, la contraccezione impone un linguaggio oggettivamente contraddittorio, quello cioè di non donarsi all’altro in totalità.
Ne deriva, non soltanto il positivo rifiuto all’apertura alla vita, ma anche una falsificazione dell’interiore verità dell’amore coniugale, chiamato a donarsi in totalità personale” (Familiaris Corsortio 32c).
Scrive E. Sgreccia: “Quando l’uomo e la donna si uniscono, se l’atto è umano e pieno, coinvolge il corpo, il cuore e lo spirito; se una di queste dimensioni viene a mancare, si tratta allora di un’unione umanamente incompleta e oggettivamente falsa, perché il corpo non ha senso se non come espressione della totalità della persona” (Manuale di Bioetica, I, p. 329).

2. Scrivi: “Mi è sembrato di capire che i coniugi che compiono un atto sessuale con intento diverso da quello procreativo compiono un peccato grave”.

Hai letto male o hai letto poco.
Un conto è frustrare la finalità procreativa attraverso la contraccezione e un altro conto è tenere presente i ritmi naturali di fertilità. In questo caso l’atto rimane aperto alla vita, come insegna la Chiesa, anche se di fatto non la suscita.
Agendo così i coniugi non si fanno arbitri del disegno divino, ma lo accolgono sapendo che Dio ha distanziato i tempi di fertilità perché il matrimonio non è destinato solo alla procreazione, ma anche a favorire l’amore vicendevole.
Per questo in una risposta presa a caso (a un certo Luigi) ho scritto:
Carissimo Luigi, Paolo VI nell’enciclica Humanae vitae (n. 11) ha scritto: “Questi atti… non cessano di essere legittimi se, per cause indipendenti dalla volontà dei coniugi, sono previsti infecondi, perché rimangono ordinati ad esprimere e consolidare la loro unione”.
È vero che la finalità procreativa non può essere più raggiunta, ma la facoltà sessuale nella persona umana non ha solo una finalità procreativa.
È un discorso analogo a quello che si fa per le coppie sterili.
Già Pio XII aveva detto che “i coniugi possono far uso del loro diritto matrimoniale anche nei giorni di sterilità naturale” (29.10.1951)”.

Ad un altro ho scritto: “Caro Jhonny, anche i coniugi anziani possono esprimersi il loro affetto vicendevole mediante gli atti propri del matrimonio. Evidentemente fanno quello che possono.
Pio XI nella Casti connubii dice: “Né si può dire che operino contro l’ordine della natura quei coniugi che usano del loro diritto nel modo debito e naturale, anche se per cause naturali, sia di tempo sia di altre difettose circostanze, non ne possa nascere una nuova vita. Poiché nello stesso matrimonio si contengono anche fini secondari, come il mutuo aiuto e l’affetto vicendevole da fomentare e la quiete della concupiscenza, fini che ai coniugi non è proibito volere, purché sia sempre rispettata la natura intrinseca dell’atto e per conseguenza la sua subordinazione al fine principale” (DS 3718).
Paolo VI nell’Humanae Vitae dice la stessa cosa: “Questi atti… non cessano di essere legittimi se, per cause indipendenti dalla volontà dei coniugi, sono previsti infecondi, perché rimangono ordinati ad esprimere e consolidare la loro unione. Infatti, come l’esperienza attesta, non ad ogni incontro coniugale segue una nuova vita. Dio ha sapientemente disposto leggi e ritmi naturali di fecondità che già di per sé distanziano il susseguirsi delle nascite” (Humanae Vitae, 11).

3. Scrivi: “Essi (i metodi naturali) vengono normalmente usati per individuare i giorni non fecondi e quindi per compiere atti che non hanno potenziale procreativo”.

Questo non è vero. Gli atti rimangono potenzialmente procreativi. Si tratta infatti di unirsi attraverso le facoltà genitali.
Ma di fatto quegli atti, per vari motivi, indipendenti dalla volontà dei coniugi, non raggiungono l’effetto procreativo.

4. Scrivi ancora: : “Perchè compiere un atto sessuale in un giorno non fecondo? Quindi sono da “vietare” al pari dei metodi contraccettivi. Anzi poiché vi sono sistemi contraccettivi che sono meno sicuri (e quindi con maggiore possibilità procreativa) per assurdo dovrebbero essere più leciti. Non le sembra ad esempio che il coito interrotto, prevedendo sempre la possibilità di perdita seminale sia quello più insicuro?”.

La bontà dei metodi naturali non poggia sulla loro sicurezza, ma sul loro significato etico.
La riflessione che fai è pertanto incongrua.

5. Aggiungi: “Nei metodi naturali vedo una sottile ipocrisia …. si vuole procreare sapendo che ciò è impossibile. L’utilizzo dei metodi naturali ad onestà di ragionamento dovrebbero essere usati solo per individuare i giorni fecondi e per limitare a questi giorni l’espletamento dell’atto sessuale e non viceversa”.

La scelta dei metodi naturali può essere fatta per cercare di procreare, ma in genere viene fatta proprio per distanziare le nascite.
Come puoi dire che chi usa i metodi naturali: “vuole procreare sapendo che ciò è impossibile”? Questo è frutto delle tue riflessioni, ma non corrisponde alla realtà.

6. Infine concludi: “La chiesa familiare non rende santo tutto ciò che avviene nel matrimonio?

No, né le buone intenzioni né gli stati di vita da soli santificano una persona.
Anch’io ho scelto una strada santa, quella del sacerdozio e della vita religiosa. Ma con questo chi oserebbe dire che ogni mio comportamento, fosse anche il più perverso, sarebbe santificato dalla scelta di fondo che ho fatto?
La Sacra Scrittura dice: “Il matrimonio sia rispettato da tutti e il talamo sia senza macchia” (Ebr 13,4).
Pensi proprio che anche gli atti sessuali più perversi (come masochismo, sadismo, sodomia, pornografia…), per il solo fatto che sono compiuti all’interno del matrimonio, possano rendere più sante le persone?

Caro Massimiliano, ti ho risposto in maniera succinta.
Ma se vai a leggere le varie risposte di morale sessuale (e sono molte), troverai riportata tutta la dottrina della Chiesa sul matrimonio e sull’amore coniugale.

Ti ringrazio della fiducia, ti ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo