Quesito

Buongiorno Padre,
a volte mi trovo (da cattolico, ma laico e senza alcuna particolare preparazione biblica) a discutere con persone che affermano, a seconda dei casi, che Dio non esiste, che le feste cristiane e diversi brani della Bibbia sono copiati da varie fonti pagane, e così via.
In questi casi, cerco di rispondere per quanto di mia conoscenza, evitando di rispondere su tematiche di cui non sono particolarmente ferrato per evitare di instillare ulteriori dubbi.
Mi chiedo, innanzitutto, se questo mio comportamento sia corretto o se invece dovrei lasciare ai sacerdoti il compito di rispondere a dubbi posti da atei o credenti di altre religioni.
In secondo luogo, vorrei un Suo parere su alcuni aspetti che sono stati sollevati recentemente da alcune di queste persone, chiarendo che comunque non si tratta delle mie opinioni.
In un caso, una persona afferma di credere nel fatto che l’Universo abbia una causa immateriale e potente, che potrebbe coincidere con uno o più Creatori, ma fa notare l’imperfezione del mondo in cui viviamo. Ciò lo porta a ritenere che il Creatore abbia semplicemente creato il mondo per poi disinteressarsi della sua evoluzione, oppure che il Creatore, per quanto immateriale e potente, non sia perfetto, e che quindi non possa essere considerato un Dio vero e proprio.
Personalmente, credo che l’imperfezione del mondo derivi dal modo in cui ne facciamo uso e dalle conseguenze del peccato originale, ma capisco che questo ragionamento potrebbe non essere accessibile a una persona non di fede cristiana.
Un’altra persona sostiene che diversi passi della Bibbia sarebbero in realtà plagi di fonti pagane e che le stesse feste cristiane come la Pasqua sarebbero in realtà feste pagane presentate in altro modo. In particolare, gli esempi portati sono relativi alla storia di Mosè (che sarebbe copiata dalla storia di un re assiro, Sargon) e all’uso delle uova nella tradizione pasquale (che farebbero riferimento al culto della fertilità e alla divinità Ishtar, da cui il nome inglese “Easter”).
Dal mio punto di vista, l’utilizzo della parola “Easter” non dimostra nulla perché in altre lingue (come l’italiano) il nome della Pasqua è molto diverso; inoltre, l’utilizzo delle uova non fa parte (che io sappia) della tradizione trasmessa dai Padri della Chiesa o dalla Bibbia, per cui eventuali origini pagane potrebbero essere irrilevanti. 
Per quanto riguarda i presunti passi copiati da storie pagane, non so cosa pensare, perché in alcuni casi la stessa storia potrebbe essere stata raccontata da più fonti in maniera diversa e ciò potrebbe, addirittura, rafforzarne l’attendibilità (non so se questo può essere vero nel caso di Mosè).
Un altro aspetto che non mi è molto chiaro è l’utilizzo del termine “stella del mattino” che, a seconda dei casi, è associato a Gesù (Apocalisse 22:16) o… a qualcun altro. Pur non volendo, personalmente, equiparare Gesù all’altro “titolare” di quell’appellativo – che Gesù ha allontanato più volte, nelle Sue tentazioni e dalla vita degli altri – trovo che questo aspetto potrebbe generare un po’ di confusione in chi non condivide la fede cristiana e cerca appigli di qualunque genere per introdurre dubbi.
La ringrazio molto per l’aiuto che dà a tutti noi attraverso le pagine del vostro sito.


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. sì, mi pare prudente la scelta di non rispondere su argomenti sui quali non ti senti preparato proprio per non dare ulteriori appigli ai tuoi obiettori.
Sono contento però che a contatto con queste persone tu senta il desiderio di approfondire la fede in cui credi in modo da poter rendere ragione della speranza che è in te (cfr. 1 Pt 3,15).

2. Venendo alle tue domande: non presenta alcuna difficoltà il fatto che vi siano racconti affini con altre tradizioni religiose.
Questo attesta che dopo il peccato originale c’è stata una tradizione religiosa che aveva una comune sorgente.
Questa tradizione religiosa si è poi contaminata e si è espressa in tante maniere non corrette.
La tentazione della contaminazione con divinità pagane, frutto della mente umana, si osserva anche nella storia di Israele.
Nell’Antico Testamento è costante la fatica nel conservare la purezza della fede. Ma con l’aiuto della Divina Rivelazione, dei legislatori come Mosè e dei profeti, tale purezza, insidiata costantemente in tutte le maniere, si è tuttavia conservata.

3. Il Catechismo della Chiesa Cattolica scrive: “Questa Rivelazione non è stata interrotta dal peccato dei nostri progenitori. Dio, in realtà, «dopo la loro caduta, con la promessa della Redenzione, li risollevò nella speranza della salvezza ed ebbe costante cura del genere umano, per dare la vita eterna a tutti coloro i quali cercano la salvezza con la perseveranza nella pratica del bene” (CCC 55).
Certe affinità in nessuna maniera devono condurre a dire che è una religione vale l’altra e che tutto è frutto della ragione umana perché nella tradizione biblica c’è qualcosa di costante e di particolare: la comunione personale con l’unico Dio e la fedeltà all’alleanza.
Non si tratta mai di abbandonarsi a chissà quali pratiche di carattere magico e fantasioso.
Si scorge dall’inizio alla fine la santità di questa Divina Rivelazione.

4. Venendo nello specifico delle altre domande: Dio avrebbe creato il mondo e poi se ne sarebbe disinteressato.
A questo proposito va ricordato che il mondo non ha in se stesso la sorgente dell’essere. 
L’antico filosofo pagano Aristotele aveva riconosciuto che se il mondo esiste, ma potrebbe anche non esistere, significa che non ha in se stesso la sorgente dell’esistenza e passa dalla potenza all’atto in virtù di Colui che è Atto puro, che lo conserva istante per istante nel medesimo modo in cui la sorgente luminosa conserva il raggio che ne emana.
Sant’Agostino diceva che tutta la creazione è prona sul nulla, appoggiata sul nulla. Viene trattenuta nell’esistenza dal suo Creatore istante per istante.
Come vedi, se Dio si disinteressasse del mondo, il mondo all’istante sprofonderebbe nel nulla dal quale è stato tratto.

4. Circa l’imperfezione di Dio.
Sì, ci sono le imperfezioni dovute al comportamento umano. 
Se si considera la perfezione della natura e delle sue leggi e la perfezione del cosmo sempre in perfetto movimento come si può dire che Dio è imperfetto?
Se contempliamo l’organismo umano dall’inizio del suo concepimento, nel suo evolversi fino alla nascita c’è da rimanere incantati.
È uno stupore così grande che la Sacra Scrittura dice che quelli che non riconoscono l’esistenza di Dio e delle sue perfezioni dalle opere da lui fatte sono senza scusa (cfr. Rm 1,20).
Giovanni Paolo I ricordava la testimonianza di un entomologo, uno scienziato di insetti, di nome J.H. Fabre, il quale prendendo in mano un insetto diceva che non c’era bisogno che qualcuno venisse a parlargli dell’esistenza di Dio tanto era evidente dalla perfezione di un insetto.

5. Hai perfettamente ragione nel dire che il male viene fuori dal comportamento dell’uomo che può abusare della sua libertà.
Va aggiunto che certi cataclismi pongono serie domande alle quali la fede cristiana risponde osservando che il peccato ha anche effetti cosmici. Lo dimostra in maniera ben chiara ciò che è avvenuto in seguito al peccato originale.

6. Non c’è alcun motivo per mettere in discussione l’esistenza di Mosè.
La sua vicenda è legata al popolo di Israele che ha liberato dalla schiavitù dell’Egitto. È stato legislatore e condottiero di un popolo nomade nel deserto per quarant’anni. Non possiamo pretendere la documentazione di edifici o di altre documentazioni all’interno del nomadismo. Il nomadismo non ha nulla di stabile se non la legge che governa tali popoli.
Tutta la documentazione relativa a Mosè si trova nella Sacra Scrittura.
Non abbiamo motivo di dubitarne, tanto più che all’insegnamento di Mosè si è rifatto anche Nostro Signore, del quale abbiamo prove inconfutabili della sua divinità, come si è potuto scrivere altre volte su questo sito.

7. Infine a proposito della stella del mattino.
In Apocalisse (2,28 e 22,16) la stella del mattino è Gesù che promette se stesso e la sua gloria come premio al vincitore, il quale verrà così a partecipare alla luce e allo splendore della sua gloria.
In Isaia questo termine non è applicato a Dio ma al re dei caldei. “La stella del mattino, che risplende ancora nella luce del sole nascente come se uscisse fuori dal suo grembo, è una bella immagine dello splendore del regno babilonese, immagine tanto più appropriata in quanto che i caldei erano dediti all’astrologia. Il loro re, dopo aver sottomesso tanti popoli, ha finito per essere vinto e stramazzato a sua volta” (Marco Sales).
“Molti Santi padri e moltissimi commentatori dopo di loro applicano questo versetto e i tre seguenti alla ribellione e alla caduta di Satana” (Ib.).
È vero che Gesù in Luca 10,18 dice: “Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore”.
Tuttavia Gesù non fa riferimento alla caduta di Lucifero, ma vuol dire piuttosto ai discepoli che durante la loro predicazione vedeva Satana perdere il dominio sugli uomini. E vedeva anche andar distrutto con la rapidità della folgore il suo regno con l’avvicinarsi del regno messianico.
Sono parole che fanno eco alle altre le pronunciate da Gesù: “Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori” (Gv 10,31). 

Con l’augurio di un progresso sempre incessante nella tua vita di fede, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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