Dov’era e cosa faceva Maria di Nazareth quando le altre donne preparavano gli aromi?

////Dov’era e cosa faceva Maria di Nazareth quando le altre donne preparavano gli aromi?

Dov’era e cosa faceva Maria di Nazareth quando le altre donne preparavano gli aromi?

Quesito

Caro Padre Angelo,
sono imbarazzato nel rivolgermi ad un domenicano, notoriamente ferrato in cose religiose e di fede. D’altronde, si chiede a chi sa.
Volevo chiedere, riguardo alle Scritture di questi giorni e in particolare della Vigilia, mentre le pie donne (a proposito, ci sono grandi differenze nella narrazione del Vangelo anno A, B e C) andavano al Sepolcro, dove era e cosa faceva Maria di Nazareth? Io non lo trovo.
Grazie, aspetto una sua risposta.
Buona Pasqua.
Angelo


Risposta del sacerdote

Caro Angelo,
1. la risposta sembra nascosta proprio nel fatto che tra le donne che hanno preparato aromi e sono corse per prime al sepolcro non vi fosse la Madonna.
L’evangelista Luca per due volte sottolinea che Maria custodiva nel suo cuore tutto quando avveniva attorno a Gesù (Lc 2,19; 2,51).
Evidentemente custodiva anche tutte le sue parole, comprese quelle dell’annuncio della sua passione e risurrezione.

2. Certo la Madonna se ne tornò a casa dal Calvario addolorata come nessuno lo può immaginare.
Ma era anche certa di un’altra realtà: quel pomeriggio l’umanità era stata redenta.
Questa intima persuasione la teneva nel suo cuore, come tenne nel suo cuore l’evento dell’incarnazione di Dio nel suo grembo verginale.

3. Non sappiamo dove la Madonna fosse alloggiata a Gerusalemme.
Non sappiamo neanche se fosse insieme con le donne o con gli apostoli.
Si potrebbe ipotizzare che secondo gli usi della popolazione stesse con altre donne. E che magari vi fosse anche Giovanni, oppure che questi stesse con San Pietro.
Una cosa è certa: la narrazione degli eventi della risurrezione del Signore da parte degli evangelisti è così intrecciata che risulta difficile, sebbene non impossibile, ricostruirne l’ordine.

4. È probabile che coloro che stavano insieme con la Madonna fossero rispettosi del suo dolore e del suo silenzio e che proprio per questo non volessero coinvolgerla nella preparazione degli aromi.
Maria dal canto suo piangeva più profondamente delle altre donne la morte di Gesù, ma il suo dolore non la annientava perché era certa della risurrezione del Signore.
Custodiva dentro di sé la promessa fatta dal Figlio.

5. Maria vedeva che le altre donne erano tutte intente alla preparazione degli aromi. Le vedeva inconsolabili e annientate nel loro dolore.
E come a suo tempo non disse nulla a Giuseppe di quanto era avvenuto dentro di lei al momento dell’annunciazione, ma lasciò fare al Signore, così fece anche questa volta.

6. Inoltre chiunque era presente deve averla vista così rapita nei suoi pensieri e nel suo dolore che non ha voluto interferirsi.
Se fossero andati a consolarla che cosa le avrebbero detto se non di rassegnarsi?
Ma così facendo avrebbero in qualche modo negato la divinità del suo Figlio, come non fosse il Signore della morte, ma semplicemente un grande profeta. E le avrebbero procurato un dolore ancora più grande.

7. Sicché in quei giorni la lasciarono nel suo pianto e nel suo silenzio. La loro presenza in qualche modo la confortava perché Le erano vicini.
Nello stesso tempo la sua presenza in mezzo a loro comunicava pace.
Forse per la sua presenza in quella casa non risuonò alcun rancore verso coloro che avevano condannato a morte Gesù.
Tutti adoravano i disegni dell’Altissimo, senza poterli comprendere.

8. Allora si comprende bene perché Giovanni Paolo II nella catechesi mariana del 21 maggio 1997 abbia detto in maniera concisa e nello stesso tempo molto eloquente che “dopo la deposizione di Gesù nel sepolcro, Maria rimane sola a tener viva la fiamma della fede, preparandosi ad accogliere l’annuncio gioioso e sorprendente della resurrezione.
L’attesa vissuta il Sabato Santo costituisce uno dei momenti più alti della fede della Madre del Signore: nell’oscurità che avvolge l’universo, Ella si affida pienamente al Dio della vita e, riandando alle parole del Figlio, spera nella realizzazione piena delle divine promesse”.

9. Ti ringrazio di aver portato l’attenzione a queste ore piene di dolore e nello stesso tempo cariche di speranza vissute dalla nostra comune Madre, che anticipano e illuminano i momenti che vivono i credenti in Cristo quando piangono la morte dei loro cari.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo