Quesito

Caro Padre Angelo,
Le chiedo scusa per questa lettera un po’ lunghetta.
Dopo tanti anni trascorsi nel peccato e nell’odio, e dopo aver ascoltato le parole del Papa, ho trovato il coraggio di fare la confessione a Pasqua. Subito dopo mi sentivo felice, guarito, svuotato e ricevendo la comunione mi sembrava la prima in assoluto, per la piena consapevolezza di Chi stavo ricevendo, a differenza delle volte passate.
Ho iniziato a pregare tanto, con il Santo Rosario tutti i giorni e quando possibile digiunando. Tuttavia, per quanto detesti i miei peccati mortali e veniali ed il mio "vecchio me", a volte mi capita di ricadere nel peccato mortale, specie parlando di materia sessuale, e poi mi capita di ricordare cose che non ricordavo al momento della prima confessione. Oppure mi capita di pensare che forse avrei dovuto confessare anche dettagli di peccati confessati solo in maniera "generica". Per fare un esempio, ho confessato "genericamente" di aver sedotto persone per servilmente, ma non ho detto né quante volte, né come ho fatto, né cosa ho fatto, né in che modo me ne sono servito, né per soddisfare quali disordinati bisogni…
Mi chiedo anche se sia lecito che io continui a pregare, anche quando sono in peccato mortale. Ho paura di offendere Dio e la Madonna con le mie preghiere, dopo averli prima offesi con i peccati commessi.
Chiedo tutte queste cose perché non mi sento mai degno di ricevere la comunione, per il ricordo dei peccati già confessati, ma con questi scrupoli non so mai come comportarmi.
Riassumendo, di Dio e della sua misericordia mi fido, ma non di me stesso, perché magari non ho fatto bene le confessioni e quindi, pur essendo convinto di essere riconciliato ed in condizione di comunicarmi, potrei invece essere un peccatore incallito ed impenitente e questo mi spaventa molto, perché non intendo profanare la comunione. Come faccio a sapere se i miei peccati sono perdonati tutti? E se subito dopo essere uscito dal confessionale spunta fuori un’altro peccato che non ricordavo?
Un’ultima cosa: vengo criticato dai miei genitori perché a casa mia, luogo in cui vivo da solo, a mie spese, e dove non ricevo ospiti, a parte loro, ho messo sul comodino una Madonnina di Fatima, la Bibbia, alcune immagini sacre, libri di preghiere, catechismo e vita dei Santi. Vengo accusato da mia madre di fanatismo, di essere bigotto, del fatto che la mia camera somigli a quella di una vecchia di 90 anni. Mio padre suggeriva di sentire un esorcista. Ma a parte andare a messa e pregare, vivo la mia religiosità in modo molto riservato e discreto, evitando di importunare il prossimo con proselitismi, assolutamente determinato, come sono, a godere della libertà di culto tra le mura di casa mia o di una chiesa. Per non parlare della reazione che hanno avuto dopo aver appreso dalle mie parole che avrei fatto il cammino di Santiago de Compostela, o quando sono andato in pellegrinaggio a San Pietro… Hanno parlato di "crisi mistica"… Le assicuro che sono molto preoccupati per me, manco fossi malato di tumore!!!
La ringrazio e la saluto,
Francesco


Risposta del sacerdote

Caro Francesco,
1. quello che hai provato dopo la confessione e la Santa Comunione è un segno molto bello che il Signore ti ha dato: sei finalmente riconciliato e unito a Lui.
Quell’esperienza di pace e di leggerezza interiore veniva da Lui.

2. Il tuo avversario, però, che ti ha tenuto suo prigioniero per molto tempo, cerca di turbare la tua pace, approfittando di ricordi di peccati o di dettagli dimenticati.
In questa nuova sensazione che provi può esserci del vero.

3. Allora, senza mettere in dubbio il tuo stato di grazia, probabilmente nella prossima confessione dovrai integrare la confessione precedente.
Ad esempio: hai detto che “ho sedotto servilmente le persone”. È un’espressione molto larga e può essere intesa in mille modi.
Tu prova ad accennarne al confessore.
Non devi invece tornare sul numero dei peccati perché quando dici: “ho sedotto servilmente le persone” sottintendi che l’hai fatto diverse volte.
Né sei tenuto ad accusare dettagli che non mutano la specie del peccato.
D’altra parte va ricordato che i peccati vanno accusati, ma non descritti.

4. Pertanto: devi stare tranquillo.  Ma nella prossima confessione integrerai.
Probabilmente tornando dal confessore e dopo aver iniziato l’integrazione, questi ti dirà: “basta, è sufficiente così. Non tornare più sul passato, l’ho assolto tutto”.
A questo punto tu te ne starai in pace e non tornerai più sul passato se non per lodare e ringraziare la misericordia di Dio.

5. Mi chiedi se sia lecito che continuare a pregare, anche quando sei peccato mortale. Dici che hai paura di offendere Dio e la Madonna con le tue preghiere, dopo averli prima offesi con i peccati commessi.
Capisco il disagio che provi.
Come si può dire al Signore: “ti amo” quando lo si è appena cacciato fuori dalla propria anima?
Ma tra le varie forme di preghiera c’è anche la preghiera penitenziale. E questa, se fatta con devozione, ha già il potere di riportarti in grazia anche prima della confessione, ma non senza il suo desiderio (evidentemente nel frattempo dovrai astenerti dalla Santa Comunione).
Allora puoi recitare un Rosario in espiazione dei peccati appena commessi, oppure una o due o tre coroncine della Divina Misericordia.

6. Mi parli ancora della casa dove abiti da solo a spese tue e dove non ricevi ospiti.
Evidentemente a casa tua puoi fare quello che vuoi.
Ma per quello che hai fatto io ti dico: hai fatto bene.
Perché non siamo solo anime, ma anche corpi. E i corpi hanno bisogni di vedere, di toccare, ti avere segni che rimandano ad altre realtà, quelle alle quali tendiamo e per le quali viviamo.
È chiaro che se tu introducessi ospiti che sono digiuni delle realtà che tu hai cominciato a sperimentare non potrebbero capire e allora sarebbe necessario essere più sobri.
Ma mi dici che non ne ricevi. Gli unici sono solo i tuoi genitori. I quali però non capiscono quello che tu stai vivendo perché dal momento della conversione la tua esperienza di grazia è molto forte.

7. Vengo adesso a quello che hai messo sul comodino: anzitutto a Madonna di Fatima.
La presenza della statua della Madonna è molto importante.
Come abbiamo sentito nella recente festa dell’Assunta nella prima lettura anche davanti a noi staziona un enorme drago rosso con sette teste e dieci corna. È il demonio con tutto il suo potere. Ma il demonio non può far nulla né sulla tua persona né sulla tua abitazione a motivo della presenza di Maria.
È molto opportuno avere la presenza di Maria anche attraverso l’Immagine. Soprattutto se quest’immagine è benedetta.
Penso  ad una mistica che aveva il fenomeno della ierognosi e cioè della percezione delle realtà benedette e consacrate.
Di fronte ad un anello non benedetto non reagiva. Di fronte ad un anello benedetto si profondeva in inchini e così per l’acqua santa e per tanti altri oggetti. Sicché tutti esclamavano: “Ma che potenza la benedizione!”.
L’immagine benedetta è per te come una presneza che tiene lontano le insidie del nemico.
Inoltre vedere l’immagine della Madonna può muoverti a molti sentimenti. Talvolta sentirai anche l’esigenza di pregare mettendoti in ginocchio.

8. Lo stesso discorso vale anche per le altre immagini.
Ti danno il senso di una compagnia, di una comunione: ma non si tratta di una comunione immaginaria, perché la comunione con i santi, con gli abitanti del cielo la vivi, ti è diventata famigliare, ti è cara. È una porzione indispensabile della tua vita.

9. La presenza dei libri è anch’essa un richiamo a prenderli in mano.
La Bibbia, anzitutto, che contiene e comunica parole di vita eterna, che genera in noi in continuazione la presenza del Signore.
Penso al nostro santo Padre Domenico che quando prendeva in mano la Bibbia si segnava. Per lui leggere quelle pagine era un incontro speciale che lo riempiva di luce e di grazia.
Infine, dopo aver letto quel testo, lo baciava e lo riponeva.

10. Così anche per gli altri libri, come il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Per approfondire la conoscenza della fede o in caso di dubbio puoi andare a cogliere con precisione da quelle pagine la dottrina della  Chiesa, garantita da Gesù Cristo stesso.
È indispensabile per un credente avere Bibbia e Catechismo della Chiesa Cattolica a portata di mano.

11. Infine per le vite dei Santi mi piace ricordare quanto diceva San Francesco di Sales: “Fra il Vangelo e le vite dei santi non passa maggiore differenza di quella che scorre fra una musica scritta e una musica cantata” (s. francesco di sales, Lettera n. 235, a Mons. Andrea Fremiot, Ed. Paoline I, p. 503).
Benedetto XVI ha detto che “i Santi sono le interpretazioni vere e vive della Sacra Scrittura” (22.2.2007).
Tra la Bibbia e le vite dei Santi non c’è dunque un abisso, ma una specie di continuità. Sono un commento pratico al Vangelo.

12. Se i tuoi genitori si irritano nel vedere certe cose,  quando sai che stanno per arrivare, togli qualcosa perché si plachino, e poi quando escono rimetti tutto come prima.
Talvolta dobbiamo essere prudenti e cercare di non far mancare di carità, attraverso la mormorazione.

13. Sono contento della tua volontà di andare a Santiago di Compostela.
In quell’itinerario a piedi il Signore ti illuminerà e ti darà molte grazie.
Sarà un tempo in cui in qualche modo ti ritiri dal mondo per essere orientato solo a Lui.
I tuoi genitori parlano di crisi mistica.
Non c’è nessuna crisi, ma solo il tentativo di iniziare a vivere in maniera cristiana.
Vai avanti così tenendo lo sguardo fisso su Gesù.

Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo