Quesito

Carissimo Padre Angelo,
Le sue parole mi sono state molto utili.
Dopo lunga riflessione e preghiera sono sempre più convinto che Dio mi stia chiamando e che in particolare la Santa Madre mi voglia proprio nell’Ordine Domenicano, che preferisco perchè è quello che mi piace di più, quello che mi rispecchia di più e quello che mi chiede di più.
Sono disposto ad abbandonare tutto per Dio e vorrei tanto passare la vita a pregare, studiare la Parola di Dio e predicarla.
Mi attrae molto l’idea di poter convertire e salvare le anime.
Il Rosario sta rafforzando la mia fede e la mia richiesta di castità è stata ascoltata dalla Madonna e da San Tommaso.
A Gesù ho chiesto di accrescere il mio amore e lo sta facendo. (…)
La ringrazio per i suoi servizi, prego per lei e chiedo al Signore di benedirla.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. ho avuto occasione di rileggere diverse volte questa tua mail e adesso sono contento di poter avere un po’ di tempo per risponderti.
L’attrazione crescente per l’Ordine di san Domenico è uno dei segni più belli della tua chiamata.
Dico “chiamata” perché soprattutto in queste cose è il Signore che “suscita in noi il volere e l’operare secondo i suoi benevoli disegni” (Fil 2,13).

2. Se persevererai potrai ammirare sempre più la bellezza e la grazia di quest’Ordine donato da Maria alla sua Chiesa.
Ieri abbiamo celebrato la memoria di una beata domenicana: la beata Caterina da Racconigi (Cuneo), del XVI secolo.
Questa beata ebbe una visione dell’Ordine. Le fu mostrata una fonte a modo di pozzo profondo piena di acqua limpidissima sulla quale galleggiavano alcune foglie e pagliuzze che non impedivano di vedere molte pietre preziose nel fondo.
Questa fonte era custodita da tre splendenti giovanetti e da due donne dall’aspetto meraviglioso, una delle quale aveva in mano uno stendardo.
La fonte, come le spiegò San Pietro Martire, significava l’Ordine dei Predicatori (domenicani); la limpidezza dell’acqua la purezza della sua dottrina; le foglie e le pagliuzze i comuni difetti dei suoi religiosi. Ma questi difetti non erano però così gravi da offuscare la limpidezza della dottrina e da non permettere di intravedere i molti religiosi ferventi significati dalle pietre preziose.
I tre giovani erano gli Angeli, la donna con lo stendardo era Sant’Orsola, simbolo di un animo disposto a dare con molte altre giovani la vita per Cristo, e l’altra la Gran Madre di Dio.
È un Ordine dunque protetto dagli angeli, dai suoi numerosi Santi e soprattutto dalla Beata Vergine Maria che fin dall’inizio della nostra storia ha detto di averlo impetrato da Dio Padre.

3. Mi dici che ti attrae molto  l’idea di poter convertire e salvare le anime.
Questo, secondo don Bosco, è il segno più bello del nostro amore per Gesù Cristo.
S. Giovanni Crisostomo dice che “non vi è cosa più grata a Dio che la salute delle anime, perché Egli vuole che tutti siano salvi e giungano alla conoscenza della verità. E ancora: Non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva” (In 5 Omelia).
E Dionigi, ritenuto per tanto tempo il Dionigi presente all’areopago quando vi parlò san Paolo: “Tra tutte le cose divine, la più divina è la cooperazione con Dio alla conversione dei peccatori” (De Coelesti Hierarchia, 3).
S. Gregorio Magno, di cui l’altro ieri abbiamo celebrato la memoria: “Nessuna opera ci rende più deiformi, divini. In realtà questa è l’opera che più è costata a Nostro Signore, che ha creato il mondo con una parola, ma per la salute delle anime vi ha messo sangue, dolore, spasimo, morte tormentosa. Nessun sacrificio è così caro a Dio onnipotente quanto lo zelo delle anime” (22 Omil. in Ezech.).
S. Tommaso ne parla come di una carità o elemosina spirituale, e dice che di per se stessa è più pregevole di qualunque opera corporale a motivo del bene che viene comunicato, sebbene “in qualche caso particolare” sia da preferire quella corporale, come quando si soccorre chi sta per morire di fame (Somma teologica, II-II, 32, 3).

4. Mi scrivi poi che il Rosario sta rafforzando la tua fede”.
Sì, il Rosario è una scuola che ci mantiene quotidianamente in uno sguardo di fede, di unione con gli eventi e la preghiera di Gesù, di visione soprannaturale della realtà.
Per noi sacerdoti e anche per chi aspira al sacerdozio aiuta ad essere quello che siamo chiamati ad essere: uomini di Dio (1 Tm 6,11).

5. Aggiungi poi che la tua “richiesta di castità è stata ascoltata dalla Madonna e da San Tommaso”.
Anche qui hai capito una cosa molto importante: che la castità perfetta è un dono che viene dall’alto. Per questo già sant’Agostino aveva potuto dire che nessuno può essere casto se Dio non glielo concede.
Ora tanto la santificazione come la castità sono opera di Dio. Ma per ricevere questi doni è necessario aprire la porta. E la porta che apre alla santificazione e alla castità è la preghiera.
Continua dunque a domandare questi doni a Maria, Vergine purissima, e a San Tommaso, che è ben contento che anche tu venga gratificato della grazia che lui ha ricevuto per poter diventare quello che è diventato.
Ti raccomando che questa preghiera sia quotidiana, insistente, anche attraverso il Santo Rosario, del quale puoi offrire qualche decade proprio per questa precisa intenzione.

6. Continua a chieder al Signore la grazia di poterlo amare sempre di più. Questa era la grazia che il santo Padre Domenico gli domandava ogni giorno. E il Signore lo esaudiva. Tutti vedevano che ama il Signore, che viveva per Lui solo.
Quando chiediamo grazie di questo genere siamo sempre subito esauditi.
Talvolta il Signore risponde dandoci qualche prova da affrontare. Ma è solo nelle prove che non ci illudiamo di amare solo con parole o con sospiri.

Ti raccomando alla protezione della Beata Vergine Maria, a quella del Santo Padre Domenico e di San Tommaso.
Ti benedico.
Padre Angelo