Quesito

Gentile Padre,
Le scrivo perché qualche mese fa ho assunto la pillola del giorno dopo. Non mi era mai capitato prima e non la conoscevo… ricordavo solo che, anni prima, una mia amica l’aveva presa e, nel raccontarmi l’episodio, mi disse che si sentiva molto triste perché dalla Chiesa è considerata una pillola abortiva.
Dopo averla presa sono stata assalita dal senso di colpa… è un peccato che ho confessato già due volte, specificando, nel corso della seconda confessione, che l’avevo già confessato ma non riuscivo a sentirmi comunque in pace. Vorrei sapere, con chiarezza, qual è il giudizio divino nei miei confronti, se devo pensare che anche in questo caso Dio mi ha perdonato attraverso la confessione e cosa posso fare per espiare bene la mia colpa.
Grazie della cortese attenzione.


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. il Signore ti ha perdonato.
Sei pentita. Hai confessato due volte il tuo peccato.
Tuttavia capisco il senso di colpa che ti assale.

2. È vero che non sai se hai abortito, perché può darsi che nel tuo caso non fosse ancora avvenuta l’ovulazione.
Ma il solo pensiero che quella pillola fosse anche abortiva, nel caso che il concepimento fosse avvenuto, non ti può dar pace.
In te c’era stata di fatto una volontà abortiva, passata dall’intenzione ai fatti.

3. Sta avvenendo in te quello che succede nelle donne che hanno abortito: nonostante confessino diverse volte il loro peccato, nonostante sappiano che Dio le ha perdonate, tuttavia non riescono a perdonarsi.
Questo senso di colpa le accompagna, nel medesimo modo in cui Davide, dopo aver compiuto un grave peccato, dice: “Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto” (Sal 51, 5-6).

4. È un senso di colpa che ci aiuta a tenerci umili, a non giudicare e soprattutto a non condannare.
Ma è anche un senso di colpa che fa soffrire. Tuttavia questa sofferenza, espiatoria senza dubbio, quando è offerta al Signore, come quella di Davide, è anche meritoria.
Guarda come è buono il Signore. Perfino la tristezza per il nostro peccato ce l’addebita come merito!
La sua misericordia e la sua tenerezza ci confonde.

5. Ti assicuro la mia preghiera e il mio ricordo nella S. Messa.
Ti benedico.
Padre Angelo