Quesito
Buona sera, Padre Angelo.
In Atti 16,3 si legge: “Paolo volle che Timoteo partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere per riguardo ai Giudei che si trovavano in quelle regioni; tutti sapevano infatti che suo padre era greco”.
La mamma di Timoteo invece era ebrea.
In Galati 2,3 si legge: “Ora neppure Tito che era con me, sebbene fosse greco, fu obbligato a farsi circoncidere”.
E sempre in Galati 5,2 si legge: “Se vi fate circoncidere Cristo non vi gioverà nulla”.
L’atteggiamento di San Paolo verso la circoncisione sembra contraddittorio.
Secondo la tavola cronologica della Bibbia di Gerusalemme Paolo avrebbe incontrato Timoteo a Listra nel 49.
Inoltre sempre tale Bibbia ipotizza che:
a) 2 Corinzi sia stata scritta alla fine del 57 e in essa in 2,13 si trova menzionato Tito per la prima volta;
b) la lettera ai Galati sia stata scritta nell’inverno 57/58.
Come si possono spiegare i due comportamenti opposti di San Paolo verso la pratica ebraica della circoncisione?
Cordialmente.
Alessandro
Risposta del sacerdote
Caro Alessandro,
1. ti riporto quanto scrive Marco Sales nel suo Commentario agli Atti degli Apostoli: “Questa azione di Paolo potrebbe a primo aspetto sembrare contraria al decreto di Gerusalemme, ma in realtà non è così. Nel concilio si era ben determinato che i gentili (pagani) non erano tenuti all’osservanza della legge di Mosè ma non si era proibito agli ebrei di osservarla; poiché si potevano dare circostanze nelle quali in quei primi tempi fosse conveniente sottomettersi alle prescrizioni mosaica. Perciò San Paolo quando i giudeo cristiani volevano che circoncidesse Tito nato gentile (pagano), vi si rifiutò assolutamente (Gal 2,3.5), perché l’accondiscendere alle loro pretese avrebbe potuto essere interpretato sinistramente e far credere che senza circoncisione non si può essere perfetti cristiani.
Invece egli stesso circoncise Timoteo, il quale, perché era nato da madre ebrea, veniva considerato come ebreo: non lo circoncise però per accondiscendere ai desideri o alle pressioni dei giudeo cristiani, ma per facilitare la conversione degli altri giudei, i quali se avessero saputo che Timoteo non era circonciso, l’avrebbero fin da principio riguardato come un apostata, e non avrebbero ascoltato la sua parola.
Per amore dei giudei fu quindi indotto Paolo a circoncidere Timoteo non perché credesse tale rito necessario alla salute (salvezza), ma unicamente perché lo giudicò conveniente alla predicazione del Vangelo tra i suoi connazionali di Listri e dei dintorni”.
2. La Bibbia di Gerusalemme in termini molto concisi commenta: “Paolo si opponeva alla circoncisione dei cristiani provenienti dal paganesimo.
Timoteo però era figlio di madre giudea e perciò, secondo il diritto giudaico, era israelita”.
3. Molto bello a questo proposito il commento di San Giovanni Crisostomo: “La sapienza di Paolo è stupefacente. Egli, che ha affrontato così tante battaglie contro la circoncisione, che ha mosso ogni cosa a causa di essa e non ha mai smesso fino a che non avesse raggiunto il suo obiettivo, una volta che la posizione era stata confermata, circoncise il suo discepolo. Non solo non lo impediva agli altri, ma egli stesso lo fece. Nulla poteva essere più saggio. Così in ogni cosa guardò ciò che era utile. Non agì senza motivo né secondo le proprie preferenze. Dice il testo: “Volle che Timoteo partisse con lui”. È sorprendente che lo portasse con sé. Dice: “Per riguardo ai giudei che si trovavano in quelle regioni”.
Questa è la ragione per la circoncisione. Non avrebbero gradito ascoltare la parola da uno non circonciso.
Quale fu il risultato? Osserva il suo successo. Circoncise per annullare la circoncisione. Così predicò le decisioni degli Apostoli” (Omelie sugli Atti degli Apostoli 34).
Ti auguro ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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