Quesito

Gentile Padre Angelo,
leggo a volte le sue risposte che trovo molto precise ed esaurienti, grazie.
Se permette anch’io avrei alcuni quesiti da sottoporle:
partendo dai generi letterari e sapendo che il racconto della creazione è un inno di lode a Dio per la bellezza e perfezione del creato, come potrei spiegare ciò ai miei ragazzi adolescenti, dopo anni di catechismo in cui gli è stato insegnato che la Bibbia è “Parola di Dio”, quindi tutto quello che riporta è vero?
C’è un’affermazione di S. Paolo che mi lascia perplessa: “completo nella mia carne ciò che manca alle sofferenze di Cristo”… cosa manca se il Sacrificio di Gesù è perfetto ed è gradito a Dio?
Nel Vangelo di Marco 9,31 Gesù dice: “Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini che lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni risusciterà”. Fino a che punto queste parole possono essere considerate “ipsissima verba” (spero si scriva così) di Gesù, o, di contro, una rilettura delle Sue parole dopo la sua morte e risurrezione?
I Salmi sono stati compositi nel periodo di re Davide e a lui attribuiti, anche questi possono essere considerati “parola di Dio”?
Grazie, Betty


Risposta del sacerdote

Carissima Betty,
1. se tieni presente i generi letterari, ti trovi a tuo agio nel dire ai ragazzi che tutto quello che scrive la Bibbia è Parola di Dio, e pertanto è verità.
È verità espressa in termini umani e accessibili a gente abbastanza primitiva. Al di là delle immagini e delle forme del linguaggio vi ritroviamo le verità fondamentali sulla genesi del mondo e sulla persona umana.
Se Dio avesse parlato i termini scientifici, come avrebbe potuto capire a gente di quei tempi?

2. Circa le parole di san Paolo: “completo nella mia carne ciò che manca alle sofferenze di Cristo” (Col 1,24), va detto con chiarezza che la passione di Cristo è stata piena e perfetta.
Il merito di Gesù è infinito.
L’espiazione che ha compiuto è stata non solo abbondante, ma sovrabbondante.
Che non manchi nulla al sacrifico di Cristo emerge anche dalle sue stesse parole: “Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare” (Gv 17,4) e “Tutto è compiuto” (Gv 19, 30).

3. Quando S. Paolo scrive “completo nella mia carne ciò che manca alle sofferenze di Cristo” non vuole affatto dire che la passione di Cristo sia stata imperfetta e incompleta, e che ad essa i meriti e i patimenti dei santi possano aggiungere qualche cosa.
Ma poiché Gesù Cristo e la Chiesa costituiscono un solo corpo mistico, di cui Gesù è il capo e i singoli fedeli le membra, San Paolo fa capire che manca ancora a Gesù Cristo di soffrire non già nel suo corpo fisico e reale, ma nelle sue membra mistiche. Dio infatti ha stabilito che i fedeli debbano assimilarsi al loro capo Gesù Cristo, crocifisso e immolato per la vita del mondo.
Non saremmo cristiani, se non di nome, se non fossimo conformati a Lui, vivendo e offrendo come Lui, con Lui e in Lui.

4. Sicché la passione di Cristo, come disse Pascal, dura fino alla fine del mondo. Essa è prolungata nella carne dei suoi.
Che i patimenti dei suoi fedeli siano i suoi stessi patimenti, lo ha ricordato Lui stesso apparendo a San Paolo sulla strada di Damasco.
Alla domanda di Paolo: “Chi sei, o Signore?”, Gesù replica: «Io sono Gesù, che tu perseguiti!” (At 9,5).

5. Anche in Ap 7,12-14 si afferma che il sangue dei martiri è una sola cosa col sangue di Cristo. Quando uno dei vegliardi chiede a Giovanni: «Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?», questi dice: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello”.

6. Circa Marco 9,31: “ma una volta ucciso, dopo tre giorni risusciterà” non abbiamo nessun motivo per ritenere che non siano state dette dal Signore.
Cristo non aveva forse lo spirito di profezia in maniera perfettissima?
Solo chi nega la divinità di Cristo, come hanno fatto i razionalisti protestanti, ritiene impossibile la profezia e nega – ma senza alcun fondamento – che quelle parole siano state dette da Gesù.
Si tratta solo di un preconcetto che allinea i razionalisti con il sentire dei sommi sacerdoti e dei capi del popolo che condannarono a morte Gesù.

7. Non tutti i Salmi sono stati composti da Davide. Alcuni gli sono posteriori.
La Bibbia stessa, dopo aver riportato il numero del salmo, dice anche chi l’ha composto.
In ogni caso, come tutti gli altri scritti dell’Antico e del Nuovo Testamento, sono parola di Dio.

Ti ringrazio dei quesiti, ti ricordo al Signore ti benedico.
Padre Angelo