Quesito

Gentilissimo padre,
mi rivolgo ancora a lei (il mio padre spirituale online) per avere alcuni chiarimenti.
Fin da piccolo mi hanno insegnato di vedere nel confessore Gesù misericordioso.
Ora sono in totale confusione, sempre più incontro confessori che hanno fretta e che non elargiscono la sana penitenza o che non fanno dire l’Atto di dolore.
Inoltre in vari libretti l’esame di coscienza o è condensato o molto esteso per cui incontri peccati che magari non hai mai confessato.
In questa confusione molte volte io ho delle remore nel confessarmi con determinati sacerdoti, però memore degli insegnamenti avuti (vedere in loro Gesù) mi confesso lo stesso anche se mi succede che mentalmente stigmatizzo i loro consigli. Queste confessioni sono valide?
Inoltre alcuni sacerdoti mi dicono che la confessione non è un elenco di peccati. Bisogna accostarsi al sacramento senza paura e con le giuste intenzioni ed anche se si dimenticano peccati (a meno che non siano gravissimi) si può fare benissimo la Comunione senza il bisogno di ricordali per la prossima confessioni perché gli stessi sono stati già perdonati. A tal proposito molte volte se ricordo qualcosa prima di fare la Comunione e vado a dirlo al sacerdote, ricevo mortificanti rimproveri.
Qual è la giusta via da seguire? Mi può indicare un giusto esame di coscienza?
Un’ultima cosa: vedo la TV e mi piace leggere qualsiasi libro.
Purtroppo sia nei libri che in TV s’incontrano descrizione erotiche o immagini che rifiuto ma che mentalmente a volte suscitano attimi di compiacenza o concupiscenza che cerco subito di eliminare.
In tali situazioni, se mi sono confessato da pochi giorni, faccio lo stesso la Comunione nei giorni successivi chiedendo perdono con un Atto di dolore. Cosa ne pensa?
La ringrazio per la Sua disponibilità e come sempre attendo una risposta via e-mail Mi affido alle sue preghiere
Armando


Risposta del sacerdote

Caro Armando,
1. ti ringrazio per la fiducia che mi accordi.

2. Quello che dici (alcuni sacerdoti hanno fretta e non sempre danno la penitenza o fanno recitare l’atto di dolore) purtroppo corrisponde a verità.
Il fatto è che difficile, se non addirittura, impossibile riprendere un confessore perché non può spiegarsi rivelando quello che fa o dice nel confessionale.
Non rimane altro che pregare perché il Signore ci dia sacerdoti e confessori secondo il Suo Cuore.
Questo, tra l’altro, è l’anno sacerdotale. Il Signore ci chiama a pregare per i sacerdoti.

3. Corrisponde a verità che alcuni esami di coscienza sono troppo succinti e latri troppo prolissi.
Ma il miglior sussidio per fare un buon esame di coscienza rimane sempre il decalogo.

4. Se ti capita di pensar male del sacerdote che ti confessa per il modo in cui ti tratta, compirai magari un peccato (veniale), ma la confessione è valida.

5. I peccati gravi che non si sono confessati per mancanza di memoria, vanno confessati, senza farsi angosce d’animo.
È sufficiente attendere la successiva confessione. Nel frattempo si può fare la Santa Comunione. Il motivo è che c’era la volontà di accusarli, ma in quel momento la memoria non ci ha sorretto.

6. L’accusa dei peccati non è l’elemento più importante della celebrazione del sacramento della Penitenza.
Il momento più importante è il pentimento. E questo bisogna prepararlo bene.
Ma l’accusa di peccati gravi è di diritto divino. E nessuno ci può dispensare dal dovere di accusarli se le circostanze lo permettono.

7. Circa i pensieri e le emozioni impure che provi nel prendere visione di certi libri o programmi, dal momento che non li cerchi e ad essi non dai il consenso, anzi li rifiuti, potrei dire che si tratta di peccati veniali. Per cui puoi fare la Santa Comunione.

Ti ringrazio ancora per la fiducia, ti prometto un ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo