Domande sulla prescienza divina e sulla capacità di sorprendersi o amareggiarsi

////Domande sulla prescienza divina e sulla capacità di sorprendersi o amareggiarsi

Domande sulla prescienza divina e sulla capacità di sorprendersi o amareggiarsi

Quesito

Caro Padre Angelo,
prima di tutto vorrei complimentarmi con lei e ringraziarla per questa opportunità che ci concede.
Mi chiamo Marco e il quesito che le pongo è il seguente:
Riguardo al libero arbitrio, se Dio è onnisciente (sa perciò tutto di noi, quel che abbiamo fatto e quel che faremo), siamo dei predestinati? Se Dio sa già chi si salverà, chi si convertirà, come ci comporteremo in determinate situazioni, perchè far continuare il mondo? Dio conosce tutto e noi non potremo mai stupirlo o amareggiarlo perchè sa ciò che faremo.
Lo so che è un discorso un po’ contorto e magari non importante per il nostro cammino di fede, ma parlando tra amici è venuto fuori e siamo rimasti perplessi.
Grazie ancora e Buona Santa Pasqua!
Marco


Risposta del sacerdote

Caro Marco,
mi perdonerai se ho tardato a risponderti. Gli impegni pasquali mi hanno trattenuto in confessionale e nella celebrazione delle funzioni.
La tua domanda mi era già stata presentata in altri termini da Andrea e la risposta era stata pubblicata sul sito.
Ecco la domanda e la risposta data:
Oggetto: prescienza divina e libertà umana

Saluti e pace a tutti quelli che mi leggeranno e soprattutto a Lei, Padre.
Le scrivo poiché dialogando con una persona in un’altro forum mi sono trovato senza parole o con le idee un pò confuse. Questa persona mi ha posto il problema del rapporto dell’Onniscienza di Dio con la libertà umana. In poche parole mi ha chiesto “Se Dio sa già tutto sa anche quelli che sono “destinati” al Paradiso e quelli “destinati” all’Inferno. Quindi io non posso scegliere con le mie azioni e quindi non sono dotato di libero arbitrio. Se invece grazie al libero arbitrio in ogni momento posso scegliere tra la vita e la morte, tra la grazia e il peccato Dio non è più Onnisciente poichè non conosce la decisione della mia libera scelta”. Immagino che per un problema del genere si sia discusso molto in passato e, grazie al suo aiuto, vorrei sapere come la chiesa cattolica ha risposto a questo problema.
Grazie per la sua preziosa collaborazione e gentile disponibilità
Andrea

Carissimo Andrea,
è vero, il problema da te posto è stato discusso da molti in passato.
La risposta tuttavia è semplice.

1. Prescienza non significa predeterminazione. Se io, ad esempio, avessi la capacità di leggere il tuo futuro, non per questo ti privo della libertà.
Talvolta, senza avere doni particolari possiamo prevedere che, poste determinate premesse, ne seguiranno determinati effetti. Non si tratta di aver potere sulla libertà dell’altro. È semplice previsione, in base alla nostra esperienza.

2. Nel caso di Dio, però bisogna dire che la sua prescienza è perfettissima. Egli sa già cosa deliberanno le varie libertà. “Dio è più grande del nostro cuore e sa tutto” (1 Gv 3,20).
È vero che alcuni nella storia negarono a Dio la possibilità di conoscere gli eventi legati alla libertà dell’uomo e che altri al contrario, ammettendo la prescienza divina, sono giunti a negare la libertà dell’uomo.
Gli autori cattolici invece insegnano che Dio conosce in precedenza le nostre azioni libere perché avverranno nel futuro, ma esse non avvengono perché egli le ha conosciute in precedenza.
S. Agostino fa il seguente ragionamento; come la nostra memoria non impone una necessità agli avvenimenti del passato, così la prescienza divina non l’impone a quelli del futuro.
Dio non conosce solo il futuro legato alla libertà dell’uomo, vale a dire gli eventi possibili, ma conosce anche quelli che si sarebbero avverati se gli uomini avessero preso decisioni diverse (i teologi chiamano “futuribili” questi eventi). Nell’Antico testamento ne troviamo un saggio nella morte prematura di alcune persone, che Dio permette prima che il male corrompa il loro cuore: “Divenuto caro a Dio, fu amato da lui e poiché viveva fra peccatori, fu trasferito. Fu rapito, perché la malizia non ne mutasse i sentimenti o l’inganno non ne traviasse l’animo” (Sap 4,10-11).
Nel Nuovo Testamento Gesù dice che Tiro e Sidone si sarebbero convertite per i suoi miracoli se Egli avesse esercitato il suo ministero in quelle città (Mt 11,21-22).
Così, Andrea, per la dottrina cattolica vanno assicurate sia la prescienza divina sia la libertà umana.

Ti saluto, ti auguro ogni bene e ti benedico.
Padre Angelo

Successivamente mi è stato riproposto dal medesimo Andrea lo stesso problema. Ecco il carteggio:

Caro Padre Bellon,
le scrivo per sottoporle una domanda che hanno posto su un’altro forum. Non sapendo come rispondere mi rivolgo a Lei perchè possa spiegare questo apparente paradosso.
“SE DIO è ONNISCIENTE CONOSCE IN ANTICIPO IL RISULTATO DELLE SUE AZIONI; QUINDI HA CREATO VOLUTAMENTE IL MALE, PERCHè CREANDO LUCIFERO SAPEVA GIà CHE QUESTO SI SAREBBE RIBELLATO E SAREBBE DIVENTATO SATANA.
PER LO STESSO RAGIONAMENTO, PERCHè DIO CREA UOMINI CHE SA GIà ESSERE CONDANNATI ALL’INFERNO, DATO CHE NE CONOSCE IN ANTICIPO LE FUTURE SCELTE E I PECCATI CHE COMMETTERANNO? DOVE STA IL SUO “INFINITO AMORE”? ”
RingraziandoLa anticipatamente, non solo per l’attenzione che vorrà dare a questa richiesta, ma anche per tutte le risposte che ha già dato, la saluto chiedendoLe anche di ricordarmi spesso nelle sue preghiere perchè la vita di Cristo in me sia sempre più abbondante.
Se ritiene che possa essere utile pubblicarla ha il mio consenso.
Andrea

Caro Andrea,
chi ha inventato l’automobile sapeva in anticipo che qualcuno l’avrebbe usata malamente, che avrebbe fatto morire tante persone innocenti, ecc. ecc.
L’inventore dell’automobile può essere ritenuto responsabile di tutti gli incidenti? Evidentemente no.
Applica la stessa cosa anche a Dio.
Ancora: tu certamente sei contento di esistere, e molti altri come te ne sono così contenti che addirittura desiderano comunicare la vita ad altri esseri, perché anch’essi abbiano la possibilità di esistere. Ebbene, Dio ti non doveva creare perché qualcuno avrebbe usato male dell’esistenza?
Dio non doveva creare gli angeli e non doveva volere che questi fossero eternamente felici perché alcuni, solo per loro colpa, lo avrebbero rifiutato e avrebbero preferito essere demoni?
Dio non avrebbe dovuto creare te, non avrebbe dovuto volere che tu fossi eternamente felice e che regnassi con lui sempre, godendo di una felicità che occhio umano ha mai visto né udito e che non è possibile dire con parole umane perché qualcuno, al posto del paradiso avrebbe scelto l’inferno?

Dici ancora: “SE DIO è ONNISCIENTE CONOSCE IN ANTICIPO IL RISULTATO DELLE SUE AZIONI; QUINDI HA CREATO VOLUTAMENTE IL MALE, PERCHÈ CREANDO LUCIFERO SAPEVA GIÀ CHE QUESTO SI SAREBBE RIBELLATO E SAREBBE DIVENTATO SATANA”.
Ti chiedo: quale male Dio ha volutamente creato?
Il male è privazione di un bene dovuto.
Ebbene: la natura angelica è un male? La libertà degli angeli è un male? Le persone umane sono un male? La libertà dell’uomo è un male solo perché se ne può usare male?
Infine: “DOVE STA IL SUO “INFINITO AMORE?
Ti chiedo di guardare Gesù crocifisso. Cerca di immedesimarti nei suoi sentimenti: come ti ha amato e come ti ama, come ti sta appresso in ogni istante perché tu abbia tutto quello che hai e insieme tutti i beni del Paradiso. Lui fa di tutto per darti ad ogni istante tutto questo. E poi dici: DOVE STA IL SUO “INFINITO AMORE?”.

Ti ringrazio per l’apprezzamento del nostro umile lavoro nel sito amicidomenicani.
Ti assicuro molto volentieri la mia preghiera perché tu possa essere nel pieno senso della parola un AUTENTICO TESTIMONE DEL SUO INFINITO AMORE PER OGNI UOMO.
Mi verrebbe da aggiungere: Dio non doveva crearti per un’impresa così grande e così bella che renderà eternamente felici te e, con te, molti altri?
Ti benedico.
Padre Angelo.

Caro Marco, mi chiedi in particolare: Dio conosce tutto e noi non potremo mai stupirlo o amareggiarlo perchè sa ciò che faremo.
Bisogna riconoscere che il nostro modo di ragionare nei confronti di Dio è sempre antropomorfico: vale a dire che applichiamo, senza saperlo, le nostre categorie spazio-temporali a Dio.
Ma Dio è nell’eternità e vede tutto dal punto di vista dell’eternità.
A questo punto ci pare di dover togliere lo stupore o l’amarezza in Dio.
Ma il Signore nel Vangelo di Matteo, a proposito del giudizio particolare, applica il linguaggio antropomorfico a Dio: “Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone” (Mt 25,21).
Ugualmente manifesta amarezza nei confronti di chi non ha trafficato il talento: “Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo…” (Mt 25,26).
Analogamente a proposito del giudizio universale Gesù dice che “il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo” (MT 25,34). Indubbiamente questa espressione manifesta letizia e compiacenza.
Così il re manifesterà amarezza e indignazione nei confronti di coloro che non lo hanno accolto: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere…” (Mt 25,41-42).
Non dobbiamo mai dimenticare, caro Marco, che i sentimenti li ha creati Dio e che in lui sono presenti in maniera somma, come nell’archetipo, sebbene noi non riusciamo a comprendere come.
Per questo, quando trasferiamo le nostre categorie in Dio, dobbiamo essere sempre cauti e soprattutto dobbiamo essere persuasi – come diceva San Tommaso- che di Lui sappiamo più quello che non è che quello che è.
Ti ringrazio della fiducia in noi riposta e della stima per il nostro sito.
Ti saluto, e benedico te e i tuoi amici.
Padre Angelo.