Quesito

Caro padre Angelo,
Volevo porle alcuni quesiti sui sacramenti:
1. Lei ha recentemente scritto sul vostro sito che una persona può riottenere la grazia anche dopo un atto di contrizione perfetta. Ma se dopo un peccato ci si pente ma si desidera non confessarsi prima di avere terrenamente sistemato la situazione e di essersi messo in una situazione in cui è più facile non peccare al fine di non profanare il sacramento, si è in quella situazione? In caso di morte, quale sarebbe il destino dell’anima?
2. Col battesimo, si cancellano solo le colpe o anche le pene temporali loro connesse?
3. Gli ordini minori (lettorato e accolitato), hanno una propria cerimonia di ordinazione? Questa è considerata un sacramento? Quali sono le caratteristiche di questi ordini minori, anche come promesse compiute?
Grazie mille, sperando nella sua risposta come sempre esauriente,
Buona giornata,
Marino


Risposta del sacerdote

Caro Marino,
1. per compiere un atto di dolore perfetto è richiesto, almeno implicitamente, il proposito della confessione.
Non viene detto che ci si debba confessare al più presto, ma che si sia il proposito della confessione.
Nel caso da te presentato il proposito della confessione c’è, anche se prima si desidera sistemare una determinata faccenda proprio per evitare di commettere altri peccati.
Mi pare che nulla venga tolto al dolore perfetto, il quale detesta il peccato compiuto in quanto è stato causa della morte del Signore e ci si propone di non compierlo più.

2. Il Battesimo cancella tutto: colpa e pena, purché vi sia un minimo pentimento dei propri peccati.
Infatti se uno viene battezzato e permane nella volontà di peccare, per quanto il battesimo sia valido perché imprime il carattere, non gli conferisce la grazia: “Quindi nemmeno il sacramento del battesimo può conferire la salvezza, quando perdura la volontà di peccare” (San Tommaso, Somma teologica, III, 68, 4, ad 3).
Ho detto: “purché vi sia un minimo pentimento dei propri peccati”.

3. Che non rimangano pene da scontare è evidenziato dal fatto che la Chiesa non impone alcuna penitenza a chi riceve il Battesimo, per quanto grandi siano stati i suoi peccati.

4. Ecco che cosa dice San Tommaso in proposito: “A commento di quelle parole di S. Paolo "i doni e la vocazione di Dio sono senza pentimento" (Rm 11,29), S. Ambrogio scrive: "La grazia di Dio nel battesimo condona tutto gratuitamente" (San Tommaso, Somma teologica, III, 69, 2, sed contra).
E poi, in un testo veramente sublime, afferma: “Mediante il battesimo si è incorporati alla passione e alla morte di Cristo, secondo le parole di S. Paolo: "Se siamo morti con Cristo, abbiamo fede che anche vivremo con lui" (Rm 6,8).
Da questo risulta che a ciascun battezzato viene comunicata la passione di Cristo, come se egli stesso avesse sofferto e fosse morto.
Ora, la passione di Cristo è una soddisfazione piena per tutti i peccati di tutti gli uomini.
Quindi chi si battezza viene liberato dal debito della pena che gli spetta per i suoi peccati, come se lui stesso avesse pienamente soddisfatto per tutti i suoi peccati” (San Tommaso, Somma teologica, 69,2).

5. A proposito di lettorato ed accolitato non si parla più di ordini minori, ma di ministeri.
Questi ministeri erano presenti già nella Chiesa antica. Si trattava di uffici di carattere liturgico e caritativo a seconda delle varie circostanze.
Il conferimento di tali uffici spesso avveniva mediante un particolare rito col quale il fedele, ottenuta la benedizione di Dio, era costituito in una speciale classe o grado per adempiere una determinata funzione ecclesiastica.
Alcuni di questi uffici, più strettamente collegati con l’azione liturgica, a poco a poco furono considerati come istituzioni previe per ricevere gli Ordini Sacri, di modo che l’Ostiariato, il Lettorato, l’Esorcistato e l’Accolitato, nella Chiesa Latina, furono denominati ordini minori in rapporto al Suddiaconato, al Diaconato ed al Presbiterato, i quali furono chiamati ordini maggiori.

6. Con il motu proprio Ministeria quaedam del 15 agosto 1972 Paolo VI aboliva gli ordini di istituzione ecclesiastica, e stabiliva che alcuni uffici, detti ordini di origine ecclesiastica, fossero chiamati ministeri (non ordini) e il loro conferimento non venisse detto ordinazione, ma istituzione.

7. I ministeri universalmente istituzionalizzati della Chiesa latina sono due: Lettorato e Accolitato.
I compiti che un tempo erano del suddiacono (ordine maggiore) oggi sono passati al lettore ed accolito.
Al lettore spetta nella Messa e nelle altre azioni sacre proclamare le letture della Sacra Scrittura, ma non il Vangelo.
Quando non sono disponibili né il diacono né il cantore, può enunciare le intenzioni della Preghiera Universale dei Fedeli; dirigere il canto e guidare la partecipazione del popolo; istruire i fedeli a ricevere degnamente i Sacramenti.
Egli può anche – se è necessario – curare la preparazione degli altri fedeli, i quali per incarico temporaneo, sono chiamati a leggere la Sacra Scrittura nelle azioni liturgiche.
L’accolito (termine che deriva dal greco e significa compagno, ministro) anticamente aveva il compito di accompagnare il vescovo ed essergli vicino per eseguire i suoi ordini.
“L’Accolito è istituito per aiutare il Diacono e per fare da ministro al Sacerdote. È dunque suo compito curare il servizio dell’altare, aiutare il Diacono e il Sacerdote nelle azioni liturgiche, specialmente nella celebrazione della S. Messa; inoltre, distribuire, come ministro straordinario, la S. Comunione tutte le volte che i ministri (sacerdote e diacono), non vi sono o non possono farlo per malattia, per l’età avanzata o perché impediti da altro ministero pastorale, oppure tutte le volte che il numero dei fedeli, i quali si accostano alla Sacra Mensa, è tanto elevato che la celebrazione della S. Messa si protrarrebbe troppo a lungo.
Nelle medesime circostanze straordinarie potrà essere incaricato di esporre pubblicamente all’adorazione dei fedeli il Sacramento della S. Eucaristia e poi di riporlo; ma non di benedire il popolo.
Potrà anche – in quanto sia necessario – curare l’istruzione degli altri fedeli, i quali per incarico temporaneo, aiutano il Diacono e il Sacerdote nelle azioni liturgiche portando il messale, la croce, i ceri ecc., o compiendo altri simili uffici” (Ministeria quaedam, n. VI).

Ricambio di cuore l’augurio di buona giornata, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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