Quesito

Caro Padre Angelo,
sono uno studente di medicina, da poco con la mia professoressa abbiamo trattato la pillola del giorno dopo. Secondo la mia professoressa questo farmaco si può ritenere potenzialmente abortivo, e così la pensano altri studiosi con assoluta certezza. Il mio dubbio è sorto quando mi sono accorto che esistono altrettanti studiosi che affermano con assoluta certezza il contrario cioè che la pillola del giorno dopo è solo contraccettiva come afferma pure l’OMS. Siccome credo che questo non sia un argomento di fede, ma di scienza mi chiedo perché ci siano pareri discordanti. C’è chi afferma che questo farmaco non ha alcuna azione sull’endometrio e che quindi non influenza l’annidamento della cellula uovo fecondata , e chi invece afferma l’esatto contrario. Capire chi ha ragione su questo punto è cruciale, al di la di tutti quei ragionamenti pseudo filosofici e speculativi che si possono fare riguardo l’esatto momento in cui un embrione si possa definire essere umano. Forse che qualcuno sbaglia? Forse che, ancora non si conoscono con certezza gli affetti di questa pillola? Ma allora perché si affermano con certezza cose opposte?  
Grazie in anticipo


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. tutto dipende da quando si data l’inizio della gravidanza.
Se viene computata dal momento dell’annidamento, allora per l’assunzione della pillola del giorno dopo non si tratterebbe di aborto, ma di contraccezione.
Datare l’inizio della gravidanza con l’annidamento persegue un obiettivo ben preciso: tutto quello che viene fatto su quell’essere umano vivente non sarebbe fatto ad una persona, ma ad un pre embrione, come lo chiamano.
In tal modo si tiene aperta la porta a tante pratiche che offendono gravemente la persona umana: la sperimentazione sui pre embrioni, la clonazione almeno per finalità terapeutica, la fecondazione in provetta con le diagnosi pre impianto e la successiva distruzione degli embrioni, la crioconservazione degli embrioni, ecc…
Con tale approccio la pillola del giorno dopo non sarebbe abortiva perché è precedente all’annidamento.
Ma non è antecedente al concepimento qualora questo fosse già avvenuto.

2. Se invece la gravidanza la si computa dal momento del concepimento allora tutto cambia e la pillola del giorno dopo – se il concepimento è avvenuto – è abortiva perché impedisce l’annidamento o distrugge l’embrione stesso.

3. A questo punto è necessario guardare che cosa riconosce la scienza.
Il concepimento risulta dalla fusione del gamete maschile con quello femminile.
Il nuovo essere, che è della specie umana, ha un DNA assolutamente unico e irripetibile. Mai ce ne è stato uno come quello e mai ce ne sarà un altro.
Ha dunque una sua individualità.

4. E ha anche una sua relativa autonomia.
Infatti dal momento della penetrazione dello spermatozoo nell’ovulo la pellicola che lo avvolge si ispessisce e diventa impenetrabile ad altri spermatozoi e ad eventuali interferenze materne.
Nei primi giorni, sfruttando il citoplasma dell’ovulo, si sviluppa da solo e non riceve nutrimento da nessuno.
Entro 38 ore dalla fecondazione, lo zigote si suddivide in due cellule, dette anche blastomeri, e ognuna di queste si suddivide ogni dodici ore fino a formare alla fine del terzo giorno un insieme di sedici o più cellule, denominato morula perché assomiglia ad una mora.
Al quarto giorno l’embrione ha raggiunto la cavità uterina nella quale fluttua liberamente ancora per tre o quattro giorni continuando a moltiplicarsi: allo stadio di 32/64 cellule prende il nome di blastula o blastocisti, composta da una cavità piena di liquido circondata da uno strato di cellule che formeranno la placenta e da un aggregato di cellule alla sua periferia, dalle quali si svilupperà il feto.
Intorno al sesto giorno di vita comincia il processo dell’annidamento della blastocisti nell’endometrio (parete interna dell’utero). Questo processo termina al 14° giorno dalla fecondazione.
Come si vede, il concepito, fin dallo stadio monocellulare, ha in sé tutto ciò che è necessario per la sua vita e il suo sviluppo embrionale.
In questo processo egli si mantiene perfettamente “autonomo”, e cioè non viene modificato da un eventuale scambio successivo di materiale genetico proveniente dalla madre.

5. In termini prettamente scientifici scrive A. Bompiani: “L’embriologia dà la sicura dimostrazione che quel primo aggregato cellulare che darà luogo all’embrione è, dal momento della sua prima formazione, meccanicamente isolato dall’organismo materno. Il dispositivo di isolamento è già predisposto prima ancora della fecondazione.
Dal momento dell’ovisgravio, una duplice membrana (l’ovolemma e la pellucida) avvolge l’uovo, la seconda risultando molto più spessa e impenetrabile, tanto da dover essere attraversata dallo spermatozoo a viva forza (mediante meccanismi enzimatici e vibratori).
Una particolare protezione proteinosa degli strati più esterni del citoplasma ovulare, appena avvenuta la penetrazione dello spermatozoo, rinforza l’ovolemma, rendendola impenetrabile da parte di altri spermatozoi. Un solo di essi, dunque, partecipa ordinariamente all’anfimissi e il meccanismo appare ottimale ai fini della ricostruzione esatta del numero diploide dei cromosomi, evitando cioè fenomeni di poliploidia.
Di norma il guscio protettivo dell’uovo isola quest’ultimo durante le prime fasi di segmentazione (dalla fase di due blastomeri a quella della blastocisti) sino al momento in cui la blastocisti arriva alla cavità uterina per l’impianto. La segmentazione può svolgersi dunque non disturbata e senza alcun contatto con cellule materne, sino a che non è formata, nell’ambito dell’embrione, la prima e fondamentale distinzione fra il “nucleo cellulare interno”, o abbozzo embrionale, e il mantello cellulare periferico o “trofoblasto.
Sino a questo punto l’embrione (morula-blastocisti) non è stato “riconosciuto” dall’organismo materno quale corpo estraneo e immunologicamente diverso, proprio perché isolato dalla membrana mucopolisaccaradica. Ma ora che il mantello cellulare esterno della blastocisti è pronto e l’embrione è sufficientemente isolato rispetto a quest’ultimo, il guscio non è più necessario: deve sciogliersi, anzi, per consentire l’impianto dell’uovo.
Da questo momento in poi l’isolamento cellulare dell’embrione dai tessuti materni sarà assicurato “dinamicamente” dalla presenza di un tessuto vivente appartenente all’uovo stesso, e fortemente attivo sul piano metabolico, che è appunto il trofoblasto” (a. bompiani, Statuto ontologico e statuto giuridico dell’embrione umano nella riflessione contemporanea in Italia, in Bioetica a cura di c. romano-g. grassani, p. 319).

6. Nessun dubbio dunque sull’inizio del concepimento e sull’identità di quell’essere umano prima del suo annidamento nel grembo materno.
Tornando alla tua domanda la risposta è la seguente:
se non è ancora avvenuto il concepimento la pillola del giorno dopo funge da contraccettivo.
Se invece il concepimento è già avvenuto funge da abortivo.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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