Quesito

Gentilissimo Padre,
ho 38 anni e fin da quando ero bambina ho sempre manifestato un intenso amore per Gesù e Maria SS. Tale amore si è intensificato all’età di 17 anni, quando ho conosciuto un sacerdote, figlio spirituale di Padre Pio, il quale è diventato il mio padre spirituale e mi ha condotto per le vie di Dio con grande cura e affetto.
In seguito, cambiando residenza per gli studi universitari, mi sono pian piano costruita una vita in un’altra città e, pur mantenendo una certa vita spirituale (Messe, preghiera e confessioni regolari), ho via via diradato i rapporti con il mio padre spirituale, fino ad interromperli del tutto. Dai 23 anni il mio rapporto con Dio ha subito degli alti e dei bassi, diciamo così, e la mia vita spirituale  è andata spegnendosi, anche per una sorta di rabbia e ribellione nei confronti delle regole della Chiesa nei confronti della morale sessuale, che mi parevano assurde e antiquate. Il tutto coincideva con una vita amorosa abbastanza ordinata, ma che comportava anche rapporti sessuali.
Per farla breve, ho abbandonato la Chiesa, e le pratiche religiose che prima erano la mia gioia e la mia forza. Credo che senza l’aiuto di Dio non avrei mai superato momenti bui molto intensi. 
Da circa dieci anni, convivo con il mio attuale compagno, ateo, anche se onesto, generoso e di ottimi principi morali. Entrambi non sentiamo la "vocazione" ad essere genitori, e coltiviamo la gioia intensa di una vita insieme, ricca di interessi, sogni e amicizie.
Il mio rapporto con Dio tuttavia è rimasto come in stand by: a volte Lo cerco, Lo prego intensamente, mi pare di sentire forte la Sua presenza durante la preghiera, cioè una presenza viva nel cuore, e sento in quei momenti,fortissimo e senza dubbi di alcun tipo, la sensazione che "Lui deve essere l’unica priorità nella mia vita". 
Sentire questo mi ravviva, mi ispira, mi riempie l’anima e riparto piena di buona volontà nel riprendere ad amarLo come si deve.
Tuttavia, passo anche momenti di "crisi esistenziale", a volte sento un vuoto interno molto forte, come se nulla valesse la pena, come se tutto nella vita fosse vanità, un esistere vacuo ed inutile.
 Ecco che ritorno a Lui, Lo invoco, prego, sto meglio e….sento di nuovo forte quella sensazione che "è inutile lottare, devo metterlo al primo posto"!! 
Sono in crisi anche nei confronti del lavoro, un lavoro di servizio (sono medico); pensavo fosse la strada giusta, ma ora, dopo vari anni, mi sento svuotata, come se la mia strada non fosse questa, e non trovassi un senso profondo a quello che faccio.."Fare il medico" sembrava la vocazione perfetta per "essere di aiuto" al prossimo coniugando il mio interesse per la materia. Che si è rivelato più intellettuale, che reale. Ed ora mi ritrovo a fantasticare su "cos’altro potrei fare"nella vita. Forse è solo uno spostamento del focus.. E’ Dio che mi richiama a sè?
(Sto mettendo tanta carne al fuoco, lo so, e ringrazio in anticipo per la pazienza). 
E’ come se stessi vagando, cercando, assetata, Dio, è come se Lui si facesse trovare e poi scomparisse di nuovo.
Ho letto i vari post sulla purezza, e devo confessare che sono rimasta parecchio turbata. Ho vissuto vari anni di peccato mortale senza nemmeno "rendermene conto"?
La mente razionale si fa beffe di ciò, e ho la tentazione di mollare di nuovo tutto. Ma ricordo la gioia, la forza, il calore del ricevere Gesù Ostia. E non poterLo ricevere ora mi pare terribile.
E se contattassi il mio Padre spirituale di un tempo? Che vergogna.. e poi non sopporterei di sentirmi dire di lasciare il mio compagno,mi viene da morire al solo pensarlo..Vivere in castità, potrei, perchè no, ma lui è assolutamente contrario..
Mi dica qualche parola di luce, per favore. Come potrei riavvicinarmi con la preghiera? Il rosario?La preghiera del cuore?Spesso cerco durante la giornata di offrire ciò che faccio a Dio, come strali d’amore che lancio verso il cielo…
Grazie infinitamente per l’aiuto che confido mi offrirà. Può rispondermi in privato a questa mail oppure, se lo ritiene utile, anche sul sito,pubblicamente.
Grazie, preghi per me, senza Dio non posso andare avanti
M.C.

Risposta del sacerdote

Carissima,
1. ricorderai certamente la parabola evangelica del Regno di Dio paragonato ad un campo dove l’agricoltore semina. Una parte della semente cadde sulla strada, altra cadde su terreno sassoso, altra tra le spine, altra sul terreno buono dove fruttificò il trenta, il sessanta e il cento per uno.
Quand’eri più giovane il tuo cuore era un terreno buono, che produceva frutto e ti dava soddisfazione.
 
2. Poi non ti sei curata di togliere le spine che hanno cominciato a spuntarvi e adesso queste spine ti stanno soffocando.
Spine sono i vari peccati che si commettono: dal tralasciare di nutrire la nostra anima omettendo l’ascolto della parola di Dio e della sacra predicazione, trascurando la partecipazione alla Messa e la preghiera, non liberandosi dalle impurità che possono colpire.
Queste impurità in genere non fanno diventare cattivi e tanto meno delinquenti, ma spengono il gusto delle cose di Dio.
Di qui l’incapacità di comprendere il disegno superiore di Dio sulla sessualità e sull’amore umano e la ribellione contro le norme che Dio ha dato per custodire e ravvivare la purezza dell’amore, sempre insidiato dalla concupiscenza della carne (1 Gv 2,16).

3. Il terreno del tuo cuore nel frattempo è diventato pieno di spine.
Il Signore che ti ama con tutto il cuore e con tutto se stesso continua a chiamarti, continua a seminare. E subito senti viva la sua presenza, senti che si risveglia qualcosa di bello e di cui non puoi fare a meno.
Ma poiché nel cuore vi sono troppe spine, questo germoglio ad un certo momento viene soffocato e ripiombi nella vita di prima.
Ecco il passo evangelico: “Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un’altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c’era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò. Un’altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta. Chi ha orecchi intenda” (Mt 13,3-9).

4. Che fare in questa situazione?
Se tu contattassi il tuo direttore spirituale non sarebbe male.
Non ti direbbe di lasciare il tuo compagno, ma di mettere ordine nella tua vita.
Se vi amate, andate diritti verso il matrimonio per amarvi con un amore santo e che vi santifichi sempre di più.

5. Vi chiederebbe di vivere in castità fino al momento delle nozze. Questo, sì, ve lo chiederebbe.
Ma vi accorgerete subito che il vostro amore non verrà meno, che anzi si purificherà.
E sono persuaso che se il tuo compagno accetterà questo breve cammino di castità sarà sufficiente per fargli sentire di nuovo la presenza di Dio, perché Dio si incontra solo nella purezza (Sir 51,20).
E “chi opera la verità viene alla luce” (Gv 3,21), come ha detto il Signore.

5. Il tuo compagno allora ti benedirà eternamente e capirà che cosa significa amare in maniera vera.
Capirà soprattutto perché ci si debba amare in maniera vera e che cosa significa donarsi.
Finora non ha ancora cominciato.

6. Intanto riprendi a pregare, soprattutto col santo Rosario, affidando te e il tuo compagno a quella dolce Madre che è Maria.
Come ricorderai, in quella bella preghiera intitolata “Salve Regina” fin dalle prime battute si loda Maria dicendo di lei che è “vita, dolcezza, speranza nostra”.
Maria fa tutto con dolcezza.

7. Affida a Maria il tuo compagno, in particolare quando giungi a dire. “Rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi”.
A Lourdes, nella quarta apparizione, si sentirono provenire dalla viscere della terra, sotto il fiume Gave, dei rumori e delle voci sinistre che dicevano “Vattene via. Vattene via”.
Bernadette riferisce che allora fu sufficiente che la Madonna girasse verso quella parte i suoi occhi misericordiosi e subito quelle voci e quei rumori sparissero.

8. Pòrtati davanti ad un altare di Maria e supplicala per il tuo compagno.
Vedrai che la Madonna, come madre sua piena d’amore, con dolcezza lo porterà al Signore.

Mi unisco alla tua preghiera in questo giorno dedicato al Cuore di Gesù.
Questo Cuore è stato aperto sulla croce da un colpo di lancia.
E aperto continua a rimanere verso tutti noi per quanto peccatori.

Ti auguro ogni bene nel Signore e ti benedico.
Padre Angelo