Quesito
Reverendo e caro padre,
proseguo nel mio percorso di discernimento e sono certo che servire Dio sia la mia strada, lo sento, e voglio ciò.
Tuttavia mi succede una cosa strana, da quando sento profondo nel mio cuore questo desiderio, mi attanaglia la tentazione peccaminosa.
Perché aumenta ora che voglio donarmi al Signore?
Sembra una prova. Mi aiuti a capire.
Grazie
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. non ti devi meravigliare di questo perché nella Sacra Scrittura si legge: “Figlio, se ti presenti a servire il Signore, preparati alla tentazione“ (Sir 2,1).
2. Il nostro grande biblista Giuseppe Girotti, morte in campo di concentramento a Dachau il 1 aprile 1945 e proclamato dalla Chiesa beato e martire della carità, nel suo bel commento a questo testo della Scrittura scrive: “Non appena uno si mette di cuore a rendere a Dio il debito culto e ad osservarne la santa legge trova difficoltà e opposizione da parte del mondo (sia degli amici che dei nemici), del demonio e delle sue cattive inclinazioni.
Dio stesso, inoltre per assodare la virtù dei suoi fedeli li mette alla prova ed esercita nella palestra delle avversità, come ci dimostra la storia del santo Giobbe.
Per tentazione bisogna intendere qui qualsiasi genere di prove che Dio può permettere o inviare.
“Non facciamoci illusioni, scrive monsignor Gay, chiunque noi siamo, ovunque andiamo, qualunque cosa facciamo, la tentazione ci segue più che la nostra ombra. Essa viene fuori dalle nostre avversità, ci piomba addosso dall’alto… È nell’aria che respiriamo… Si incontra in ciò che vi è di più sacro come in ciò che vi è di più profano… Essa è in noi e zampilla dall’intimo di noi stessi come da una fonte inesauribile, e sarà così fino al nostro ultimo respiro”. Fortunatamente, come dice sono Leone magno (sermone 1, in Quadragesima 3), Colui che è dentro di noi è più forte di colui che sta contro di noi. Per mezzo di Colui nel quale confidiamo noi siamo forti”.
3. Pertanto non dobbiamo lasciarci sorprendere dal panico.
Dobbiamo affrontare le tentazioni con la volontà di superarle con una finalità ben precisa: per amore del Signore.
4. Per mezzo delle tentazioni il Signore ci esercita in tutte le virtù. E, senza che noi ce ne accorgiamo, ci dispone a crescere nella santità di vita.
Sarebbe illusorio pensare di essere santi senza tentazioni,nel medesimo modo in cui non si può pensare di vincere una partita di calcio se non ci sono gli avversari.
C’è dunque un disegno provvidenziale da parte di Dio nel permetterle tentazioni.
5. Scendendo ancor più al concreto, mi piace riportare quanto scrive San Tommaso: “Luxuria vincitur, fugiendo, accidia et alia vitia resistendo”; la lussuria viene vinta, fuggendo; l’accidia sedia e gli altri vizi resistendo (Somma Teologica, I-II, 35, 6, ad 3).
Questo insegnamento è di capitale importanza: dinanzi alla lussuria nessuno deve dire: Io resisto, perché senza che ce ne accorgiamo, la lussuria corrode e inquina. Per questo San Tommaso dice che si vince fuggendo. In altre parole rimuovendo il pensiero e, se questo non fosse sufficiente, mettendosi a fare qualcosa d’altro
6. San Filippo Neri, con il suo linguaggio pittoresco, diceva che dinanzi alle tentazioni della lussuria vincono i vigliacchi, e cioè quelli che fuggono. Come si vede, l’insegnamento è identico.
7. Nelle tentazioni è necessario invocare l’aiuto di Gesù Cristo, che ci è sempre accanto. È utilissimo anche il segno della croce (in hoc signo vinces, questo segno vincerai). Così come è necessario invocare l’aiuto della Madonna e dei Santi.
San Tommaso dice che “l’uomo tanto a lungo prega quanto egli riesce a ordinare la propria vita verso Dio, come si legge in 1 Cor 10,31: sia che mangiate, sia che beviate fate tutto per la gloria di Dio”.
8. Non va dimenticato, infine, che il Signore permette le tentazioni perché le vinciamo e con questo ci rendiamo aperti a ricevere il premio. Egli ha detto infatti: “Beato l’uomo che resiste alla tentazione perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano” (Gc 1,12).
Questa corona comincia a darla già di qua.
Con l’augurio di essere sempre più incoronato e premiato da parte di Nostro Signore, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
