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Quesito

Reverendo e caro Padre,
mi collego alla lettera che ha scritto M. qualche giorno fa’.
Da circa un anno sto insieme a una ragazza (entrambi abbiamo 28 anni) che è venuta ad abitare nella mia città; io e lei siamo catechisti nella stessa parrocchia, ci vogliamo bene e abbiamo deciso di vivere questo tempo astenendoci dai rapporti prematrimoniali.
Qualche tempo fa’ ho però appreso che lei ha avuto rapporti completi con i precedenti ragazzi.
E’ stato un vero tormento.
Lei ha scritto che è possibile recuperare una verginità morale. Ma come è possibile? Lo è davvero?
Ma la legge della Chiesa non dice che è proprio bello se entrambi si è vergini e ci si dona solo l’uno all’altro?
Come faccio a non pensare ai corpi che l’hanno posseduta?
Potrà mai essere totalmente mia?
A differenza del caso di M, lei afferma di essere davvero pentita di quello che ha fatto.
La prego di consigliarmi paternamente.
N.


Risposta del sacerdote

Caro N.,
1. sono contento della tua volontà di arrivare puro al matrimonio. E sono convinto che proprio per questo soffri per la mancata integrità della tua fidanzata.
La tua ragazza ha commesso un grave errore consegnandosi a chi non le apparteneva.
Tuttavia quei gesti, per quanto lei e il ragazzo del tempo pensassero diversamente, non furono atti di vero amore, ma di libidine.

2. Adesso che la tua ragazza sta maturando e capisce che cosa è il vero amore, ne è sinceramente pentita e, ne sono certo, desidererebbe non averli mai compiuti.
Il suo desiderio di essere tutta pura è già un segno che sta ricuperando la verginità morale.

3. Mi chiedi se sia possibile ricuperare la verginità morale.
Dico di sì, e dico anche che la verginità morale è più preziosa di quella fisica.
Che si possa ricuperare lo testimonia l’esperienza della Maddalena che per purezza, al dire di sant’Agostino, è seconda solo alla Beata Vergine Maria.
Anche Sant’Agostino, dopo la conversione divenne perfettamente puro.
Tuttavia i peccati commessi in gioventù continuarono a tormentargli l’animo, così che sul letto di morte chiese che venissero scritti a caratteri cubitali i sette salmi penitenziali e fossero messi sulla parete dinanzi al suo letto per averli sempre di fronte.

4. Dicendo questo non vorrei dare l’impressione che l’integrità anche fisica sia una cosa di poco conto.
Essa è un segno della volontà di aver resistito alle varie tentazioni (chi non ne ha?) per essere soltanto della persona con la quale condividerà pienamente tutta la propria esistenza nel matrimonio.

5. Devo anche dire che la verginità morale non la si ricupera in un attimo. Le ferite lasciate dal comportamento precedente si fanno sentire.
Sicché è necessario un lavorio paziente di custodia dei propri sensi, un vero e proprio combattimento e soprattutto l’aiuto della grazia che ci viene comunicata nell’ascolto della parola di Dio, nei sacramenti e nella preghiera.

6. Tu scrivi: “Ma la legge della Chiesa non dice che è proprio bello se entrambi si è vergini e ci si dona solo l’uno all’altro?
Sì, è proprio così. Anzi, non solo la legge della Chiesa, ma Dio vuole questo!
La verginità fisica è il segno eloquente di un amore che non si è mai macchiato e impoverito. È il segno tangibile dello sforzo compiuto per acquisire quella maturità e fortezza d’animo che sono necessarie per saper amare nella buona e nella cattiva sorte.

7. Scrivi anche: “Come faccio a non pensare ai corpi che l’hanno posseduta?
È vero, questo è un motivo di dispiacere e di tristezza.
Ma tu sei credente e ti prepari a celebrare e a vivere un matrimonio cristiano.
E allora a te posso ripetere quanto dice San Paolo nella lettera agli efesini: “E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata” (Ef 5,25-27).
Sì, come Cristo ha amato la Chiesa, l’ha purificata e l’ha resa santa, così anche tu sei chiamato dal Signore a prolungare nel tempo quanto Lui ha fatto.
E sei chiamato a farlo con colei che un giorno diventerà la tua sposa.
Sono certo che la tua ragazza sia contenta di aver incontrato te e di essere aiutata a conoscere il vero volto dell’amore.

8. Da parte tua, però, non insuperbirti.
Il Signore ti ha usato una grande misericordia evitandoti tante occasioni in cui ti saresti perso.
Nello stesso tempo il Signore ti avrà fatto toccare con mano che questa ragazza, anche se adesso non può darti il dono della verginità fisica, ti sta donando tanto in tanti altri risvolti della vita.
A conti fatti, forse dovrai dire che è più quello che ricevi da lei che quello che le dai.

Ti saluto promettendo una preghiera perché voi due possiate diventare esemplari nell’amarsi in maniera cristiana, come si conviene a dei catechisti.
Vi benedico.
Padre Angelo

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