Quesito

Le sarei molto grato se volesse chiarirmi alcune domande che mi pongo; leggendo le "Confessioni" di S. Agostino non ho capito da dove è scaturito il male in origine, nel libero arbitrio di Adamo; se esso non è stato creato?
un’altra domanda è: ma prima dei profeti, della Bibbia. l’uomo viveva? se si, perché Nostro Signore non gli ha parlato?.
Vorrei dirle che molte domande mi affliggono, e mi vergogno e mi pento di insinuare certi dubbi in me che penso siano solo superbia. grazie per le risposte.
P.S. mi duole il cuore al pensiero di tanti morti (es. gli egiziani o altri popoli nominati che si sono scontrati con gli ebrei), perché mi chiedo: Non si poteva "illuminarli"?
Buona sera


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. per la prima domanda dobbiamo mettere in chiaro due principi.
Il primo è che il male, in quanto tale e in quanto non essere, non esiste.
Esistono solo delle realtà che sono prive del bene che dovrebbero possedere. Questo è ciò che noi chiamiamo male.
Il secondo è che esiste un solo Dio.
È impossibile che ve ne siano due perché all’uno mancherebbe ciò che lo diversifica dall’altro. E allora Dio non sarebbe più perfettissimo.

2. Da queste premesse segue che il male non viene fuori da Dio, perché egli è bene sommo e tutto quello che fa è comunicazione di bene.
E ne segue anche che l’origine del male si trova nelle volontà che Dio ha creato libere. Libere di determinarsi da se stesse al bene.
Alcune volontà invece si sono determinate per il male.
Ecco dunque dove si trova l’origine del male: nelle volontà dei demoni e nella volontà degli uomini quando si perverte il disegno d’amore di Dio.

3. Per la seconda domanda: “ma prima dei profeti, della Bibbia. l’uomo viveva? se si, perché Nostro Signore non gli ha parlato” va detto che Dio ha parlato anche prima”.
Anche prima che Dio iniziasse a rivelarsi del mezzo dei profeti parlava a tutti gli uomini attraverso i dettami della coscienza.
È quanto continua a fare anche oggi nei confronti di coloro che non hanno la grazia di godere della Divina Rivelazione.
Per questo il concilio Vaticano II nella Gaudium et spes dice: “Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce che lo chiama sempre ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, quando occorre, chiaramente dice alle orecchie del cuore: fa questo, fuggi quest’altro. L’uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro il suo cuore: obbedire ad essa è la dignità stessa dell’uomo, e secondo questa egli sarà giudicato.
La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria. Tramite la coscienza si fa conoscere in modo mirabile quella legge, che trova il suo compimento nell’amore di Dio e del prossimo” (GS 16).

4. In ragione di questo confidiamo che anche quelli che non hanno potuto conoscere la Divina Rivelazione si salvino.
Il medesimo concilio Vaticano II nella Lumen gentium afferma: “Quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa ma che tuttavia cercano sinceramente Dio e con l’aiuto della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di lui, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna.
Né la divina Provvidenza nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro che non sono ancora arrivati alla chiara cognizione e riconoscimento di Dio, ma si sforzano, non senza la grazia divina, di condurre una vita retta.
Poiché tutto ciò che di buono e di vero si trova in loro è ritenuto dalla Chiesa come una preparazione ad accogliere il Vangelo e come dato da colui che illumina ogni uomo, affinché abbia finalmente la vita.
Ma molto spesso gli uomini, ingannati dal maligno, hanno errato nei loro ragionamenti e hanno scambiato la verità divina con la menzogna, servendo la creatura piuttosto che il Creatore (cfr. Rm 1,21 e 25), oppure, vivendo e morendo senza Dio in questo mondo, sono esposti alla disperazione finale. Perciò la Chiesa per promuovere la gloria di Dio e la salute di tutti costoro, memore del comando del Signore che dice: ‘‘Predicate il Vangelo ad ogni creatura’ (Mc 16,15), mette ogni cura nell’incoraggiare e sostenere le missioni” (LG 16).
E ancora: “E ciò vale anche per tutti gli uomini di buona volontà, nel cui cuore lavora invisibilmente la grazia. Cristo, infatti, è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina; perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale” (GS 22).

5. Anche quanto hai messo nel P.S: trova dunque una risposta.
Dio non ha mai abbandonato nessuno.
Nel Prologo del Vangelo di Giovanni si legge: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,6).
Gesù, in quanto Dio e in quanto Verbo, illuminava già ogni uomo ancor prima della sua incarnazione. Lo illuminava per mezzo della coscienza.
Ma adesso con la rivelazione viene portato a compimento il senso stesso di quella legge naturale che Dio ha scritto nel cuore di ogni uomo.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo