Quesito

Egr. Padre Angelo.
cosa è esattamente l’essere umano?
Dopo la morte si annulla o resta qualcosa di noi tutti?
La ringrazio


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. l’uomo è un essere composto di anima e di corpo.
Che sia composto di corpo è sotto gli occhi di tutti.
Che sia un corpo vivo, e cioè animato (che è quanto dire: dotato di anima), è ugualmente sotto gli occhi di tutti.

2. Ciò che diversifica un corpo vivo da un corpo morto è proprio la presenza dell’anima.
Per anima intendiamo ciò che dà la vita.

3. Sotto questo aspetto sono esseri composti di anima e di corpo anche gli animali.
Tuttavia gli animali hanno una vita soltanto sensitiva e vegetativa.

4. L’uomo invece, per la sua capacità di pensare, di elaborare concetti, di astrarre, di fare conti, di dedurre, di progettare, ha una vita non soltanto sensitiva e vegetativa, ma anche spirituale.
La sua stessa capacità di pensare a realtà spirituali, ancora indipendentemente dalla loro esistenza (come gli Angeli e Dio), sta a significa che  è dotato di vita spirituale e non solo materiale.
Per questo l’anima dell’uomo non è solo un’anima sensitiva che gli permette di gustare, di toccare, di odorare, di vedere, di udire come tutti gli animali, ma è anche spirituale, perché è capace di pensare, è capace di vita spirituale.
Tra l’altro, proprio perché è capace di vita spirituale, è capace di conoscere, amare e possedere Dio, che è purissimo spirito.

5. Dunque quando si dice che l’uomo è un essere composto di anima e di corpo si sottintende che è composto di anima spirituale (e cioè razionale) e di corpo.

6. Ora muore solo ciò che è dotato di vita sensitiva, ciò che è organico.
Quando le varie parti si logorano e non armonizzano più tra loro, l’essere si disgrega, viene meno, muore.
Ma ciò che è spirituale non può morire perché è al di sopra della materia. È immateriale, non si disgrega, e pertanto è immortale.

7. Da ciò segue che l’anima umana, proprio perché dotata di vita spirituale, immateriale e immortale, non ci viene comunicata dai nostri genitori, ma è creata direttamente da Dio nell’atto del concepimento del corpo.
Ne segue anche che l’anima, al momento della morte del corpo, proprio perché è dotata di vita spirituale, non muore e non può morire. Sopravvive ed è immortale.

8. Fin qui, in tutti i ragionamenti che ho fatto, non è necessario scomodare la fede. Tutto questo lo capisce la ragione con le sue sole forze.
Invece per comprendere quale sia la sorte dell’anima quando si separa dal corpo dobbiamo bussare alle porte della fede. O, per meglio dire, è necessario ascoltare ciò che ci dice Dio, attraverso la Divina Rivelazione così come ci è presentata dalla dottrina della Chiesa.

9. Ti ripropongo allora che cosa dice la Dottrina della Chiesa sulla costituzione dell’uomo e sulla sorte dell’anima separata dal corpo.
Circa la costituzione dell’uomo il Catechismo della Chiesa Cattolica dice: “Unità di anima e di corpo, la persona umana, creata a immagine di Dio, è un essere insieme corporeo e spirituale.
Il racconto biblico esprime questa realtà con un linguaggio simbolico, quando dice che «Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita, e l’uomo divenne un essere vivente» (Gn 2,7).
L’uomo tutto intero è quindi voluto da Dio” (CCC 362).

10. Il CCC dice inoltre: “Spesso, nella Sacra Scrittura, il termine anima indica la vita umana, oppure tutta la persona umana.
Ma designa anche tutto ciò che nell’uomo vi è di più intimo e di maggior valore, ciò per cui più particolarmente egli è immagine di Dio: «anima» significa il principio spirituale nell’uomo” (CCC 363).
“L’unità dell’anima e del corpo è così profonda che si deve considerare l’anima come la « forma » del corpo; ciò significa che grazie all’anima spirituale il corpo composto di materia è un corpo umano e vivente; lo spirito e la materia, nell’uomo, non sono due nature congiunte, ma la loro unione forma un’unica natura” (CCC 365).
“La Chiesa insegna che ogni anima spirituale è creata direttamente da Dio – non è «prodotta» dai genitori – ed è immortale: essa non perisce al momento della sua separazione dal corpo nella morte, e di nuovo si unirà al corpo al momento della risurrezione finale” (CCC 366).

11. Sulla sorte dell’anima separata dal corpo, ecco che cosa dice la dottrina della Chiesa:
“La morte pone fine alla vita dell’uomo come tempo aperto all’accoglienza o al rifiuto della grazia divina apparsa in Cristo. Il Nuovo Testamento parla del giudizio principalmente nella prospettiva dell’incontro finale con Cristo alla sua seconda venuta, ma afferma anche, a più riprese, l’immediata retribuzione che, dopo la morte, sarà data a ciascuno in rapporto alle sue opere e alla sua fede. La parabola del povero Lazzaro e la parola detta da Cristo in croce al buon ladrone così come altri testi del Nuovo Testamento parlano di una sorte ultima dell’anima che può essere diversa per le une e per le altre” (CCC 1021).
“Ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve nella sua anima immortale la retribuzione eterna, in un giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione, o entrerà immediatamente nella beatitudine del cielo, oppure si dannerà immediatamente per sempre” (CCC 1023).

Ecco tutto, dunque.
Ti ringrazio del quesito, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo