Continua il dialogo con Roberta il cui fidanzato non è sulla sua stessa lunghezza d’onda e chiede…

////Continua il dialogo con Roberta il cui fidanzato non è sulla sua stessa lunghezza d’onda e chiede…

Continua il dialogo con Roberta il cui fidanzato non è sulla sua stessa lunghezza d’onda e chiede…

Quesito

Carissimo padre,
Le scrivo in merito all’oggetto di cui sopra.
Oggi ho affrontato la questione del vivere il fidanzamento in una certa maniera (che io non voglio definire “cristiana”, ma semplicemente giusta anche per chi non crede) con il mio ragazzo, e ho tentato di spiegargli come per me sia inconcepibile il suo modo “libertino”, come lo ha definito Lei, di gestire le relazioni come ha fatto finora. Ho cercato di fargli capire che il fidanzamento è un’attesa, e che non gli sto imponendo il mio punto di vista chiedendogli di pensarla come me, ma di provare a mettersi in quest’ottica e cercare di scegliere tra l’amore e l’illusione di questo sentimento. Questo perchè essere tanto distanti su una cosa così importante non ci porterà lontano. Gli ho anche spiegato come non riuscirò mai ad adattarmi ad una visione che svilisce la relazione tra due persone e che la mia non è incapacità di capire ma proprio il contrario, è qualcosa su cui ho riflettuto (oltre che sentirla dentro il mio cuore). Ad essere sincera non credo abbia compreso, né so se il seme gettato con queste parole darà i suoi buoni frutti. Però sono certa che, con la preghiera fiduciosa, può accadere anche l’insperato. Per questo motivo, se non Le dispiace, Le chiedo di ricordarsi anche di lui nelle Sue preghiere.
E, se posso permettermi, Le chiederei di sciogliermi un dubbio. Quello che ho fatto, cioè di porre il mio ragazzo di fronte alla necessità di scegliere (ma, ripeto, senza imposizioni, senza fretta e senza superficialità, perchè queste sono prese di coscienza che immagino richiedano una certa riflessione per essere sincere), non va forse contro l’accettare le persone per quello che sono, proprio come Dio accetta noi?
Le chiedo scusa per queste domande che forse La faranno sorridere. E’ che spesso è facile cadere nell’errore di voler plasmare gli altri secondo quello che si ritiene giusto per sé, e non vorrei che pensando di fare bene in realtà stia solo commettendo un atto di presunzione. Se mi permetto di disturbarLa è perchè ritengo che davvero i suoi siano dei buoni consigli.
La ringrazio ancora
Roberta


Risposta del sacerdote

Cara Roberta,
1. hai ragione quando dici che le motivazioni che portano a vivere il fidanzamento in una certa maniera, prima ancora di essere avvallate dalla fede, sono un portato della ragione. Potrei dire che è il buon senso che porta a ragionare in un determinato modo.
Ma anche questo buon senso spesso è offuscato dal proprio comportamento capriccioso.
Il tuo ragazzo ha bisogno di essere liberato da certe squame che gli impediscono di vedere e di capire ciò che è bene e ciò che è male.
Ben volentieri pertanto mi unisco alla tua preghiera.

2. Ma adesso vengo al tuo nuovo quesito: Che cosa significa accettare una persona per quello che è?
Accettare una persona per quello che è significa saperla accogliere come persona anzitutto, e poi con i suoi talenti e con i limiti naturali connessi.
Significa accoglierla nei suoi convincimenti più profondi, anche se non collimano con i nostri. Così se uno è di fede islamica, non possiamo ironizzare su ciò in cui crede.
Anche all’interno del matrimonio non si può costringere il partner a camminare in tutto e per tutto secondo i nostri gusti e i nostri capricci.

3. Nello stesso tempo accettare l’altro per quello che è non significa che dobbiamo lasciare che faccia quello che vuole e che offende i diritti degli altri.
Ad esempio: se uno vuole essere un ladro e vivere di espedienti, non possiamo accettarlo per quello che è. Dobbiamo esigere che rispetti i diritti degli altri. Altrimenti siamo costretti a trattarlo per quello che è e metterlo in prigione.
La risposta dunque è chiara: dobbiamo rispettare sempre il nostro prossimo, accettandolo nei suoi pregi e nei suoi limiti.
Ma quando i suoi limiti offendono i diritti degli altri, questo non lo possiamo accettare. Dobbiamo esigere il rispetto.

4. Ora il comportamento del tuo ragazzo offende non solo i valori nei quali tu credi, ma offende te perché, anche se non sei sua moglie, tra te e lui c’è un cammino fatto insieme che esprime la volontà di amarsi e di donarsi per sempre.
Questo cammino esige una certa esclusività sia nelle manifestazioni affettive sia, e molto più, nella consegna del proprio corpo.
Ebbene, il tuo ragazzo deve manifestare fin da ora la sua volontà di vivere solo per te e di dedicare a te sola la totalità di se stesso.
Pertanto non puoi non rimanere perplessa nel vedere che si esprime con altre ragazze mediante gesti che sono svuotati del loro significato più profondo e che infine sono solo ricerca di se stesso. Puoi benissimo domandarti se le manifestazioni affettive che ha con te, pur caste almeno apparentemente, non siano dello stesso spessore.

5. Permettimi infine di manifestarti la mia ammirazione per aver posto il tuo ragazzo di fronte alla necessità di scegliere ma senza imposizioni, senza fretta e senza superficialità. Qui manifesti la tua maturità e nello stesso tempo manifesti che gli vuoi bene nel senso vero del termine, e cioè vuoi il suo bene.
Ma poiché Sant’Agostino insegna che gli uomini non diventano buoni se nello stesso tempo non diventano figli di Dio mediante la grazia, è necessario pregare molto lo Spirito Santo perché trasformi dall’interno il cuore di questo ragazzo e lo faccia diventare il cuore di un figlio di Dio.
Ancora una volta, ti prometto la mia collaborazione e fin d’ora benedico tutte e due.
Padre Angelo