Quesito

Caro Padre Angelo,
secondo i paragrafi 2362-2367 del Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, l’atto coniugale ha un duplice significato: unitivo e procreativo.
Ora Le chiedo: come vanno allora intesi gli atti compiuti durante la menopausa? Sono leciti?
La ringrazio per la risposta che vorrà darmi e Le invio i migliori auguri per il 2012!
Tonio


Risposta del sacerdote

Carissimo Tonio,
1. gli atti coniugali compiuti dopo la menopausa non sono fertili.
Sono infertili, però, per una disposizione divina e non già per arbitrio umano.
Ed è questo che fa la differenza con la contraccezione coniugale.
Nella contraccezione coniugale ci si rende arbitri del disegno divino.
Dopo la menopausa si accetta il disegno divino.

2. Colgo l’occasione per ricordare che anche gli atti coniugale compiuti tra coppie sterili o dopo la menopausa della donna devono conservare sempre il loro intrinseco significato di vero amore e di via verso la santificazione.
Ciò significa che l’atto coniugale non deve essere sminuito e privato della sua interiorità.

3. A tal proposito Giovanni Paolo II ha ricordato che “l’usufruire dei periodi infecondi nella convivenza coniugale può diventare sorgente di abusi” (5.9.1984)  e che “la persona non può mai essere considerata un mezzo per raggiungere uno scopo; mai, soprattutto, un mezzo di “godimento”. Essa è e dev’essere solo il fine di ogni atto. Solo allora corrisponde alla vera dignità della persona” (Lettera alle famiglie, Gratissimam sane 12).

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo